| Anno | 2008 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 115 minuti |
| Regia di | Darnell Martin |
| Attori | Adrien Brody, Jeffrey Wright, Beyoncé Knowles, Columbus Short, Cedric the Entertainer Yasiin Bey, Eamonn Walker, Gabrielle Union, Emmanuelle Chriqui, Norman Reedus, Tammy Blanchard, Shiloh Fernandez, Jay O. Sanders, Eric Bogosian, Joshua Alscher, Tony Bentley. |
| Uscita | venerdì 29 maggio 2009 |
| Distribuzione | Sony Pictures Italia |
| MYmonetro | 3,02 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 28 novembre 2017
L'ascesa e la caduta della Chess Records di Chicago che, attraverso la figura di Len Chess, lanciò alcuni dei più grandi miti della storia della musica americana. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office Cadillac Records ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 15,7 mila euro e 5,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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A Chicago, tra l'inizio degli anni '50 e la fine dei '60, nasceva la musica che avrebbe cambiato il mondo. Muddy Waters, Little Walter, Howlin' Wolf, Chuck Berry, Etta James e il cantautore Willie Dixon sono tutti venuti alla ribalta grazie all'intuito del produttore Leonard Chess, un giovane bianco di (umili) origini polacche che diede vita a una delle più importanti realtà discografiche: la Chess Records.
La regista afroamericana Darnell Martin si confronta con un mondo al maschile per raccontare un'epoca in cui i neri e i bianchi erano ancora divisi in platea dalle transenne, prima che il movimento (e turbamento) dettato dalla musica di Chuck Berry abbattesse quell'invisibile cordone da biondine in delirio.
Attraverso le figure principali del produttore Len Chess (Adrien Brody) e del musicista Muddy Waters (Jeffrey Wright) la Martin sviluppa un biopic collettivo che non si ferma al lato puramente musicale dell'America. Lo sguardo trasversale della regista - che ha esordito al cinema come assistente cameraman in Fa' la cosa giusta di Spike Lee - si posa con insistenza su una società che era pronta ad accogliere sul palco e alle radio nuovi talenti di colore ma non a dividere con loro i tavoli delle caffetterie.
Al di là delle questioni razziali, Cadillac Records si muove al ritmo di blues, soul e rock'n'roll trovando nell'ascesa e caduta della Chess (e degli uomini che l'hanno resa celebre) il punto focale della trama, dal quale partire e tornare per allargare o restringere lo specchio narrativo. Senza tralasciare nessun aspetto del mondo discografico - i passaggi radiofonici pagati, la rivalità tra i musicisti, il bisogno di successo e di denaro, le groupie, le tournée, le copie di dischi vendute, le posizioni in classifica - la regista del Bronx confeziona un film che tiene le fila della storia musicale snocciolando aneddoti e regalando, attraverso una buona direzione degli attori, ritratti realistici di quelli che sono diventati dei veri miti della cosiddetta race music.
Adrien Brody, che rappresenta il personaggio chiave del film (benché la voce narrante sia del Willie Dixon di Cedric the Entertainer), si tiene in disparte con discrezione per lasciare spazio ai comprimari conducendoli, proprio come un buon produttore, verso il successo e la gloria. Let it ride!
Sono rimasto incredibilmente sconvolto dalle brutte recensioni di questo film veramente stupendo...Tenendo presente che è tratto da storie vere..Veramente è diventato uno dei miei film preferiti...chi ama la musica lo deve assolutamente vedere! Non guardate le recensioni,gli incassi ed i brutti commenti,chiunque appassionato di blues,jazz,rock dei tempi rimarrà decisamente colpito..Gran [...] Vai alla recensione »
Quello che si intravedeva in Ray esplode in Cadillac Records. Non più un uomo solo al comando come impone la legge a volte miope del biopic, ma una comunità allo sbando che decide di farsi banda senza temere le etichette. In Ray l'amore-odio tra il nero Charles e la casa discografica retta dal bianco Ahmet Ertegun era un episodio. Qui no. Il film di Darnell Martin ci parla dell'ascesa e caduta dell'etichett [...] Vai alla recensione »