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Cargo 200
Un film di Aleksej Balabanov.
Con Agniya Kuznetsova, Alexey Poluyan, Leonid Gromov, Alexey Serebryakov, Leonid Bichevin.
continua»
Drammatico,
durata 89 min.
- Russia 2007.
- Archibald Enterprise Film
uscita venerdì 9 maggio 2008.
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![]() Un film organico privo di tentativi di apertura al pubblico, a cui chiede un buon "carico" di coraggio.
Marzia Gandolfi
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URSS, 1984. Mentre il regime sovietico è agonizzante e pesanti aerei da carico riconducono in patria le salme dei soldati sacrificati in Afghanistan, un professore di ateismo scientifico, in viaggio verso la casa materna, è costretto da un guasto alla macchina a chiedere asilo e aiuto a un ex galeotto che crede nell’anima e sogna La città del sole. Nella baracca convergeranno vite e miserie di un giovane trafficante di vodka, della sprovveduta figlia di un segretario distrettuale del partito comunista, di un meccanico vietnamita e di un capitano di polizia violento e delirante. Madri folli di figli impotenti e padri colpevoli di figli innocenti guardano alla televisione il futuro in bianco e nero della nazione. |
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DVD | Cargo 200Uscita in DVD
Disponibile on line da martedì 21 ottobre 2008
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INTERVISTE | Un'opera scioccante, dura, crudele, intimamente violenta basata su una storia vera.Un horror umano ai tempi della perestrojka
martedì 6 maggio 2008 - Tirza Bonifazi Tognazzi
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di Paolo D'Agostini La Repubblica
In realtà Cargo 200 non spiega niente. Non informa esplicitamente sul fatto che questa mostruosa periferia o provincia russo-sovietica è colta sullo sfondo della metà degli anni 80, sull'orlo della Perestrojka di Gorbaciov e quindi del tracollo del potere comunista. Si vede il nuovo leader in tv, si usa l'espressione che dà il titolo per indicare i "carichi" provenienti dal fronte afghano. Cioè i giovani soldati rispediti a casa morti. Un intrecciarsi di personaggi: un ufficiale e suo fratello docente universitario di "ateismo scientifico", i figli della casta che i due rappresentano, un vietnamita trattato come un servo della gleba che si rivolge al suo datore di lavoro chiamandolo "padrone", il quale è un arrabbiato anticomunista che soffoca la rabbia nell'alcol, infine un capitano di polizia che è l'anima nera della storia. » |
"Cargo 200" di Balabanov: benvenuti all'inferno
di Francesco Alò Il Messaggero
"Quando non ci sarà più posto all'inferno, i morti cammineranno sulla terra" recitava La notte dei morti viventi. E magari calpesteranno il suolo del nostro pianeta con delle scarpe da ginnastica. Anche se sono dei soldati. Un milite non ignoto torna cadavere dalla guerra in Afghanistan del 1984 in un'Unione Sovietica decisamente ignobile. Quando lo tirano fuori dalla bara (e non vi diciamo perché) ecco spuntargli sotto la divisa delle stranianti scarpette da footing. È una delle tante immagini shock dell'horror umano Cargo 200. » |
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di Piera Detassis Ciak
Unione Sovietica, anno 1984 (simbolico e fatidico dunque). Alexey Balabanov (autore di Mosca cieca nel 1992 e nel 1997 di Brother, campione di incassi e fenomeno di culto in Russia) ricorda lo squallore (soprattutto morale) in cui la società russa si sfibrava, con la perestrojka ancora alle porte. Gli adulti - tra cui spicca un incredibile e patetico docente in ateismo scientifico - non capiscono i figli, i giovani si stordiscono in discoteche improvvisate e si ubriacano privi di ogni senso di responsabilità, qualcuno muore assurdamente in Afghanistan e tra le pieghe dell'autorità e del sottobosco degli emarginati si infoltiscono le fila degli alienati psichici e dei mostri. » |
Il circo dark di Balabanov nel profondo rosso russo tra sangue e humour nero
di Boris Sollazzo DNews
Il comunismo è crollato, imploso, morto e sepolto. Purtroppo o per fortuna, è successo, anche se Berlusconi fa finta di niente. Cargo 200 non è altro che la fotografia del terremoto che lo ha cancellato e un viaggio in mezzo alle sue macerie. Un gioiello di quel cinema dell'est che è rinato dalle ceneri di un impero che l'ha lasciato orfano e molto arrabbiato, col terribile dubbio che si stava meglio quando si stava peggio e che i nuovi capitalisti d'assalto, Putin e il suo clan, siano una medicina ben peggiore del male. » |
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