| Anno | 1973 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 83 minuti |
| Regia di | Wolfgang Reitherman |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,19 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 22 luglio 2016
Divertente versione animata della famosa leggenda. I personaggi sono tutti umanizzati in stile Walt Disney. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, In Italia al Box Office Robin Hood ha incassato 6,5 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Divertente versione animata della famosa leggenda. I personaggi sono tutti umanizzati in stile Walt Disney. Robin e Marian sono due volpi, Riccardo e Giovanni due leoni, frate Tuck e Little John due orsi, lo sceriffo un lupo, Alan a-Dale un gallo e così via.
Robin Hood è il 21° classico Disney. È uno dei film d’animazione Disney in cui è più accentuato l’antropomorfismo degli animali. L’umanizzazione degli animali diventa animalizzazione degli uomini. Non c’è la tradizionale presenza parallela del mondo animale e del mondo umano, c’è solo il mondo animale che ha assimilato il mondo umano. Si hanno non tanto animali che si travestono da umani, quanto umani che si travestono da animali. Il significato è lo stesso: il ritorno all’animismo, al totemismo, all’animalità, allo stadio prelogico, sensibile, primitivo. Si arriva all’uomo che è nell’animale e all’animale che è nell’uomo. L’animale è umanizzato, trasposto nell’uomo; l’uomo è animalizzato, trasposto nell’animale: animale e uomo hanno la stessa radice. A questo proposito, scrivendo di Disney, Ejzenštejn ricorda un popolo del Nord del Brasile, gli indiani bororo, che «affermano di essere umani ma anche, al tempo stesso, una varietà particolare di pappagalli rossi, molto diffusa in Brasile. Con questo non intendono affatto dire che dopo la morte si trasformeranno in uccelli o che lo fossero, in passato, i loro antenati. No, nel modo più assoluto. Essi affermano di essere realmente quei pappagalli. E non si tratta di una comunanza di nome o di parentela, ma di un’identità assoluta e concomitante degli uni con gli altri». Nel disegno animato disneyano si giunge «plasticamente e direttamente all’incarnazione di ciò che esiste nelle credenze brasiliane: gli indiani bororo credono di essere contemporaneamente SIA esseri umani, SIA pappagalli – il loro animale totemico: il pavone e il pappagallo, il lupo e il cavallo, il comodino e la fiamma saltellante di Disney sono effettivamente, a un tempo e allo stesso modo, SIA animali (o oggetti), SIA esseri umani! La formula bororo, inconcepibile per una mente logica, ma evidente per il pensiero sensibile, nel caso del pappagallo di Disney è tangibile, attiva e, indubbiamente, totalmente immersa nelle profondità delle strutture del ragionamento sensibile».
Durante l'assenza di Re Riccardo Cuor di Leone, suo fratello il Principe Giovanni opprime i sudditi con montagne di tasse riducendoli in miseria; ma per fortuna c'è Robin Hood, un generoso fuorilegge abilissimo nel tiro con l'arco, che insieme al suo fedele compagno Little John ruba ai ricchi per dare ai poveri, e fra un'avventura e l'altra riuscirà anche a conquistare il cuore della bella Lady Marian.
Ispirato alle imprese del leggendario eroe della foresta di Sherwood, Robin Hood è stato il primo film d'animazione della Disney interamente realizzato dopo la scomparsa del mitico Walt Disney, il padre dei cartoni animati. Prodotto a basso budget in un periodo in cui la Disney stava attraversando una fase di crisi economica, Robin Hood è stato diretto da Wolfgang Reitherman, uno dei più importanti registi del cinema d'animazione, autore di classici quali La carica dei 101 (1961), La spada nella roccia (1963) e Gli aristogatti (1970). La geniale idea alla base della pellicola è quella di trasformare tutti i personaggi del ciclo di Robin Hood in animali antropomorfi: e così il protagonista è diventato una volpe, il fido Little John un orso, Lady Marian un visone, fra' Tuck un tasso, il Principe Giovanni un leone e lo Sceriffo di Nottingham un lupo.
Dotato di uno stile narrativo scanzonato e vivace molto vicino alla parodia, Robin Hood è senza dubbio uno dei film d'animazione più divertenti nella storia della Disney, e ancora oggi è in grado di intrattenere spettatori di ogni età. Per completare il film nonostante gli scarsi finanziamenti a disposizione, alcuni disegni sono stati copiati da altri cartoni, in particolare Il libro della giungla: e infatti l'esuberante Little John ricalca l'orso Baloo, mentre Sir Biss è assai simile al serpente Kaa; tuttavia, l'inventiva degli sceneggiatori ha permesso comunque di dar vita a dei personaggi memorabili. Su tutti, meritano una menzione speciale i due strepitosi "cattivi" della favola: il Principe Giovanni (nella versione originale doppiato da Peter Ustinov), altresì detto P.G., un leone lunatico e vanitoso con il complesso di Edipo, che si ciuccia il dito invocando la mamma e dorme circondato da sacchi di monete d'oro, e il suo sibilante consigliere Sir Biss, lo spassosissimo serpente costretto a sopportare gli attacchi di collera dell'usurpatore.
Il film è un susseguirsi di avventure picaresche e di situazioni esilaranti: dalla scena iniziale all'interno della carrozza reale all'imperdibile torneo di tiro con l'arco, che si conclude in una rocambolesca zuffa dagli effetti comici assicurati (come resistere di fronte alla bellicosa gallina Lady Cocca che travolge i rinoceronti della guardia reale come in una partita di rugby?). I momenti migliori restano però gli impagabili duetti fra il Principe Giovanni e Sir Biss, ma vanno ricordati anche i due buffi condor che fanno da guardia alla prigione, Crucco e Tonto. 80 minuti che scorrono via che è una delizia, per questo autentico gioiello di simpatia e di leggerezza che non ci si stanca mai di rivedere.
Uno dei migliori classici Disney, dopo Hercules e Il ritorno di Jafar. Immortale la trama: il mitico Robin Hood architetta vari piani (accompagnato dall'inseparabile Little John) per contrastare il feroce principe Giovanni che "a furia di tasse spremette il cuore e l'anima del popolo di Nottingham". Il film, colorato e ben disegnato, viene popolato da personaggi irresistibili, come [...] Vai alla recensione »