| Titolo originale | Evilenko |
| Anno | 2003 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 106 minuti |
| Regia di | David Grieco |
| Attori | Malcolm McDowell, Marton Csokas, Frances Barber, Ronald Pickup, Vernon Dobtcheff John Benfield. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,25 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 3 marzo 2025
David Grieco trasferisce su pellicola il libro da lui stesso firmato dieci anni fa: un reportage romanzato delle efferate gesta del più abominevole serial killer moderno, quel mostro di Rostov che nei '70 fece scempio di oltre 50 bambini. In Italia al Box Office Evilenko ha incassato 169 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Chi si nasconde dietro al "mostro della striscia di bosco", meglio conosciuto alle cronache occidentali come il "mostro di Rostov" che negli anni '80 uccise e mangiò 52 bambini e adolescenti? David Grieco, figlio de l'omonimo fondatore del P.C.I e autore del libro-inchiesta "Il comunista che mangiava i bambini" da cui ha ora tratto questo film, ci racconta la storia dello sconvolgente serial killer russo associandola a quella di un'intero popolo posto di fronte alla perdita della propria identità. In questo senso Andrej Romanovic Evilenko, cresciuto in un orfanotrofio del partito ed ex professore di storia e letteratura russa poi assunto come burocrate dai servizi segreti in allarme per i nuovi fermenti liberali avviati dalla Perestroika, altri non è che uno dei milioni di mostri potenziali partoriti da un regime che ha annullato ogni identità individuale e si trova ora alle prese col proprio sfacelo. Costruito sulla classica struttura della "caccia al mostro" (qui magistralmente interpretato dall'ex "Arancia Meccanica" Malcom Mc Dowell) da parte di un giovane detective e padre di famiglia (il neozelandese Marton Csokas), questo film cupo e disturbante ha il merito di non indulgere mai nella compiaciuta esibizione di una violenza inaccettabile come quella sui bambini, e di interrogarsi sulle possibili origini di una figura ormai centrale nell'immaginario occidentale. Quella indecifrabile del serial killer.
Evil-enko, ovvero il male declinato in russo. Pedofilo, cannibale, stalinista: sarebbe facile descrivere Andrej Romanovic Cikatilo semplicemente e terribilmente come un mostro (e infatti è passato alla storia come il mostro di Rostov). David Grieco, non solo regista ma ideatore, creatore, artefice del film e del libro da cui è tratto, non si fida, va a Rostov, studia, si documenta, respira l'ambiente, annusa l'aria e tira fuori un film asciutto, toccante, vero. Riesce nell'impresa non facile di raccontare la storia di un serial-killer senza utilizzare piogge finte, fondali neri e sangue a fiotti, di leggere la storia personale del protagonista in chiave psicanalitica senza cadere nelle banalità di Prendimi l'anima, infine di mostrare l'agonia del regime sovietico senza caricature, macchiette e paccottiglia riciclata. Lo sostengono nell'opera un Malcolm McDowell strepitoso e un Marton Csokas sorprendente: integerrimo e austero come il migliore Spencer Tracy, bello e idealista come l'Ewan McGregor di Big Fish, freddo e tenebroso come Brad Davis. Di tremenda bellezza iI confronto finale tra i due protagonisti, in una scena che ricorda l'erotismo funereo di Querelle de Brest. A un'opera prima di un regista per caso era difficile chiedere di più.
TRAMA: Fine Anni '80 - l'ex Unione Sovietica è sconvolta dal "Mostro della Striscia di Bosco" o "Mostro di Rostov", il misterioso e disumano psicopatico reo di aver violentato, ucciso e divorato più di cinquanta ragazzini. Il caso viene affidato al giovane magistrato Vadim Timurovic Lesiev (Marton Csokas): a lui l'incarico di stanare il Mostro, Andrej Romanovic [...] Vai alla recensione »
Le musiche «ipnotiche» di Angerlo Badalamenti, un cast superbo, star Malcolm McDowell (Arancia meccanica) e il «kiwi» Marton Csokas (ora con Ridley Scott per Un gioco senza regole), la dedica a Lindsay Anderson, un set ucraino inquadrato come un ambiente «noir». Il tutto ci conduce, senza poter opporre resistenza, nei territori oscuri dell'inconscio, là dove i confini tra fantasia e realtà si fanno [...] Vai alla recensione »