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renato volpone
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venerdì 5 novembre 2010
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angoscioso
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Il film scorre lento, ma scena dopo scena aumenta il senso di angoscia e riesce perfettamente a trasmetterti il malessere sociale rappresentato nella storia. Molta violenza percepita, le scene non sono mai fortemente esplicite. Bravi gli attori, tranne il protagonista che è un po' troppo catatonico. Bravissima la nonna, interpretazione di elevatissimo livello.
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annelise
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lunedì 1 novembre 2010
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il vortice del crimine familiare
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Joshua perde la madre per overdose e,arrivato a casa della nonna materna, comprende rapidamente di essere arrivato in un mondo "difficile"
A capo della famiglia c'è una nonna che media le relazioni affettive tra i figli, che consiglia le strategie migliori e che sorride e piange con isteria , indifferentemente per gioie e dolori. Uno dei figli è ricercato dalla Polizia e gli altri si macchiano di reati sempre più efferati nel tentativo di sfuggire alla Polizia corrotta e vendicativa.
Non vi è spazio per sentimenti ma solo per emozioni forti, per espressioni spersonalizzate prodotte dalla droga o dalla paura.
Solo Joshua prova a vivere un amore per Nicole, sua coetanea, senza alcuna possibilità di poterlo proteggere e difendere.
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Joshua perde la madre per overdose e,arrivato a casa della nonna materna, comprende rapidamente di essere arrivato in un mondo "difficile"
A capo della famiglia c'è una nonna che media le relazioni affettive tra i figli, che consiglia le strategie migliori e che sorride e piange con isteria , indifferentemente per gioie e dolori. Uno dei figli è ricercato dalla Polizia e gli altri si macchiano di reati sempre più efferati nel tentativo di sfuggire alla Polizia corrotta e vendicativa.
Non vi è spazio per sentimenti ma solo per emozioni forti, per espressioni spersonalizzate prodotte dalla droga o dalla paura.
Solo Joshua prova a vivere un amore per Nicole, sua coetanea, senza alcuna possibilità di poterlo proteggere e difendere.
Tra tutti spicca un poliziotto che rappresenta l'unico baluardo della giustizia e del buon senso.In questa giungla di spietati che sono a turno carnefici e vittime, il ragazzo prima osserva poi deve integrarsi , per istinto di sopravvivenza.
La regia è molto puntuale: è una cronaca che con gli sguardi , i silenzi, le splendide inquadrature e la colonna sonora diventa un bel film. Gli attori sono ottimi interpreti di personaggi scarni, privi di senso del limite, poco intelligenti. L'interprete principale femminile( la nonna di J) è perfetta per la figura di una madre che esprime inquietudine ed aridità e gioisce delle glorie del vincitore di turno.
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demon_daedra
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venerdì 5 novembre 2010
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sorprendentemente innovativo
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Animal kingdom riprende a grandi linee quel genere di film incentrato sulla "Famiglia", ma si distacca volutamente dai suoi predecessori, mettendo lo spettatore di fronte ad un dramma paurosamente realistico. L'esordio cinematografico di Michod sorprende tutti (World Cinema Dramatic al Sundance Film Festival), ma soprattutto fa parlare di sè. Quando Joshua (J per gli "amici") perde la madre per overdose, viene accolto dalla nonna e dagli zii, che lo introducono in un mondo fatto di violenza, droga, rapine e scontri con la polizia. Uscire da tutto ciò sarà difficile per il ragazzo diciassettenne, poichè la sua determinazione si scontrerà con l'unione e la solidarietà tra i membri della famiglia criminale.
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Animal kingdom riprende a grandi linee quel genere di film incentrato sulla "Famiglia", ma si distacca volutamente dai suoi predecessori, mettendo lo spettatore di fronte ad un dramma paurosamente realistico. L'esordio cinematografico di Michod sorprende tutti (World Cinema Dramatic al Sundance Film Festival), ma soprattutto fa parlare di sè. Quando Joshua (J per gli "amici") perde la madre per overdose, viene accolto dalla nonna e dagli zii, che lo introducono in un mondo fatto di violenza, droga, rapine e scontri con la polizia. Uscire da tutto ciò sarà difficile per il ragazzo diciassettenne, poichè la sua determinazione si scontrerà con l'unione e la solidarietà tra i membri della famiglia criminale. In un mondo in cui neanche l'amore riesce a trionfare, J sarà costretto ad operare le proprie scelte, seppur difficili, che faranno restare il pubblico a bocca aperta . Sentiremo parlare ancora del regista australiano, speriamo molto presto.
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dado1987
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martedì 1 marzo 2011
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che famiglia di meridol
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Una storia di disadattati cronici, un ragazzino dall'aspetto di un semi ritardato (Josh), con una madre che muore all'inizio del film per overdose, va a vivere a casa della famiglia materna. Nella nuova casa ci sono: la fantastica e geniale nonna che ha allevato 5 figli premi nobel per la pace... Due tossici, due rapinatori, ed un assassino. In questo felice contesto, Josh si troverà a dover convivere con questa brava gente, diventando in parte anch'egli un farabutto. Questa famiglia, sembra essere bersagliata dalla sfortuna e dalla stupidità, due degli zii vengono uccisi dalla polizia, un terzo zio accusa Josh di fare la spia con gli sbirri, e di conseguenza (IL)logica gli ammazza la ragazza.
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Una storia di disadattati cronici, un ragazzino dall'aspetto di un semi ritardato (Josh), con una madre che muore all'inizio del film per overdose, va a vivere a casa della famiglia materna. Nella nuova casa ci sono: la fantastica e geniale nonna che ha allevato 5 figli premi nobel per la pace... Due tossici, due rapinatori, ed un assassino. In questo felice contesto, Josh si troverà a dover convivere con questa brava gente, diventando in parte anch'egli un farabutto. Questa famiglia, sembra essere bersagliata dalla sfortuna e dalla stupidità, due degli zii vengono uccisi dalla polizia, un terzo zio accusa Josh di fare la spia con gli sbirri, e di conseguenza (IL)logica gli ammazza la ragazza. Alla fine ci sarà un processo in cui il ragazzo dovrà decidere se stare dalla parte dell'immeritevole famiglia o stare dalla parte della polizia, composta da persone per bene e da corrotti. Josh, che all'inizio sembrava un po' tardo, si dimostrerà il più sano di mente, compiendo la scelta giusta.
La regia e la scenografia, sembrano a basso costo, ma non influiscono più di tanto sul mio giudizio del film, le musiche sono alquanto anonime.
Un film crudo, pesante, ma ugualmente consigliato.
Voto 7
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reservoir dogs
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lunedì 29 novembre 2010
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il lavarsi bene le mani
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Joshua seduto davanti alla tv chiama la nonna "Smurf" perchè la madre è morta di overdose e non sà dove andare.
I titoli di testa con rilievi di leoni e foto di rapine indicano la metafora che si insinua neanche tanto velatamente nel film: il mondo del "Regno Animale" legato a doppio filo con quello della criminalità.
Il ragazzo si trasferisce così a casa della nonna cominciando ad entrare in quell'ecosistema che è la malavita di Melbourne grazie anche ad i tre zii; Pope il più violento, latita dalla polizia, Craig spaccia droga e Darren, il cucciolo dei tre, tenta invano di adattarsi a quel Regno.
Le forze dell'"Ordine"inizieranno una lotta efferata contro i la famiglia innescando una catena di sangue, Joshua in mezzo a questi fuochi perderà molte persone che lo rendevano "forte" sentendosi così costretto a rifugiarsi nella nicchia de "La protezione testimoni".
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Joshua seduto davanti alla tv chiama la nonna "Smurf" perchè la madre è morta di overdose e non sà dove andare.
I titoli di testa con rilievi di leoni e foto di rapine indicano la metafora che si insinua neanche tanto velatamente nel film: il mondo del "Regno Animale" legato a doppio filo con quello della criminalità.
Il ragazzo si trasferisce così a casa della nonna cominciando ad entrare in quell'ecosistema che è la malavita di Melbourne grazie anche ad i tre zii; Pope il più violento, latita dalla polizia, Craig spaccia droga e Darren, il cucciolo dei tre, tenta invano di adattarsi a quel Regno.
Le forze dell'"Ordine"inizieranno una lotta efferata contro i la famiglia innescando una catena di sangue, Joshua in mezzo a questi fuochi perderà molte persone che lo rendevano "forte" sentendosi così costretto a rifugiarsi nella nicchia de "La protezione testimoni".
La sicurezza tanto cercata non sarà trovata trasformando così il ragazzo in ago che nella bussola del Bene e del Male non sa più da che parte indicare.
Joshua imparerà la lezione sul "lavarsi le mani" perdendo però la sua iniziale innocenza.
Il potere matriarcale schiaccia inesorabilmente tutti gli altri; tutti i cuccioli si nascondono sotto la protezione della leonessa la cui psiche appare inperscutabile.
David Michôd alla sua prima opera analizza l'essere umano nel suo continuo tentativo di ricerca dell'equilibrio psichico e morale
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nalipa
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venerdì 25 marzo 2011
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forse non l'ho capito
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Leader della criminalità di Melbourme i Cody stanno per cadere.
Una madre per la quale l'illegalità estrema é il pane quotidiano dei suoi figli e suo., e presto lo diventerà anche per il giovane nipote al quale viene a mancare la madre per abuso di droga.
Ho letto ottime recensioni che non approvo molto anche se ho trovato il film una nitida fotografia di un mondo in degrado, purtroppo!
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club dei cuori solitari
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mercoledì 26 gennaio 2011
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giungla australiana
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Animal Kingdom parla di un ragazzo a cui muore la madre, in una sequenza francamente divertente, e che così riallaccia i rapporti con la nonna. Costei è una donna ambigua e misteriosa, che ha tirato su una famiglia di criminali. J, il ragazzo, si ritrova così a convivere con le abitudini malavitose dei suoi tre zii più uno, Pope, il più pericoloso e psicotico. Lentamente scivolerà all'interno della loro faida con la polizia, e nel gorgo infernale finirà anche la sua innocente fidanzata Nicole, e la sua famiglia "normale". Da quando persino Scorsese si è stufato di parlare di italoamericani, il cinema si è diretto su altri tipi di malviventi: i russi a Londra di Cronenberg, gli irlandesi a Boston dello stesso Scorsese (e del recente Ben Affleck), ed ora gli australiani a Melbourne.
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Animal Kingdom parla di un ragazzo a cui muore la madre, in una sequenza francamente divertente, e che così riallaccia i rapporti con la nonna. Costei è una donna ambigua e misteriosa, che ha tirato su una famiglia di criminali. J, il ragazzo, si ritrova così a convivere con le abitudini malavitose dei suoi tre zii più uno, Pope, il più pericoloso e psicotico. Lentamente scivolerà all'interno della loro faida con la polizia, e nel gorgo infernale finirà anche la sua innocente fidanzata Nicole, e la sua famiglia "normale". Da quando persino Scorsese si è stufato di parlare di italoamericani, il cinema si è diretto su altri tipi di malviventi: i russi a Londra di Cronenberg, gli irlandesi a Boston dello stesso Scorsese (e del recente Ben Affleck), ed ora gli australiani a Melbourne. La sostanza però non cambia, droga, infiltrati, avvocati del diavolo (palestrati) e poliziotti, corrotti e non. Qui a fare lo sbirro c'è Guy Pearce (con tanto di baffi) che fa un monologo abbastanza becero, e che in più scene vediamo in veste di amorevole padre e marito, come a rassicurarci che sta dalla parte del bene, non ha ombre, ci possiamo fidare. Tutti gli altri personaggi, compreso il protagonista, si portano invece dietro una patina di ambiguità morale, un lato nascosto che non affiora, ma si intravede. Il film forse ha la pretesa di far riflettere sulla violenza nel mondo di oggi, come sottolinea l'ultima frase del film, prima del colpo di scena finale, ma è difficile potersi immedesimare in una storia del genere, proprio per la sua particolarità. David Michôd è un esordiente, scrive e dirige, e fa bene entrambe le cose. Realizza una crime story robusta e compatta, e ha dei tocchi di regia che riescono ad avvolgere lo spettatore in attimi lunghissimi e inquietanti. Ma tutto sommato, soffiato via il fumo, non è niente di più di un buon film di genere degli anni duemila, con tutti gli elementi del caso. Nemmeno troppo distante da un film americano. Sentiremo ancora parlare di questo regista e di questi attori, perché c'è un ampio margine di crescita. Buono, bello, corretto, ma niente di che.
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michele recchia
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sabato 21 aprile 2012
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noir, che più noir non si può.
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Noir, che più noir non si può. Al confronto gli altri film di questo genere sbiadiscono e diventano blu. L’atmosfera si crea già solo dopo qualche sequenza anche per merito di una musica cupa che dà subito l’idea di quello che incombe sullo spettatore. Ogni personaggio riesce a portare la sua dose di malvagità ordinaria e ciò che ognuno di loro può fare da un momento all’altro sembra così normale che arriva ad essere quasi banale. Tutto ruota attorno ad una famiglia in cui uccidere diventa prassi ogni volta che viene ritenuto necessario, sotto lo sguardo vigile e affettuoso di una mamma che è il vero boss.
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Noir, che più noir non si può. Al confronto gli altri film di questo genere sbiadiscono e diventano blu. L’atmosfera si crea già solo dopo qualche sequenza anche per merito di una musica cupa che dà subito l’idea di quello che incombe sullo spettatore. Ogni personaggio riesce a portare la sua dose di malvagità ordinaria e ciò che ognuno di loro può fare da un momento all’altro sembra così normale che arriva ad essere quasi banale. Tutto ruota attorno ad una famiglia in cui uccidere diventa prassi ogni volta che viene ritenuto necessario, sotto lo sguardo vigile e affettuoso di una mamma che è il vero boss. Lei sorveglia e protegge i figli, non fa una grinza quando apprende che è morta sua figlia solo perché ha litigato con lei per una banale discussione su una regola di un gioco di carte, muove i passi in funzione di quello che serve alla sopravvivenza della famiglia. Sorride, spalanca gli occhi di meraviglia quando serve una scelta dura, decide con freddezza e nonchalance. Il personaggio principale però è suo nipote, figlio appunto della sua figlia morta per overdose, che si ritrova in questa strana famiglia e per forza di cose e per sopravvivere si adegua all’andazzo: deve salvare la pelle, quindi si adatta. La tensione cresce lentamente nel corso della vicenda e l’epilogo ovviamente non può essere che tragico, ad opera del giovane Joshua (un bravissimo ed attonito James Frecheville) il quale è stretto nella morsa della scelta: mentire per salvare la pelle dalla vendetta della famiglia o fare giustizia da sé.
Una eccellente recitazione di tutti gli attori porta il film ad alti livelli, ma la vera sorpresa è Jacki Weaver nei panni della nonna-boss: una prestazione davvero ottima, che, a ben 62 anni, l’ha portata a 12 nominations tra cui quella dei Golden Globe e degli Oscar. Bravissimo anche Guy Pearce nei panni di un detective calmo e riflessivo che cerca di fare giustizia e nel contempo salvare il giovane dalle grinfie della famiglia malavitosa, in quanto solo la sua testimonianza può far condannare questi assassini e far terminare la mattanza.
E’ veramente un bel film e può diventare un vero cult.
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mr cinefilo
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domenica 19 giugno 2011
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melbourne
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Svettano i divi australiani in questo capolavoro inaspettato, la tensione è palpabile già dalle prime scene; tutto si sviluppa all'ombra dell'inquietante nonna, dei baci in bocca ai figli e al nipote. Eccellenti ben mendelsohn e guy pearce oltre a jacki weaver; il secondo si conferma come uno degli attori migliori in circolazione, ma incapace di trovare la fama ed il successo che merita, d'altronde la visibilità di molti suoi film non lo aiuta, animal kingdom (soprattutto) compreso.
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ipno74
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martedì 5 aprile 2011
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il coraggio del silenzio
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Storia di un ragazzo che gli muore la madre di overdose e viene trasferito nella casa con la nonna e nipoti.
Il problema è che i suoi cugini sono delinquenti di primo ordine.
Il protagonista è un ragazzo timido, silenzioso, senbra quasi che tutto quello che avviene nella famiglia a lui non interessi molto, ma poi, quando uno dei suoi cugini uccide la sua ragazza, si vendica in modo a dir poco geniale, scaltro e senza pentimento.
Bravo il regista Michod che senza tanta colonna sonora dirige un film di tensione e originalità
Ottimi i dialoghi ed il soggetto.
[+] curiosità
(di ipno74)
[ - ] curiosità
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