| Titolo originale | Qian li zou dan qi |
| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Cina, Cina, Giappone |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Zhang Yimou |
| Attori | Ken Takakura, Shinobu Terajima, Kiichi Nakai, Jiang Wen (II) . |
| Uscita | venerdì 17 novembre 2006 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,51 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 dicembre 2017
Il protagonista del film è interpretato da Ken Takakura, un'icona del cinema giapponese. In Italia al Box Office Mille miglia...lontano ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 80,8 mila euro e 24,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Takata lascia il suo villaggio di pescatori - dove è sempre vissuto - per raggiungere Tokio e incontrare il figlio gravemente malato. Giunto nella capitale, scopre che la nuora non è stata del tutto sincera con lui e che Ken-ichi, anche se in fin di vita, non vuole saperne del padre e di un rapporto interrotto bruscamente anni prima. Dopo aver visto una videocassetta, Takata scopre l'ultimo desiderio di suo figlio: tornare nella provincia dello Yunnan, in Cina Meridionale, per riprendere un antico dramma e ascoltare Li Jamin - un famoso attore di teatro - mentre intona "mille miglia lontano", canzone tratta da un classico della letteratura cinese. Per colmare il vuoto che da anni li separa, Takata intraprende un lungo viaggio per sostituire il figlio nelle riprese ed esaudire, tardivamente, il suo volere. Ma la vera scoperta, una volta giunto a destinazione, è la gentilezza di un popolo che lo invita a riscoprire i sentimenti e l'amore per i legami di sangue che credeva di avere ormai perso.
Monotono e incolore nella prima parte, troppo rigoroso e inquadrato nella seconda, il film scorre senza emozioni di sorta, raccontando i sentimenti di una Cina buonista e senza macchia, alle prese con un'autorità docile, comprensiva e al servizio del cittadino. A parte qualche buona trovata registica e le inquadrature "sorprese" a riprendere paesaggi senza tempo, niente di nuovo sul fronte orientale per un regista che ha abituato il suo pubblico a lavori di tutt'altro calibro Il ricatto d'autore - sempre imperante nelle pellicole di maestri venerati più per le opere passate che per l'effettiva validità del presente - porta lo spettatore a leggere il film in un'ottica ingannevole, prendendo per buona un'innovazione culturale che è mera ripetizione di uno stereotipo collettivo e abusato. Un cinema mille miglia lontano dalla sufficienza.
Zhang Yimou con “Qian li zou danji - Riding Alone for Thousands of Miles” abbandona la purezza stilistica del wuxia e della Cina delle antiche dinastie, per raccontare il viaggio picaresco di Takata, un giapponese, nel profondo del territorio cinese. I cieli e il mare che accompagnano il protagonista nel suo percorso mettono in luce la sensazione di tranquillità interiore ed esteriore, e trasformano [...] Vai alla recensione »