Una studentessa liceale viene brutalmente assassinata. Mentre torna a casa uno degli assassini viene sequestrato da un gruppo paramilitare che lo sottopone a tortura costringendolo a scrivere la propria ammissione di colpa. Rilasciato e tormentato da quanto ha subito vive nella paura anche perché scopre che, uno dopo l'altro, i suoi complici stanno subendo la sua stessa sorte.
Il film, diretto dal regista sudcoreano Kim Ki-Duk, si è fatto notare alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2014 dove ha vinto il premio Fedeora.