Riunione di famiglia

Film 2007 | Commedia, 100 min.

Titolo originaleEn Mand kommer hjem
Anno2007
GenereCommedia,
ProduzioneDanimarca, Svezia
Durata100 minuti
Regia diThomas Vinterberg
AttoriOliver Møller Knauer, Thomas Bo Larsen, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann, Morten Grunwald, Karen Lise Mynster .
Uscitagiovedì 30 aprile 2009
DistribuzioneTeodora Film
MYmonetro 2,96 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Thomas Vinterberg. Un film con Oliver Møller Knauer, Thomas Bo Larsen, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann, Morten Grunwald, Karen Lise Mynster. Titolo originale: En Mand kommer hjem. Genere Commedia, - Danimarca, Svezia, 2007, durata 100 minuti. Uscita cinema giovedì 30 aprile 2009 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 2,96 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 30 aprile 2009

In occasione del 750° anniversario di una piccola cittadina di provincia, un celebre cantante d'opera viene invitato a tornare a casa per esibirsi in concerto. L'arrivo dell'uomo sconvolge la vita del giovane e balbuziente Benjamin. In Italia al Box Office Riunione di famiglia ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 199 mila euro e 53 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
2,96/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,83
PUBBLICO 3,04
CONSIGLIATO SÌ
A dieci anni da Festen Vinterberg torna in Danimarca per sciogliere i nodi del dramma familiare.
Recensione di Tirza Bonifazi
domenica 26 ottobre 2008
Recensione di Tirza Bonifazi
domenica 26 ottobre 2008

In occasione del 750° anniversario di una piccola cittadina di provincia, un celebre cantante d'opera viene invitato a tornare a casa per esibirsi in concerto durante i festeggiamenti. Il suo arrivo sconvolge l'esistenza del giovane Benjamin nel momento in cui viene a sapere che l'uomo è in realtà il padre che credeva morto quando lui era ancora un bambino. Cresciuto con il peso (menzognero) di un genitore fallito, alcolizzato, fornicatore e per giunta suicida - la madre ha preferito inventare una tragica scomparsa piuttosto che ammettere di essere stata lasciata per un'altra donna - il ragazzo ha riportato una forma di balbuzie che viene aggravata dalla nuova scioccante scoperta. Tuttavia la celebrità non sa di avere un figlio e mosso dall'affetto per il giovane balbuziente lo coinvolgerà nella sua fatiscente vita.
A dieci anni dalla festa di famiglia, Thomas Vinterberg torna (idealmente) sul luogo del "delitto". Nelle stanze dell'elegante albergo dove si consuma la nuova trama - che si nutre di certe suggestioni esasperate in Festen - si beve, si litiga, si fa l'amore in un clima di attesa misto a rancore. Nelle cucine sottostanti si preparano le portate per l'evento in un cerimoniale "religioso" ufficiato dallo chef svedese, che collaboratori e discepoli faticano a comprendere per via delle divergenze linguistiche. Nella sontuosa sala da pranzo, invece, vengono sussurrati all'orecchio segreti inconfessabili. Come dieci anni fa marito e moglie siedono a capotavola (ma il genitore ignaro di Thomas Bo Larsen, che in Festen interpretava un figlio, non è l'ignobile patriarca di Henning Moritzen). Come dieci anni fa l'erede tradito è seduto sul lato opposto e sebbene la colpa non sia altrettanto grave, l'ira manda in aria la festa e tramuta il ridente evento in uno scontro tra padre e figlio.
Abbandonato il metodo Dogma e ritrovato il compagno di scrittura Mogens Rukov - dopo la parentesi statunitense di Dear Wendy che lo ha visto collaborare con il socio von Trier - Vinterberg torna in Danimarca per sciogliere definitivamente i nodi del dramma familiare in una commedia più dolce che acre. Lasciando un finale aperto che illumina la scena invece di oscurarla, rende libero il giovane Benjamin di prendere la sua strada e allo stesso tempo libera (idealmente) Christian Klingenfeldt dall'opprimente figura paterna covata in Festen.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 20 maggio 2009
mahleriano

Un film, questo, nel quale ogni personaggio vive una nevrosi o una colpa. Quella del giovane protagonista, perché vittima di una falsa dichiarazione da parte della madre; quella della madre, come conseguenza dell'abbandono del marito; quella della giovane futura amata del protagonista, perché responsabile della morte della propria madre, e così via.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Il danese torna alle storie di famiglia, come "Festen" che lo lanciò una decina di anni fa. Le cucine sono sempre in vista, con uno chef svedese (vicini che i danesi disprezzano, lo sappiamo da "The Kingdom"). Per galvanizzare la brigata impone riti maori. Deve preparare il banchetto per i 750 anni della città, da celebrarsi con l'intervento di un cantante d'opera che torna vincitore dopo i successi [...] Vai alla recensione »

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