Immortal (Ad Vitam)

Un film di Enki Bilal. Con Linda Hardy, Thomas Kretschmann, Charlotte Rampling, Frédéric Pierrot, Thomas M. Pollard.
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Titolo originale Immortel (ad vitam). Fantascienza, durata 102 min. - Francia, Italia, Gran Bretagna 2004. uscita venerdì 19 novembre 2004. MYMONETRO Immortal (Ad Vitam) * * * - - valutazione media: 3,08 su 37 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,08/5
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Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * 1/2 - -
 critican.d.
 pubblico * * * - -
C'era un vecchio film di Arbore in cui il protagonista, un uomo del sud arrivato in una Milano avvolta in una coltre di nebbia spessa, diceva "Bella c...
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Andrea Chirichelli     * * - - -
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TROVASTREAMING

A New York nel 2095 una misteriosa piramide appare nel cielo di Manhattan. La città è abitata da una comunità multiforme in cui convivono umani, mutanti e divinità extraterrestri. Horus, divinità egizia dalla testa di falco, sta perdendo l'immortalità e ha solo sette giorni per trovare e sedurre una splendida donna predestinata e continuare la sua stirpe divina. Per fare tutto ciò deve incarnarsi nel corpo di un uomo. Sarà Nicopol, un prigioniero politico fuggito dal carcere dopo trent'anni di ibernazione, a ospitare Horus e permettergli di portare a termine la sua missione.
Versione ad alta definizione visionabile solo tramite PC.

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Pessima fantascienza d'autore...

lunedì 25 ottobre 2010 di nick castle

Un bravo sceneggiatore è colui che sa reimpastare talmente tanto le sceneggiature di altri da renderle irriconoscibili anche a coloro che originariamente le hanno scritte. Enki Bilal, seguendo questa linea di pensiero, non è un bravo sceneggiatore. Questo film ha scopiazzato ed è stato scopiazzato. Certe inquadrature e diverse sequenze ricordano palesemente il "Minority Report" di Spielberg, mentre la questione politica delle aziende farmaceutiche era già presente continua »

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Opera epica

lunedì 6 settembre 2010 di Dio Amiga

Film splendido con magnifiche atmosfere che toccano nel profondo nello stesso modo con cui sapevano farlo quelle di Blade Runner, Nirvana, Ai e Brazil. La trama è ben articolata e innovativa sotto il punto di vista narrativo, rende gloria al fumetto di Enki Bilal da cui è stato tratto il film (la trilogia di Nikopol) Chi dice che la trama è inesistente probabilmente dormiva o non ascoltava i dialoghi distratto dalla fotografia straordinaria. Azzeccatissima la scelta di Linda Hardy per il ruolo continua »

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Cum grano salis est solutio in rebus

giovedì 23 aprile 2009 di Fluturnenia

Se si ha la pazienza di aspettare una mezzora scarsa e la voglia di metterci un discresto impegno nel cercare di seguire le vicende, si scoprirà che non oltre metà film la trama sarà tutt'altro che confusa e nebulosa, a patto che non ci si faccia scappare nessuna e dico proprio nessuna immagine. Ogni più piccolo e singolo particolare non è soltanto una manna per gli occhi ma anche un possibile se non probabile elemento di districamento di questa storia fatta di innumerevoli infinitesimali dettagli continua »

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Io vorrei conoscere il regista

lunedì 29 gennaio 2007 di LulaSconvolta

nn capisco bene se fosse un film, un cartone, animato, un videogioco o semplicemente il vaneggiamento di un regista di serie z. trama inesistente,attori patetici.(quei pochi in carne ed ossa perchè sono quasi tutti fatti con la computer grafica) il protagonista è un uomo con la testa da polletto egiziano (digitale) che si accoppia con una donna aliena(attrice vera) nella speranza di tramandare la sua progenie prima di essere giustiziato e dalla loro unione nasce un bimbo polletto. io avrei piacere continua »

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di Gian Luigi Rondi Il Tempo

Fantascienza, ma di genio, ne è autore un bosniaco naturalizzato francese, Enki Bilal, i cui film come regista non si sono mai visti in Italia, dove, invece, è molto conosciuto e apprezzato dagli intenditori per due suggestivi album di fumetti, «La fiera degli immortali» e «La donna trappola». Il film di oggi nasce da quelli, liberamente riletti con la collaborazione di Serge Lehman, un noto illustratore parigino. Siamo a New York, nel 2095. Nei cieli di Manhattan galleggia immobile una piramide misteriosa. »

di Sandro Rezoagli Ciak

Chi ha amato i due album La fiera degli immortali e La donna trappola (pubblicati in Italia Alessandro editore), capolavori di un autentico innovatore del fumetto e dell’illustrazione come Enki Bilai, non si lasci scappare Immortal ad vitam, che proprio a quelle due storie si ispira. Ma non solo per questo: il film è infatti il primo esperimento di “animazione mista” a cui si applica il geniale Bila dopo due lungometraggi non animati (vedi box a lato). Solo a uso dei non addetti al fumetto indichiamo alcuni elementi base della storia: nella New York 2095 tenuta sotto scacco dalla Eugenics, nel nome il programma, si incrociano i destini di Jill (Linda Hardy), metà mutante metà umana, Nikopol (Thomas kretschmann), il resistente, e Horus, dio egizio dalla testa di falco. »

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Esseri umani, semi-umani, alieni, virtuali. E autentiche divinità egizie tornate in vita nella New York del 2095, dominata da una dittatura medico-eugenica e sconvolta da una campagna elettorale... Più ambiziosi di così si muore, e l’artista franco-jugoslavo Enki Bilal, autore di fumetti visionari celebratissimi in Francia, era l’uomo giusto per un’impresa così titanica e azzardata. Peccato che la scommessa funzioni a metà. E’ molto bella l’idea, ancor prima della realizzazione, di un universo ibrido generato mescolando e talvolta fondendo attori e immagini digitali in 3D; è suggestivo il mix post-post-postmoderno che accosta versi di Baudelaire e spunti alla P. »

di Fulvia Caprara La Stampa

Bianco, grigio, macchiato di rosso sangue e di lacrime blu, l’universo fantascientico del disegnatore Enki Bilal prende corpo in «Immortal ad vitam», il film tratto dai suoi due album, «La fiera degli immortali» e «La donna trappola», in arrivo sui nostri schermi venerdì, in 150 copie, con il marchio Medusa. Nato a Belgrado nel 1951, da madre ceca e da padre bosniaco, Bilal vive a Parigi da quando aveva dieci anni e in Francia, ma non solo, gode di un seguito speciale. Il suo film, coraggioso esperimento di animazione mista (attori in 3D recitano fianco a fianco con interpreti in carne ed ossa) ha avuto un milione di spettatori francesi: «La storia si può leggere a diversi livelli, non è fantascienza e basta. »

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