Gli insospettabili

Film 1972 | Giallo 138 min.

Titolo originaleSleuth
Anno1972
GenereGiallo
ProduzioneGran Bretagna
Durata138 minuti
Regia diJoseph L. Mankiewicz
AttoriMichael Caine, Laurence Olivier, Alec Cawthorne, John Matthews (II) .
TagDa vedere 1972
MYmonetro 3,62 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Joseph L. Mankiewicz. Un film Da vedere 1972 con Michael Caine, Laurence Olivier, Alec Cawthorne, John Matthews (II). Titolo originale: Sleuth. Genere Giallo - Gran Bretagna, 1972, durata 138 minuti. - MYmonetro 3,62 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello, 2 candidature a Golden Globes,

Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA
PUBBLICO 3,73
CONSIGLIATO SÌ

Andrew, un autore di gialli, decide di far pagare cara al rivale la relazione con sua moglie: è disposto a farsi derubare purché l'uomo si tiri in disparte. Senonché, al momento del furto, Andrew spara al rivale, ma questi non muore, e qualche giorno dopo si presenta allo scrittore per vendicarsi.

Recensione di Stefano Lo Verme

Andrew Wyke, un famoso scrittore di libri gialli, invita nella propria casa l'amante di sua moglie, il parrucchiere Milo Tindle, per proporgli un accordo: questi, infatti, dovrà aiutarlo a simulare il furto di alcuni preziosi gioielli, permettendogli di intascare i soldi dell'assicurazione. Wyke e Tindle mettono in atto il piano, il quale però avrà una conclusione inaspettata; ma per i due uomini, la partita è appena all'inizio... Nel 1972, il grande Joseph L. Mankiewicz si è congedato dal mondo del cinema con uno dei più formidabili ed ingegnosi film della sua lunga carriera: Gli insospettabili, trasposizione di un fortunatissimo testo teatrale scritto da Anthony Shaffer, il quale ha curato anche la sceneggiatura della versione filmica. Il titolo originale, Sleuth, significa "segugio", "detective": e difatti, i protagonisti di questa pellicola sono due uomini che, uno dopo l'altro, si calano nei panni di un investigatore per risolvere una serie di enigmi, in un sadico gioco del gatto con il topo ricco di sorprese e di colpi di scena. A metà strada fra il giallo, il thriller e la commedia nera, Gli insospettabili si rivela così un raffinato ed irresistibile divertissement in cui nulla è ciò che sembra, e la finzione - in ogni senso del termine - è un'arma micidiale per ingannare e mettere in scacco l'avversario (proprio come accadeva in un'analoga opera di Mankiewicz, Masquerade, del 1967). Del resto, il tono della storia si intuisce fin dai suggestivi titoli di testa, nei quali compaiono i nomi di quattro interpreti fittizi, e dalla scena d'apertura, ambientata all'interno di un giardino a forma di labirinto. A ricoprire i due ruoli principali troviamo due dei massimi esponenti della scuola di recitazione inglese, che per questo film hanno ricevuto entrambi la nomination all'Oscar come miglior attore: l'istrionico Laurence Olivier nella parte dell'anziano scrittore Andrew Wyke, astuto burattinaio di quest'abile messa in scena, e Michael Caine in quella del parrucchiere di origine italiana Milo Tindle, altrettanto scaltro nel rispondere con pari sagacia alle mosse del rivale. In oltre due ore di durata, il regista di Eva contro Eva ci regala dunque una sfida appassionante e coinvolgente, carica di suspense e condita da un humor sopraffino, che raggiunge il suo climax nel finale, quando Wyke è costretto a dover scoprire quattro importantissimi indizi nell'arco di appena mezz'ora, prima che la polizia venga a bussare alla sua porta.
Fra scambi di battute, indovinelli, trappole e raggiri di ogni tipo, Wyke e Tindle si affronteranno in una partita sempre più diabolica e pericolosa, nella quale troveranno sfogo l'odio e il desiderio di vendetta che i due uomini provano l'uno per l'altro. L'azione si svolge interamente nella villa dello scrittore, ricostruita dall'ammirevole scenografia di Ken Adam: uno scenario inquietante e quasi barocco, caratterizzato dalla presenza di una quantità impressionante di giocattoli meccanici, automi, manichini, maschere, marionette ed altri stupefacenti marchingegni, mentre in sottofondo risuonano vecchie canzoni di Cole Porter. Memorabile il pupazzo ghignante al centro del salotto, che con la sua beffarda risata sembra quasi voler irridere con sardonica ironia al destino dei due personaggi, inesorabilmente votati alla sconfitta. Nel 2007 il regista Kenneth Branagh ne ha girato un omonimo remake, con Michael Caine nel ruolo di Wyke e Jude Law in quello di Tindle.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 25 aprile 2011
mondolariano

Un memorabile saggio di recitazione, un giallo da leccarsi le dita, un liquore in agrodolce dall’aroma sopraffino. Tutto è centrato sulle sottigliezze analitiche dei due protagonisti, Caine e Olivier gareggiando in bravura quali mostri sacri del cinema britannico. Forse si eccede un po’ nel macchinoso ma l’originalissima ambientazione cattura subito la fantasia dello spettatore.

winner
miglior attore straniero
David di Donatello
1973
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