| Titolo originale | Pépé le Moko |
| Anno | 1937 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Julien Duvivier |
| Attori | Jean Gabin, Mireille Balin, Gabriel Gabrio, Marcel Dalio, Saturnin Fabre Lucas Gridoux, Line Noro, Fernand Charpin, Gilbert Gil, Charles Granval, Gaston Modot, René Bergeron, Paul Escoffier, Roger Legris, Jean Temerson, Robert Ozanne, Philippe Richard (II), Georges Péclet, Fréhel, Olga Lord, Renee Carl. |
| Tag | Da vedere 1937 |
| MYmonetro | 3,69 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 29 giugno 2023
Braccato dalla polizia, il bandito Pépé le Moko si rifugia nella casbah di Algeri, dove gode di appoggi e protezioni, sempre tenuto d'occhio a distanza dall'ispettore Slimane. In Italia al Box Office Il bandito della Casbah ha incassato 244 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Braccato dalla polizia a causa di numerosi furti e rapine, il bandito Pepé le Moko (Jean Gabin, qui all'apice della sua carriera) si rifugia nella casbah di Algeri, dove gode di appoggi e protezioni, sempre tenuto d'occhio a distanza dall'ispettore Slimane. La travolgente passione per Gaby, una sensuale ragazza parigina, porterà Pépé a lasciare la casbah per tentare inutilmente di imbarcarsi alla volta della Francia (così come ne Il porto delle nebbie Jean non riuscirà a partire per il Sudamerica), ma quando vedrà il suo piano fallire, Pepè decide di uccidersi prima di cadere nelle mani della polizia.
Uno dei più famosi cult-movie del cinema francese, che consacra la stagione del 'realismo poetico', debitore in parte ai gangster movie americani (Scarface di Hawks), ma con un sottofondo di romanticismo e di esotismo esaltato da complessi movimenti di macchina e da ricchi contrappunti sonori. Un'autentica "romantica tragedia moderna" segnata da una pesante sconfitta umana e dall'impossibilità di una qualunque forma di riscatto sociale.
Pèpè le Moko, celebre bandito francese, è costretto a vivere nella Casbah di Algeri, unico luogo dove può difendersi dagli assalti della polizia. Quando si innamora di Gabì, decide di lasciare la Casbah, sapendo benissimo a cosa sta andando incontro. Catturato dalla polizia al porto, dopo aver visto partire Gabì, si toglie la vita.
Da Marie Chapdelaine a Golgotha, da Poil de carotte a La bandéra, il Duvivier si afferma come uno dei più abili registi francesi, in una lenta ascesa che viene dopo un lungo mediocre artigianato. Ma questa ascesa ancora desta riserve, alcuni ma, alcuni però. A tutti gli aggettivi che gli sono dovuti, preparato, esperto, eccetera, ce n'è sempre uno che viene buon ultimo a guastare la festa: ineguale. [...] Vai alla recensione »
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