Terra e libertà

Film 1995 | Drammatico, +16 105 min.

Regia di Ken Loach. Un film Da vedere 1995 con Ian Hart, Icíar Bollaín, Rosana Pastor, Tom Gilroy, Angela Clarke (II), Frédéric Pierrot. Cast completo Titolo originale: Land and Freedom. Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Spagna, 1995, durata 105 minuti. Uscita cinema martedì 19 settembre 1995 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,80 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Muore un anziano. La nipote, casualmente, trova delle lettere. Il nonno era tutt'altro che un personaggio insignificante.

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Consigliato assolutamente sì!
3,80/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
Un film palpitante e vero che vuole togliersi dall'impaccio dell'apologia adottando la scelta del punto di vista di David Carr, filtro singolo di una storia comune.
Recensione di Marco Chiani
Recensione di Marco Chiani

1994. In seguito all'improvvisa morte del nonno, un operaio inglese di Liverpool, la nipote scopre la sua militanza in Spagna durante la guerra civile, frugando tra carte, fotografie, articoli di giornale e un panno rosso contenente della terra. Da qui si snoda il percorso del giovane David Carr che, nel 1936, decide di arruolarsi nella milizia internazionale del Poum (Partido Obrero de Unificación Marxista) per combattere contro i franchisti: faranno presto seguito gli scontri interni alla sinistra e la delusione ideologica. Alla passione politica si intreccia anche quella amorosa per Blanca, compagna di lotte.
Da rivoluzionario tenace qual è sempre stato, Ken Loach rievoca il fratricida conflitto tra comunisti d'osservanza sovietica e comunisti rivoluzionari e anarchici che squassò le fila dei repubblicani durante la guerra in Spagna, riuscendo a rendere il palpito di un passaggio chiave della storia contemporanea. Che il regista inglese abbia stravolto o meno la storia, come vollero le polemiche successive all'uscita, Terra e libertà è un film palpitante e vero che vuole togliersi dall'impaccio dell'apologia adottando la scelta del punto di vista di David Carr, filtro singolo di una storia comune: è soltanto sua l'esperienza di cui siamo spettatori, sue le idee e le scelte, gli amori e le delusioni, come dimostrano i numerosi ritorni al presente con la nipote che cerca di scoprire sempre di più di un uomo (e di un passato) per lei ancora sconosciuto.
Qui più che in altri titoli, la forza del cinema di Loach sta nel cogliere l'esatta accordatura tra linea politico-ideologica e vibrazione del racconto, impegno e cuore: davvero pochi i registi che avrebbero saputo rendere altrettanto appassionante una sequenza lunga e concettualmente didattica come quella del dibattito tra i compagni del Poum. Senza spettacolarizzare né spingere sulla commozione, la "rivoluzione tradita" è affrontata di petto, con spontaneità, finendo quindi col palesare la posizione degli autori al di là delle schermature e delle accortezze: «Loach e il suo sceneggiatore Jim Allen pensano che le divisioni anche letali all'interno della sinistra, la rinuncia alla rivoluzione e i compromessi voluti da Stalin, abbiano consentito l'instaurarsi della dittatura di Franco in Spagna, abbiano favorito quel rafforzarsi fascista in Germania e in Italia che fu all'origine della seconda guerra mondiale» (Lietta Tornabuoni, '95 al cinema, Baldini & Castoldi).
Già collaboratore del cineasta per i precedenti L'agenda nascosta e Piovono pietre, Jim Allen - per la sua sceneggiatura originale - ha tratto ispirazione anche dal romanzo-reportage Omaggio alla Catalogna di George Orwell.

Sei d'accordo con Marco Chiani?

Muore un anziano. La nipote, casualmente, trova delle lettere. Il nonno era tutt'altro che un personaggio insignificante. Eccoci nel 1936: il giovane inglese David va in Spagna per combattere contro Franco. In quel paese stanno confluendo giovani da tutto il mondo, richiamati dal magnifico ideale libertario. Non hanno armi, non hanno organizzazione, hanno solo entusiasmo. Ottengono qualche vittoria iniziale e sembra che si possa realizzare l'ideale comunista rivoluzionario. Nel frattempo David vive tutte le esperienze, compreso l'amore per una pasionaria. Alla fine le troppe tendenze rivoluzionarie si scontrano fra loro, comunisti tradiscono comunisti e Franco, fascista organizzato, finisce per beffare tutti e vincere. Film di grande forza e di autentica nostalgia populista, con magnifico spirito giovanilistico. Una delle sequenze di maggiore intensità è quella in cui contadini e intellettuali discutono della collettivizzazione della terra. C'è un entusiasmo attonito, per un momento pare di toccare il famoso mondo e il famoso destino migliore. Film diverso, realista e intenso, capace di manifestare qualcosa di non visto in un contesto raccontato tante tante volte.

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Nel 1936 David, giovane comunista disoccupato di Liverpool, parte per la Spagna e si arruola nella milizia internazionale del Poum (Partido obrero de unidad marxista) che combatte i falangisti sul fronte d'Aragona. Vissuta con i contadini spagnoli oppressi e sfruttati, la guerra gli fa capire la necessità della lotta rivoluzionaria. Ferito e portato a Barcellona, David assiste alla divisione fratricida che si risolve nel giugno 1937 con la messa al bando del Poum e la sanguinosa repressione degli anarchici. Sceneggiato dallo scrittore Jim Allen (1926-99), opera n. 11 per il cinema di Loach, è il 1° film che accusa il Partito comunista spagnolo e l'Unione Sovietica di aver distrutto la sinistra anarchica, favorendo la vittoria dei falangisti. Può coinvolgere, commuovere, turbare lo spettatore di sinistra e far pensare tutti gli altri. Ma la natura programmatica del racconto lo frena, lo impaccia, gli fa sacrificare la forma ai contenuti.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 13 dicembre 2014
Filippo Catani

Liverpool. Riordinando le vecchie cose e fotografie del padre appena deceduto, la figlia scopre che da giovane l'uomo partì volontario per combattere a fianco dei repubblicani in Spagna contro l'avanzata del generale Franco. Attraverso ritagli di giornale e lettere scritte alla fidanzata, la ragazza ripercorre le gesta del padre in Spagna.

martedì 1 settembre 2015
Luca Scialo

Ken Loach si mette alla prova con un film sulla guerra, quella drammatica consumatasi in Spagna tra il 1936 e il 1938, che portò alla dittatura di Francisco Franco. Film forse di parte, ma che rende egregiamente omaggio ai miliziani spagnoli che, con pochi mezzi, dovettero vedersela anche con l'esercito filo-sovietico oltre che contro i fascisti spagnoli.

giovedì 29 novembre 2012
Fabolando

Bravissimi tutti gli attori, ottima rappresentazione storica. Non lo trovo fazioso bensì una storia ben diretta e che ti trasporta nella dimensione di quel momento con i sogni e le delusioni che ne conseguono. Bravissimo Ken

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

La rivoluzione tradita, la sinistra sconfitta, le ferite della Storia mai cicatrizzate, l'Internazionale cantata in coro in lingue diverse, le bandiere rosse sventolanti, i pugni chiusi levati in alto. Eppure, mai un momento di enfasi retorica, mai un ricatto strappalacrime: anzi una sobrietà generosa, un'immediatezza piena di vigore, una gran capacità di emozione.

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Terra e libertà è in realtà due film. Varrebbe la pena vederlo anche solo per la straziante «cornice» inglese. Loach, da sempre umanissimo cantore dei perdenti, dà qui il meglio di sé: gli bastano pochi tocchi, e subito ci è chiara la dimensione dell'amara sconfitta del protagonista e della sua classe sociale. Quello di Terra e libertà è cinema «antico».

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Sessant'anni dopo, le ferite della guerra di Spagna continuano a bruciare. La Repubblica poteva vincere? Di chi furono le colpe della sconfitta? E che ruolo ebbero nella tragica vicenda le divisioni interne delle forze di sinistra? Domande alle quali solo gli storici possono tentare di rispondere. Il cinema, da parte sua, può solo - se vuole essere onesto e «vero» - tentare di ricreare il clima di [...] Vai alla recensione »

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