Il tempo che ci rimane

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Un film di Elia Suleiman. Con Elia Suleiman, Saleh Bakri, Samar Qudha Tanus, Shafika Bajjali, Tarek Qubti.
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Titolo originale The Time That Remains. Drammatico, durata 105 min. - Gran Bretagna, Italia, Belgio, Francia 2009. - Bim uscita venerdì 4 giugno 2010. MYMONETRO Il tempo che ci rimane * * * - - valutazione media: 3,48 su 22 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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giovj sabato 10 marzo 2012
finestre aperte alla speranza Valutazione 4 stelle su cinque
100%
No
0%

   Gli avvenimenti scorrono sui volti dignitosi,rassegnati,malinconici,solitari
   accompagnati da rappresentazioni rurali e urbane che spesso
   oltrepassano il reale verso qualcosa di metafisico.
   Pennellate di ironia al grottesco non infastidiscono
   le immagini e la musica che con garbo e poesia colmano
   i dialoghi scarni dei personaggi.
   Vedere il film e' come recarsi ad una mostra di pittura.
   Finestre aperte alla speranza.
 

  
  
  
 

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brian77 giovedì 12 agosto 2010
impegnativo, ma notevole Valutazione 4 stelle su cinque
53%
No
47%

E' un film straordinario, che ci racconta la tragedia dei palestinesi con i modi di una comica raggelata. Sconcerta buona parte del pubblico, perché non usa il tradizionale coinvolgimento narrativo in una vicenda, con personaggi, racconto naturalistico eccetera. E' invece raccontato per vignette caustiche, per gag apparentemente farsesche dove però non c'è niente da ridere, perché la materia è tragica. C'è l'umorismo, ma amaro. Soprattutto, è un film totalmente cinematografico, che si esprime tutto attraverso le immagini, i ritmi visivi, i vuoi e i pieni delle immagini. Trovo solo un po' meccanica nella seconda parte l'alternanza tra la realtà sempre più degradata e lo sguardo "keatoniano" dello stesso regista come interprete. [+]

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dorak mercoledì 23 giugno 2010
tempo di vivere, tempo di morire Valutazione 3 stelle su cinque
60%
No
40%

Per apprezzare il film occorre conoscere già la storia della nascita dello stato di Israele. Il film procede per citazioni di immagini e situazioni che fanno riferimento al procedere della storia e alle diverse caratteristiche del conflitto arabo-israeliano. Anche se in possesso di tutti gli aspetti del "problema", ho faticato a collocare nel tempo i diversi racconti di "normale" esistenza di Fouad e della sua famiglia palestinese. Credo che la comprensione e il godimento del film passino anche attraverso i testi delle canzoni che sembrano così importanti per l'emotività espressa dai personaggi.Ma mancano i sottotitoli che ci rendano partecipi delle parole cantate con tanta passione e sensualità. [+]

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roberto burchidi sabato 19 giugno 2010
grande opera di suleiman Valutazione 4 stelle su cinque
50%
No
50%

un film vitale e sofferente al tempo stesso, un ottimo gusto delle inquadrature e una colonna sonora vivace e capace di intervallarsi ai tanti momenti d'angoscia a cui è sottoposto questo popolo. da vedere sapendo che è un'opera in cui non bisogna avere fretta

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bravobene venerdì 18 giugno 2010
il tempo sottratto Valutazione 4 stelle su cinque
53%
No
47%

Quello del tassista che accompagna il cliente (Elia Suleiman) a casa dall'aeroporto ma, colto da un improvviso e violentissimo, veterotestamentale acquazzone, è costretto a fermarsi in una strada che non riconosce più, perso anche il contatto audio con la stazione dei taxi, tra lo scoppio di tuoni dalla potenza inaudita, sorpreso, stupito e infine sconvolto da tanto scompiglio meteorologico e capace solo di ripetere "Ma, che sta succedendo? Che sta succedendo?", è uno dei migliori incipit cinematografici degli ultimi anni. Viene un po' da ridere a vedere un omaccione che si spaventa ogni volta che un lampo squarcia il cielo buio, seguito subito da una tremenda esplosione e poi si resta coinvolti nel suo "perdersi" davanti a qualcosa di così repentino e inspiegabile, in un certo modo sovrannaturale. [+]

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laulilla venerdì 18 giugno 2010
prima che sia troppo tardi Valutazione 4 stelle su cinque
77%
No
23%

il film ci ricorda che, prima del 1948, anno in cui fu costituito e riconosciuto lo stato di Israele, nel territorio ora israeliano, convivevano pacificamente gruppi di palestinesi di culture e religioni diverse (la madre del regista, ad esempio, era di cultura cattolica), che conducevano una vita dignitosa e civile e che non gradirono certamente la nuova condizione. I primi tentativi di ribellione vennero brutalmente stroncati: alcuni pagarono con la vita, altri accettarono faticosamente la situazione, nutrendo propositi più o meno velleitari di ribellione. Fuad Suleiman, padre del regista, esperto tornitore di Nazareth, un tempo fabbricante di armi, dopo aver drammaticamente subito, sulla propria pelle, le conseguenze del nuovo stato di cose, sembrava aver ritrovato, oltre alla propria casa, il proprio lavoro e la possibilità di farsi una famiglia con la donna amata, che riteneva perduta. [+]

[+] film bellissimo (di giovj)
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algernon giovedì 10 giugno 2010
come mai nessuno scrive? Valutazione 3 stelle su cinque
47%
No
53%

è un buon film, molto interessante. fa conoscere un po' di storia della Palestina e di Israele. Il regista è piuttosto ironico, il racconto semplice e la visione piacevole.

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everyone giovedì 10 giugno 2010
israele e palestina 60 anni a confronto Valutazione 3 stelle su cinque
45%
No
55%

Questo film lascia un po' perplessi per lo stile particolarmente rarefatto che l'autore ha scelto per raccontarci 60 anni di storia palestinese/israeliana a partire dal 1948 sul filo di ricordi famigliari del personaggio principale con spunti credo autobiografici.La fissità di alcune immagini nonchè la voluta ripetitività delle stesse lascia disorienta ma questo è lo sguardo dell'autore e va rispettato anche se non del tutto condiviso.

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