Perdita Durango

Film 1997 | Azione 126 min.

Regia di Álex De la Iglesia. Un film con Rosie Perez, Javier Bardem, Harley Cross, Aimee Graham, James Gandolfini, Screamin' Jay Hawkins. Cast completo Genere Azione - Messico, USA, Spagna, 1997, durata 126 minuti. Uscita cinema venerdì 24 giugno 2005 - MYmonetro 2,50 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Perdita Durango incontra Romeo, un criminale che è una sorta di prete satanico di una setta religiosa, e svolge gran parte delle sue attività sul confine Americano-Messicano. L'ultimo lavoro commissionatogli dal suo boss prevede un traffico di feti umani. In Italia al Box Office Perdita Durango ha incassato 3,7 mila euro .

Consigliato nì!
2,50/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Dal regista di "Crimen Perfecto"..
Recensione di Giovanni Idili
Recensione di Giovanni Idili

Il confine tra Stati Uniti e Messico è crocevia di traffici illeciti e luogo di transito di ogni sorta di individui: è qui che Perdita Durango incontra Romeo Dolorosa; lei dark lady che vive di espedienti, lui rapinatore di banche di una certa cultura e 'santero' (sciamano nella superstizione popolare messicana) profanatore di tombe. I due formeranno una coppia decisamente ben assortita, e si tufferanno a capofitto in ogni sorta di attività illegali. Accettato un trasporto di feti umani destinati ad essere utilizzati nell'industria cosmetica, il santero e la sua donna decideranno di compiere sacrifici umani propiziatori, in un folle e mortale gioco con gli sbirri costantemente alle calcagna.
Alex De La Iglesia sforna un lavoro che unisce echi blasfemi del passato ad una inequivocabile influenza pulp, dimostrando di aver affinato la mano non poco a livello tecnico-formale dai tempi di Azione Mutante e El Dìa de La Bestia. Succede di tutto e di più, in un continuo vortice di avvenimenti, inseguimenti, scoperte, riscoperte, abbandoni, vendette, morti. Il sangue scorre ai fiumi sui volti dei due protagonisti, le cui caratterizzazioni sono sostenute più dalla fisicità degli interpreti, ottimi, che dai ripetuti e vagamente disperati tentativi di costruire un qualsivoglia background. E' proprio questa strabordanza di contenuti che svuota lentamente l'attesa e appiattisce i caratteri, per un risultato pericolosamente ridondante. Javier Bardem è comunque un capolavoro vivente in ogni sua movenza.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Come il suo predecessore Eloy de la Iglesia, il basco A. de la Iglesia s'è fatto una nomea di regista sensacionalista, altisonante y truculento , ma con uno spessore sociologico (vedi La comunidad ) e un dinamismo stilistico che l'altro non possiede. Con questo film del '97, recuperato dall'Istituto Luce che l'ha distribuito nell'estate 2005, ha fatto centro. Con una esagitata azione violenta on the road sul confine tra Messico e California che annovera anche il trasporto di feti umani destinati a una società di cosmetici di Las Vegas, si espongono le imprese criminali di una coppia di personaggi "più grandi della vita" che il caso ha riunito. È una storia coesa ad alta tensione le cui immagini seducono, frustano, sorprendono nel loro susseguirsi di rapine, sparatorie, bizzarri rapimenti, coiti roventi, gesti sadici, scene di finta santeria con veri sacrifici umani, violenze grottesche, non senza un risvolto di dissonante melodramma romantico che fa da malinconico alone al disperato finale. Premio Goya (gli Oscar ispanici) per la regia e retrospettiva conferma dell'eclettico istrionismo di J. Bardem. Scritto dal regista con Barry Gifford (autore del romanzo da cui è tratta la sceneggiatura), Jorge Guerricaechevarría, David Trueba.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 12 febbraio 2012
dario

E' interessante l'impostazione fatalistica degli avvenimenti, ma manca la capacità di lasciarsi andare intelligentemente al loro flusso. Il regista, che è bravo, si perde in ghirigori morbosi da pulp senza riuscire a raggiungerlo. Volgarità e superficialità sono molto più presenti. Non ne esce uno spettacolo indegno per il tono scherzoso che arriva ad imporsi, [...] Vai alla recensione »

venerdì 5 giugno 2009
paride86

Perdita Durango, che avevamo conosciuto giàin "Cuore Selvaggio" di David Lynch, qui ha un film tutto suo. La storia vira pesantemente sul grottesco ed è divertente, allucinata e sopra le righe. Direi che si tratta di un buon film pulp, con un'ottima fotografia. A dispetto del titolo, il vero protagonista della storia è Romeo.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

«Perdita Durango» è il nome di una prostituta messicana giovane, violenta e triste, che s'innamora dello spacciatore Javier Bardem e conduce con lui una vita di crimini e morte. Il regista delle avventure/disavventure di questi Bonnie e Clyde latini è Alex de la Iglesia, quarantenne di Bilbao, autore di «Azione mutante» e di altri film appartenenti alla tradizione «nera» del cinema spagnolo: il [...] Vai alla recensione »

Antonello Catacchio
Il Manifesto

Prima ancora che un film Perdita Durango è una stravaganza. Ampiamente premiata. In Spagna ha ottenuto un paio di Goya (tecnici), al Fantafestival di Roma è stato riconosciuto miglior film e Rosie Perez migliore attrice protagonista. Tutto questo, forse per rispettare l'anomalia del film, risale al 1998. Il lavoro di Alex de la Iglesia (realizzato subito dopo El dia de la bestia) è rimasto escluso [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

«Ho un personaggio per te. Ha le sopracciglia unite». David Lynch a Isabella Rossellini poco prima di Cuore selvaggio (1990), trionfo a Cannes in cui la Rossellini recita il piccolo ruolo di Perdita Durango, fascinosa criminale con le sopracciglia alla Beppe Bergomi. Barry Gifford, scrittore da cui Cuore selvaggio è tratto, le dedica nel 1997 un romanzo che nello stesso anno diventa Perdita Durango, [...] Vai alla recensione »

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