| Anno | 2005 |
| Genere | Musicale |
| Produzione | Sudafrica |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Mark Dornford-May |
| Attori | Pauline Malefane, Andile Tshoni, Zweilungile Sidloyi, Lungelwa Blou, Andiswa Kedama . |
| Uscita | venerdì 13 gennaio 2006 |
| MYmonetro | 2,96 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 3 giugno 2015
Una "Carmen" sudafricana con libretto riscritto in lingua locale non si era ancora vista. L'esperimento, pur con qualche incongruenza, può dirsi riuscito Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office U-Carmen ha incassato 14,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Da quando Prospero Merimee scrisse il suo breve romanzo e da quando il soggetto divenne il libretto di una delle opere liriche più note al mondo, il nome di Carmen è indissolubilmente associato al connubio tra passione amorosa e morte. Il cinema si è ispirato palesemente a questo personaggio in numerose occasioni (da Chaplin a Rosi passando per Saura e Godard solo per citarne alcuni) offrendoci anche una Carmen di colore (Carmen Jones) e una con i capelli fulvi di Rita Hayworth (Gli amori di Carmen). Non aveva però' mai osato 'riscrivere' il libretto dell'opera (conservando intatte le musiche) per tradurlo in una lingua del tutto particolare come lo Xosa parlato nelle township di Cape Town. Mescolando recitativi del tutto originali, le musiche di Bizet e i ritmi tradizionali sudafricani il film ci offre uno sguardo inedito sul sudafrica post-apartheid. A volte fatica a fondere le suggestioni provenienti da un'opera francese, in cui si racconta una vicenda spagnola, con le baracche e le abbondanti forme della protagonista e delle sue compagne ma nel complesso si presenta come un esperimento interessante proprio per la scelta anomala (per chi non riesce a staccarsi dagli stereotipi culturali) che si è messa in atto.
Quasi un anno fa U-Carmen eKhayelitsha dell'inglese Mark Dornford-May vinceva l'Orso d'oro. Eppure non era parsa una grande trovata portare sullo schermo l'opera lirica di Bizet in lingua xhosa, ambientandola in una baraccopoli sudafricana; per giunta il terzomondismo peloso del Festival di Berlino, teleguidato dal governo tedesco (come quello del Festival di Cannes è teleguidato da quello di Parigi) [...] Vai alla recensione »