Qualcuno con cui correre

Film 2006 | Drammatico, +16 118 min.

Regia di Oded Davidoff. Un film con Bar Belfer, Yonatan Bar Or, Yuval Mendelson, Rinat Matatov, Tzahi Grad. Cast completo Titolo originale: Mishehu Larutz Ito. Genere Drammatico, - Israele, 2006, durata 118 minuti. Uscita cinema venerdì 21 novembre 2008 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 2,46 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 5 giugno 2012

Due ragazzi di Gerusalemme, si trovano per vivere una stupenda avventura durante l'estate... Il film ha ottenuto 1 candidatura al Festival di Giffoni, In Italia al Box Office Qualcuno con cui correre ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 104 mila euro e 35,6 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,46/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,33
PUBBLICO 3,06
CONSIGLIATO NÌ
Romanzo di formazione di un'adolescenza maltrattata nella Gerusalemme di David Grossman.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 20 novembre 2008
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 20 novembre 2008

Assaf, un adolescente impiegato temporaneamente alla Protezione animali, ha una (com)missione da compiere: restituire un cane alla sua padrona e recapitare alla stessa una multa di centocinquanta shekel per la negligenza mostrata nella cura dell'animale. Sarà proprio Dinka, un magnifico Labrador color miele a guidare Assaf per le strade di Gerusalemme alla ricerca di Tamar, una ragazzina fuggita da casa con un cane e una chitarra nel tentativo disperato di trovare il fratello tossicodipendente. I loro destini si incroceranno presto e sarà l'ostinata volontà di Assaf a salvare i due fratelli da Pesach, un protettore criminale che sfrutta il talento artistico dei ragazzi di strada, nascondendo sotto le note loschi traffici di droga. Tratto dall'omonimo libro di David Grossman, Qualcuno con cui correre è un romanzo di formazione dal sapore dickensiano, ambientato in uno spazio cittadino che grava sui protagonisti, imprigionandoli nell'infelicità di un'adolescenza maltrattata. I ragazzini allo sbando non sono un'invenzione neppure a Gerusalemme e tutta la storia si concentra nella sfida di Assaf alla paura, all'assenza e al disorientamento per l'eclissarsi e il disfacimento della figura genitoriale. Il protagonista, correndo con un cane e una speranza mai sopita, prova a cambiare la vita di una sua coetanea. La sua è una lotta eroica normale che vorrebbe riconsegnare Tamar al tempo di un'innocenza ancora possibile, una lotta sulla capacità e necessità di sopravvivere in un contesto di inarrestabile decadenza. Eppure lo sguardo di Oded Davidoff non appare mai sinceramente integrato nella prospettiva dei giovani protagonisti, mostrandosi piuttosto incline alla retorica del mondo salvato dai ragazzini. Ciò che risulta totalmente assente è l'ineliminabile componente sociale, da intendere non tanto come ricognizione delle problematiche contemporanee, quanto come "immersione" in quella realtà dalla cui esperienza scaturisce la presa di consapevolezza dei protagonisti. Personaggi che oscillano fra la costipazione e la deflagrazione: l'impossibilità di sopportare oltre e di esprimere appieno. Ma è il film stesso a coltivare questa indecisione al punto che la rabbia e il disagio rimangono in superficie, assunti senza essere indagati, ogni gesto è fine a se stesso, non facendosi rivelatore di nulla. Tamar mortifica se stessa in un continuo gioco di allontanamento da sé e dalla resa dei conti che sembra non arrivare mai. Certo, trattandosi di un film di formazione con incluso apologo morale, i cattivi vanno puniti a prescindere, anche se tardivamente, e così il film, che voleva stupire con una narrazione diluita a base di analessi e prolessi, si riconsegna ad una prevedibilità più generale. Qualcuno con cui correre paga lo scotto di una regia senza lampi (di genio) e, in Italia, di un doppiaggio che vanifica l'espressività dei personaggi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 marzo 2010
don64

Film drammatico interpretatao da attori sconosciuti ma sinceri nella loro interpretazione.La trama insapore,inutile e lenta non prende l'attenzione dello spettatore in quanto tratta un'argomento inutile.Nel complesso un film povero di tutto, reale ma poco piacevole.Voto 5+

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Boris Sollazzo
DNews

Israele è (anche) un paese normale. Paese straordinario nel bene e nel male, ma certa stampa e certa intellighenzia sottolineano con sospetta malafede sempre e solo il secondo aspetto, spesso dimentichiamo che è anche una democrazia, sia pure in guerra, con i nostri stessi problemi: infanzia negata, droga, violenza, famiglie disfunzionali. E così quando la quotidianità vi fa capolino, nella letteratura [...] Vai alla recensione »

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