Da Titanic ad Avatar
Jon Landau ha quasi cinquant'anni ed è un nome poco noto al grande pubblico, ma molto agli addetti ai lavori. È uno dei produttori "mida" di Hollywood (basterebbe Titanic) e l'uomo che ha lavorato fianco a fianco con James Cameron nel suo nuovo ambiziosissimo progetto: Avatar. Un'avventura fantascientifica che ci porterà su nuovi mondi e in nuovi universi.
Beh, anche se scontato viene da chiederti come è stato tornare a lavorare con Jim [James Cameron – NdA]?
Soprattutto eccitante anche se nel frattempo (dopo Titanic) avevamo fatto altro insieme. Mi piace molto lavorare con delle persone che credono nel progetto, mi era successo anche con il team di Dick Tracy.
E qui cosa hai trovato particolarmente stimolante?
Il fatto che il solo limite è il cielo! James ama analizzare personalmente tutto quello che si può fare e quello che non si può. La storia che avevamo in mente era talmente complessa da portare sullo schermo che abbiamo dovuto aspettare anni per realizzarla.
Quindi cosa ha di così complesso questa storia?
Il protagonista è un ventunenne exmarine paralizzato alle gambe che prendendo parte al progetto Avatar, al posto del fratello, avrà la possibilità di risentirsi integro. Si troverà virtualmente nel corpo di una creatura ibrida tra la razza umana ed i nativi del pianeta Pandora. Questo transfert porterà Jack in un viaggio in cui riscoprirà se stesso, vivrà l'amore, la sua redenzione e potrà divenire un eroe di questo nuovo pianeta.
Quindi quale sarebbe il target del film?
Tutti, ovviamente. Il film ha più piani di lettura quindi ci si va con tutta la famiglia e ci si diverte.
Insomma un pò un'avventura vecchio stile...
Sì, anche se l'audience vuole sempre qualcosa di nuovo in realtà, anche perché l'abbiamo abituata così. Ma io credo che sia uno sbaglio, l'importante è una buona storia. Gli studios pensano troppo al business e poco al pubblico, dobbiamo tornare indietro.
Sembra qualcosa di fantastico soprattutto con un intero nuovo mondo a disposizione, mi immagino i costi, soprattutto con la fama di Cameron...
Ma, nemmeno tanti, perché il cast è molto ridotto e le routine grafiche una volta sviluppate le abbiamo utilizzate per molte scene. Niente a che vedere insomma con un set come quello di Titanic, costosissimo per scenografie e quantità di persone. Quelli erano altri tempi.
Quale è stata la parte più difficile da trasporre sullo schermo?
Sicuramente i nativi del pianeta Pandora. Sapevamo che erano blu, ma il resto...tabula rasa? Gli occhi, le branchie, i capelli, mille domande senza risposte. Lavorare in CGI va visto come l'utilizzo del vecchio trucco prostetico, puoi fare tutto, il problema è come farlo e soprattutto farlo bene.
Ma non c'è solo il film, qui c'è un vero "nuovo mondo", come lo svilupperete?
Sì, infatti abbiamo seguito anche la parte dei videogiochi in cui si sviluppano anche nuove creature che non abbiamo utilizzato nel film, come lo "slinger" che stacca la parte anteriore della sua testa per andare ad uccidere la preda [ricorda un pò Alien direi – NdA].
Abbiamo anche pensato a delle cose molto ma molto particolari per la Wii.
A proposito di Titanic nessuno ha ancora superato quel record di incassi.
Nessuno si è nemmeno avvicinato! Si è trattato di una serie di concause che al momento mi sembrano irripetibili al momento, ma prima o poi succederà con il mercato che si allarga grazie a Russia, Cina ed altri Paesi. Io non credo che il cinema sia minacciato dalla crisi economica in atto.
Anche questo è uno dei film che uscirà in 3D...
Beh, un mondo lontano nel tempo e nello spazio, alieni, ambienti esotici mi sembra l'ideale. La tecnologia 3D è la nuova frontiera, un passaggio epocale come quello dal bianco e nero al colore, non si tornerà più indietro.
Sarà un processo lungo, soprattutto per liberarci dagli occhiali.
Sì, ma di solito si esce piuttosto affaticati da una proiezione in 3D, come ovviare?
L'occhio lavora molto di più che in un normale film, ma si tratta di un processo che richiede allenamento.
Con i film 3D di vecchia generazione questo era ancora più evidente, ora con le nuove tecnologie i sistemi di ripresa fanno la maggior parte del lavoro e l'occhio lavora di meno.
E adesso, qual'è il prossimo progetto?
Vorrei lavorare più su nuovi progetti che su dei sequel, comunque per ora c'è Alita.