Le chiavi di casa

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Un film di Gianni Amelio. Con Kim Rossi Stuart, Charlotte Rampling, Alla Faerovich, Pierfrancesco Favino, Manuel Katzy, Michael Weiss (II), Ingrid Appenroth, Dimitri Süsin, Thorsten Schwarz, Eric Neumann, Dirk Zippa, Barbara Koster-Chari, Anita Bardeleben, Ralf Schlesener, Andrea Rossi Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 105 min. - Italia, Francia, Germania 2004. - 01 Distribution uscita venerdì 10 settembre 2004. MYMONETRO Le chiavi di casa * * 1/2 - - valutazione media: 2,69 su -1 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   
paride86 domenica 28 dicembre 2008
lucidamente commovente Valutazione 3 stelle su cinque
92%
No
8%

"Le chiavi di casa" sta a metà tra un film e un documentario per il sociale, muovendosi su binari non sempre credibili. Non sono plausibili, per esempio, il prologo e le motivazioni che spingono Gianni, dopo tanti anni, ad intraprendere un viaggio così difficile con il figlio, oppure l'affetto improvviso che matura per il ragazzo. Eppure la storia è toccante ed emotivamente coinvolgente e il film ha il pregio di non scadere nel drammone lacrimoso, ma anzi, rimane lucido e a volte anche amaro (lo sfogo della Rampling, per esempio). Buone le prove degli attori, sempre credibili.

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joefrost mercoledì 20 settembre 2006
impariamo ad amare Valutazione 5 stelle su cinque
70%
No
30%

Gianni Amelio ci regala il suo film più bello, più intenso. La storia di un padre (Rossi Stuart, ottimo attore drammatico e vincitore meritato di un globo d'oro) che decide di incontrare per la prima volta il suo primo figlio, portatore di handicap (uno straordinario Andrea Rossi). Insieme fanno un viaggio che li porterà fino ai fiordi della Norvegia, e nonostante anni di silenzio assoluto, Gianni imparerà ad amare quel figlio abbandonato in fasce dopo la morte della compagna durante il parto. Il film è intenso, per niente retorico, le musiche accompagnano in maniera impeccabile il dipanarsi della vicenda, Charlotte Rampling regala la sua classe e la sua intensità al film, Pierfrancesco Favino lascia il segno (e conquista un ciak d'oro) pur restando in scena pochi minuti. [+]

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stefano84 martedì 27 gennaio 2009
quello che si dice un film socialmente impegnato Valutazione 0 stelle su cinque
100%
No
0%

Il film "le chiavi di casa" dà l'impressione ad un primo sguardo di essere il classico film strappalacrime che tange luoghi comuni come quello della soffrenza dei disabili e di chi,ancor piu', ha il compito di doversi dedicare alla loro cura.Ma il film necessita di una dovuta riflessione per comprendere come esso possa essere interpretato come un realistico documentario incentrato sulla condizione in cui si trovano coloro che devono affrontare una situazione difficile come quella narrata nel film.Rimanendo nell'ambito della critica del film si puo' dire che questo narra bene negli strettissimi tempi cinematografici (che per Gianni Amelio sembrano essere sempre molto stretti a vedere anhe la durata dei suoi precedenti film)la vicenda di Paolo e Gianni. [+]

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great steven lunedì 25 luglio 2016
un padre e un figlio che riscoprono l'amore. Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

LE CHIAVI DI CASA (IT/FR/GERM, 2004) diretto da GIANNI AMELIO. Interpretato da KIM ROSSI STUART, ANDREA ROSSI, CHARLOTTE RAMPLING, ALLA FAEROVICH, PIERFRANCESCO FAVINO, MANUEL KATZY, MICHAEL WEISS, THORSTEN SCHWARZ
Gianni è un uomo ancora giovane che vive con la moglie che gli dà dato da poco un bambino, ma aveva già avuto un altro figlio, di nome Paolo e nato con un grave handicap psicomotorio, che ha sempre rifiutato di vedere. Quando però lo zio del ragazzino, Alberto, cognato acquisito di Gianni, lo contatta per obbligarlo ad instaurare un rapporto, Gianni non se la sente di tirarsi indietro. Sale dunque, insieme al figlio minorato, su un treno diretto in Germania, dove Paolo riceverà le cure necessarie per migliorare le sue capacità locomotorie. [+]

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iuriv sabato 9 agosto 2014
realismo poco realistico Valutazione 2 stelle su cinque
0%
No
0%

Un padre incontra il figlio spastico solo quando questi ha quindici anni e lo porta in una clinica specializzata di Berlino che promette miracoli. Tra i due dovrà nascere un sentimento.
Amelio sceglie una storia piuttosto toccante e decide di spogliarla di tutto, presentando un film quadrato e dalla regia trasparente. La visone è caratterizzata, infatti, da una fotografia fredda, da inquadrature quasi mai fuori dai canoni e da una certa linearità di messa in scena.
Tale scelta è probabilmente giustificabile dall'intenzione del regista di mettere in campo tutta la crudezza della disabilità, non sottoponendola a filtri estetici che rischierebbero di renderla evanescente. [+]

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albsorge@yahoo.it mercoledì 18 luglio 2007
le chiavi di cosa? Valutazione 2 stelle su cinque
35%
No
65%

Sento, osservo e respiro quella frase che mi rimbomba nelle orecchie e mi produce fastidiosi pensieri di vendetta; "è uno di quei film che rimangono dentro"-dicono in molti. Cosa vuol dire "è uno di quei film che rimangono dentro?". Anche 'Natale sul Nilo', 'Fusi di testa' e imbarazzanti opere di Muccino sono film che rimangono dentro...nel senso letterale del termine..rimangono dentro in quanto terribili ricordi di orrenda espressione di come non si fa il cinema. Fatta questa doverosa (per me) premessa (rivolta a tutti quelli a cui "i film rimangono dentro") cercherò di analizzare il film di Amelio e di analizzare le mie discordanti reazioni. Ritengo le mie impressioni molto contradittorie, come è contradditorio questo film, riuscito a metà. [+]

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david lunedì 4 aprile 2005
clamoroso passo falso di gianni amelio Valutazione 1 stelle su cinque
17%
No
83%

"Le chiavi di casa" è un film incoerente, incontrollato, sfuggito di mano al suo stesso artefice. Regia e recitazione vanno ognuna per conto proprio: l'esemplare asciuttezza dello sguardo, indurita dalla secchezza del montaggio e illividita dalla fotografia plumbea di Luca Bigazzi, contrasta violentemente con la stucchevolezza di una recitazione plateale, vistosa, sguaiata. Il rigore dell'impostazione semidocumentaristica è letteralmente disintegrato dal forte sapore di artificio che abita ogni spaesamento catatonico di Kim Rossi Stuart, ogni severo cipiglio di Charlotte Rampling, ogni battuta imboccata di Andrea Rossi. Per due terzi del film l'impietoso "primopianismo" di Amelio non lascia scampo agli attori, facendo precipitare ogni sequenza in una ricerca di intensità che sbanda, tanto involontariamente quanto inesorabilmente, in un'affettuosità artefatta, in un'emotività posticcia, in un calore affettato. [+]

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