| Titolo originale | Aguirre, der Zorn Gottes |
| Anno | 1972 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Germania, Messico, Perù |
| Durata | 93 minuti |
| Al cinema | 1 sala cinematografica |
| Regia di | Werner Herzog |
| Attori | Klaus Kinski, Helena Rojo Del Negro, Ruy Guerra, Peter Berling, Helena Rojo Del Negro, Peter Bexling, Cecilia Rivera, Dany Ades, Armando Polanah, Edward Roland, Antonio Marquez. |
| Uscita | lunedì 8 settembre 2025 |
| Tag | Da vedere 1972 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,73 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 ottobre 2025
Una spedizione muove alla conquista dell'Eldorado, territorio ricchissimo d'oro, tra mille pericoli e difficoltà. In Italia al Box Office Aguirre, furore di Dio ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 13,9 mila euro e 3 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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1560. La ricerca dell'El Dorado spinge Pizarro a inviare un manipolo di soldati in esplorazione, guidato da Don Pedro de Ursua e dal vicecomandante Aguirre. Di fronte alle prime difficoltà e perdite umane, Ursua decide di tornare da Pizarro e finire la missione, ma Aguirre guida un ammutinamento contro di lui e nomina Don Guzman imperatore di El Dorado. La ricerca della terra favoleggiata spinge gli spagnoli tra le braccia di indios cannibali e verso una carneficina, ma Aguirre non smetterà di credere in impossibili sogni di grandezza.
Al terzo lungometraggio di finzione Werner Herzog compie già un'impresa sovrumana, conducendo una troupe lungo l'Ucayali in Perù nel racconto di una follia che diviene esso stesso scellerata avventura.
Le innumerevoli complicazioni occorse sul set, con liti furibonde tra il regista e Klaus Kinski, sono passate alla storia, ma non hanno mai offuscato la lucidità di un progetto rivoluzionario, capace di mescolare tecniche di regia proprie del documentario a uno spirito avventuroso in prima persona degno di epoche passate. L'esito riesce a essere sia smaccatamente fittizio e grotesque - teste mozze che parlano, morti ammazzati che pronunciano improbabili battute in punto di morte - sia verosimile, trasportando il pericolo e il disagio sul piano della realtà di un viaggio che diviene inesorabilmente matto e disperato come quello di Aguirre e i suoi.
Ad acuire il contrasto tra realtà e rappresentazione e tra sovrastrutture artificiose e natura selvaggia, l'insistenza di Herzog sullo sfarzo dei nobili spagnoli e sulla scarsa praticità dei loro indumenti e suppellettili, del tutto inadeguati alle rapide dell'Ucayali. A incarnare Aguirre, sordido incrocio tra Riccardo III e il rivoluzionario ugandese John Okello (richiamato nel nome di un liberto di pelle nera reclutato nella ciurma), è un allucinato Klaus Kinski, che mai come qui spinge il suo metodo recitativo oltre il limite del razionale. Kinski diventa Aguirre e innalza il livello di tensione sul set con Herzog e gli indios fin quasi al punto di non ritorno.
Ma sulla pellicola Herzog riesce a catturare questa tensione omicida e il delirio di un condottiero mancato, il cui scopo sembra più quello di condurre gli uomini alla morte che di raggiungere l'El Dorado. L'illusione di ricchezza è in realtà un pretesto, una carota agitata davanti al naso degli stolti, dove il reale obiettivo di un agente del caos come Aguirre è l'entropia e l'utopistico potere assoluto di chi vagheggia di nobiltà di sangue puro, e di vie incestuose per conseguirla.
In questo contesto che si rifà a Shakespeare e a Joseph Conrad - Aguirre è così vicino a essere il primo adattamento di "Cuore di tenebra" da ispirare più di una suggestione e di una inquadratura del successivo Apocalypse Now - trasportandoli nell'Amazzonia, e che non risparmia stoccate allo status quo borghese ("La chiesa sta sempre con il più forte", ammette il frate Carvajal dopo il golpe di Aguirre), Herzog mette in scena la sua idea di cinema nella forma più compiuta, attraverso visioni - la nave di soli morti e animali che tornerà in Nosferatu, le navi tra gli alberi e il viaggio tra gli indios cannibali che torneranno in altra veste in Fitzcarraldo - che prefigurano le opere future di un percorso unico, cominciato nel furore di Aguirre.
Una spedizione muove alla conquista dell'Eldorado, territorio ricchissimo d'oro, tra mille pericoli e difficoltà. Aguirre sostituisce il capo che ha fatto uccidere ma la spedizione si risolve tragicamente, ed egli muore pazzo.
Dopo una serie di corti e documentari(ultime parole,fata morgana) e due lungometraggi(segni di vita e anche i nani hanno cominciato da piccoli),Werner Herzog dipinge il suo capolavoro ovvero AGUIRRE,FURORE DI DIO..Girato in Peru',dove il senso della natura e' titanico nel suo splendore visivo,Aguirre e' uno dei personaggi che affronta il terribile Rio delle amazzoni straripante e minaccioso,dove [...] Vai alla recensione »
Ci sono, nel succedersi delle vicende umane, fatti eccezionalmente carichi di significato. Sono spesso fatti marginali, dal punto di vista della "causalità storica". Eppure, quando l’epoca che li ha prodotti si è esaurita, all’osservatore distaccato si mostrano colmi di forza simbolica. è questo il caso di una spedizione organizzata nel 1560 dal conquistador Gonzalo Pizarro che, oltrepassando la Cordigliera [...] Vai alla recensione »