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Soffio
Un film di Kim Ki-Duk.
Con Chang Chen, Park Ji-a, Ha Jung-woo, Hang In-Hyung, Kim Ki-duk, Lee Joo-Seok
Titolo originale Breath.
Drammatico,
durata 84 min.
- Corea del sud 2007.
- Mikado
uscita venerdì 31 agosto 2007.
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![]() L'irrazionale diventa possibile nelle suggestive e iperrealistiche immagini di Kim Ki-Duk
Giancarlo Zappoli
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Bel lavoro poetico
martedì 4 settembre 2007
di Serena
Violetta Bellocchio in Soffio vede 4 immagini e 3 temi miscelati da un regista “sfruttatore di velleità di cineforum”, che non varrebbero il prezzo del biglietto. Non sono assolutamente d’accordo! Con un “colpo d’ala” (come dice Mereghetti). Soffio parla di violentissime emozioni, d’infantilismo e vendetta, di umiliazioni e attrazioni fatali, di Tradimento e Amore ecc. Più amori: amore per la figlia, nel matrimonio e altrove, amore all’Arte, di sé stessi, dell’altro, dell’altra e dell’uguale. Di continua » |
E'un capolavoro....
lunedì 3 settembre 2007
di satta roberto
Cosa dire di un capolavoro.....bisogna avere la mente libera e lasciarsi guidare dal regista che pur avendo un'ambientazione squallida con dei personaggi 'carcerati'che tendono molto spesso a sodomizarsi amandosi in maniera forse anche brutale ma per loro'viva' e' un modo per sentirsi vivi la carne con altra carne fa percepire a loro la vita.Da un'altra parte in un modo borghese e benestante un'artista ahime'cornificata dal marito all'inizio con la faccia incolore poi man mano che capisce diventa continua » |
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Disturbante
lunedì 3 settembre 2007
di Roberto
Un bacio appassionato... le dita di lei che stringono le narici di lui per farlo soffocare e morire e porre fine alle sue sofferenze... lo schermo del monitor del direttore del carcere che si spegne facendo comparire il riflesso dello stesso Kim Ki Duk... In questa sequenza c'è tutto "Soffio", l'ultima opera del regista coreano; e che sia questa la sequenza chiave è testimoniato anche dalla locandina del film. Banalizzando si potrebbe anche dire che "Soffio" è un incrocio fra "Ferro 3" e continua » |
Il ritorno kim ki-duk
giovedì 10 gennaio 2008
di giorgio camisani
La storia della protagonista, Yeon, inizia da uno stato interiore di desolante abbandono, di profonda solitudine, esito di un rapporto matrimoniale in crisi, appiattito dall’atteggiamento disinteressato e ipocrita del marito. Si ha la sensazione che Yeon si trovi come rinchiusa in un carcere, senza vie d’uscita plausibili, se non quella di compiere un atto estremo, eccessivo e crudele rispetto alla propria famiglia-prigione. Yeon segue con attenzione i telegiornali che annunciano il tentato suicidio continua » |
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DVD | SoffioUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 22 gennaio 2008
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INTERVISTE | Il dolore del tradimento nel nuovo film di Kim Ki-Duk.L'altalena tra vita e l'amore
mercoledì 29 agosto 2007 - Claudia Resta
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Kim Ki-duk, colpo d' ala con un amore impossibile
di Paolo Mereghetti Il Corriere della Sera
Arriva Kim Ki-duk e il concorso ha un colpo d' ala, lungo percorsi dove le logiche del reale si dissolvono in un mondo capace di intrecciare sogni e incubi e inchinarsi alle logiche irrazionali dell' amore. Con Soon (Soffio), il regista coreano si ricollega all' universo di Ferro 3, al suo sradicamento esistenziale e alla sua logica di violenza e sopraffazione, ma in modi ancor più radicali e stranianti. La protagonista del film, Yeon (Zia), moglie tradita di un ricco marito (Jung-Woo Ha), scopre che un prigioniero (Chang Chen), in attesa dell' esecuzione capitale e che ha già tentato due volte il suicidio in cella, è un suo fidanzato di gioventù. » |
di Violetta Bellocchio Rolling Stone
In Primavera, estate, autunno, inverno…e ancora primavera, in cui interpretava il monaco in pose plastiche sul ghiaccio, Kim capì cosa del suo stile potesse funzionare in Europa e nel circuito d'essai, lieto di digerire, in nome di un'idea astratta dell'Oriente, simboli faticosi e tremende colonne sonore. Se in Corea i suoi film non escono più, altrove dovranno pur farlo. Ma sarebbe ingiusto pensarlo un cinico sfruttatore di velleità da cineforum. Forse gli interessa di più girare attorno a tre temi (silenzio, isolamento, autolesionismo) con aggiustamenti minimi. » |
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Sentimenti e poesia nel «soffio» di Ki-duk
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Kim Ki-duk continua ad essere l'autore più rappresentativo del cinema che si fa nella Corea del Sud. Da qualche tempo, però, si è messo a raccontarci delle storie, a dir poco curiose, che convincono solo per lo stile, sempre rigoroso e ispirato, con cui le risolve. L'anno scorso, con Time, ci aveva detto di due coniugi che, per rinsaldare il loro amore, prima l'una, poi l'altro, avevano fatto ricorso alla chirurgia plastica per mutare sembianze e personalità. Il tema, anche oggi, è l'amore, in termini tuttavia piuttosto difficili da accostarsi da un punto di vista narrativo. » |
Il violento coreano Kim Ki-duk si prenota già per un premio
di Maurizio Cabona Il Giornale
Regista coreano, non papero disneyano, Kim Ki-duk è un'icona da Festival. Quello di Cannes ha presentato ieri il suo Soom («Respiro»), ma in una sala piccola, quindi ha lasciato fuori un po' di giornalisti. Cose che succedono nella dimensione, parallela alla realtà, della cinefilia. Questa attenzione si spiega con l'alone di premio che circonda il regista. In Italia egli ha avuto più fortuna con il film recente meno interessante, Ferro 3, mentre è sconosciuto per il magnifico Bad Guy, passato per il Festival di Berlino. » |
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