| Titolo originale | Killer's Kiss |
| Anno | 1955 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 67 minuti |
| Regia di | Stanley Kubrick |
| Attori | Jamie Smith, Frank Silvera, Irene Kane, Jerry Jarret, Mike Dana, Felice Orlandi Shaun O'Brien, Barbara Brand, Skippy Adelman, David Vaughan, Alec Rubin, Ralph Arthur Roberts, Phil Stevenson, Arthur Feldman, Bill Funaro, Ruth Sobotka. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,05 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 23 aprile 2009
È il secondo film girato da Kubrick allora venticinquenne. La trama è esile: un boxeur in declino, una notte accorre in aiuto di una sua vicina di cas...
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CONSIGLIATO SÌ
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La trama è esile: un boxeur in declino, una notte accorre in aiuto di una sua vicina di casa insidiata dal proprietario del night club nel quale lavora. Fra i due nasce del tenero; il boxeur viene accusato di un delitto compiuto dal losco rivale, che rapisce la ragazza perché unica testimone del delitto. Il boxeur, spinto dall'amore, rischia il tutto per tutto per liberare la ragazza e scagionare sé stesso dell'accusa di omicidio. È il secondo film girato da Kubrick allora venticinquenne. Non un brutto film, ma neanche un capolavoro della risma cui il regista ci avrebbe poi abituati. L'atmosfera è quella del noir francese del periodo d'oro, con un eroe-protagonista ferito dalla vita. Il film ha un buon ritmo e una scena, quella della lotta tra i due nel magazzino dei manichini, di gran classe.
Un giovane regista . 25 anni, di nome Stanley Kubrick, con pochi soldi, fa già vedere chi potrebbe divenire. Già in questo breve film thriller si vede" la benedizione degli Dei " Alcune intuizioni , alcune sue personalissime emozioni le sa già trasmettere....sono verifiche per avere consapevolezza dei propri mezzi.
Sul primo numero di «Cinema Nuovo» bimestrale Renzo Renzi ha fatto delle osservazioni assai persuasive sul film americano di questi ultimi anni, contrapponendone la "passione civile" e la "foga schietta" al qualunquistico provincialismo e alla povertà di energie ideali del cinema italiano dell'"arte di arrangiarsi". Renzi ricordava, a riprova delle sue affermazioni, una serie piuttosto nutrita di titoli [...] Vai alla recensione »