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The Ring
Un film di Gore Verbinski.
Con Naomi Watts, Brian Cox, Martin Henderson, David Dorfman, Jane Alexander (I).
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Horror,
Ratings: Kids+13,
durata 110 min.
- USA 2002.
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![]() Remake di un fortunato horror giapponese
Davide Verazzani
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Per una volta il remake è meglio dell'originale
di lemke
attenzione, questo film fa paura. fa paura veramente, va a toccare alcune fra le corde più misteriose della paura umana, si impossessa di te e non ti lascia per diversi giorni dopo la visione. Non scherzo. La sceneggiatura è un fitto mosaico di allusioni e abbozzamenti che non fanno che disorientare ulteriormente lo spettatore. Il film giapponese, da questo punto di vista è molto più semplice e lineare, giocato molto più sul versante parapsicologico, manca completamente di tutto il gioco di specchi continua » |
Horror
venerdì 29 settembre 2006
di minority girl
film capolavoro e quando dico capolavoro... è proprio un capolavoro!!!!ho visto il primo quando avevo solo 11 anni. le scene ke mi hanno fatto più impressione sono state sicuramente la faccia delle vittime(ke skifo) e la bambina, Samara, ke incute terrore peggio di qualunque altra cosa. il secondo è stato molto più bello e sicuramente più pauroso. non posso dire quale è stata la scena più impressionante è difficile... forse quella in cui samara appare all'improvviso all'inizio del film dicendo continua » |
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Collegamento tra storia e analisi lessicale
venerdì 17 agosto 2007
di Emily
"Ring", è una parola, che, nella lingua inglese significa "anello", ma è anche usata come onomatopea dello squillo del telefono. "The ring" è il titolo di un'interessante film, che unisce armoniosaente la parola "anello" e quel suono; la prima è la forma circolare del coperchio del pozzo, attorno al quale ruotano gli avvenimenti, il secondo è il fatidico squillo, al termine della visione della videocassetta, anch'esso momento di grande suspance. Ma a pensarci bene, l'intera trama di "The ring" è continua » |
Hollywood style
martedì 22 marzo 2005
di BEZDOMNY
Dozzinale rifacimento in gretto stile hollywoodiano di una già soprastimata pellicola giapponese. Gore Verbinski si trincera dietro una regia convenzionale per evitare catastrofi, tuttavia, quando piazza la macchina da presa all'interno di un cassetto di uno schedario, l'impulso registicida finisce per bussare alla coscienza dello spettatore. Il maggiore demerito di Verbinski consiste nell'aver ricomposto giudiziosamente - la leggibilità avant toute chose - lo spazio disarticolato, quasi smembrato, continua » |
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| Rachel | |
| La morte è solo l'inizio… | |
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| Lo psichiatra che parla con Samara (Rachael Bella) | |
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Non vuoi fare del male a nessuno... Però lo faccio e mi dispiace...questa cosa non finirà... |
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| Samara Morgan (Rachael Bella) | |
| Papà vuole bene ai cavalli… ma lui non sa … | |
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Altre frasi celebri del film The Ring
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DVD | The RingUscita in DVD
Disponibile on line da sabato 1 luglio 2006
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di Luca Barnabé Ciak
Vedi il videotape e poi muori. Le premesse non sono, letteralmente, tra le migliori. Soprattutto se a dirigere il potenziale ennesimo teen horror americano è il regista del fallimentare The Mexican (2000), Gore Verbinski. Eppure il remake Usa, targato Dreamworks, del nipponico Ringu (1998) di Hideo Nakata, all'origine di una saga supercult in patria, di prevedibile e piatto ha solo la prima sequenza: due ragazzine in camera da letto, in una notte piena di pioggia, parlano di una videocassetta jettatrice, vista la quale, muori dopo sette giorni. » |
di Roberto Nepoti La Repubblica
Fantasmi giapponesi si aggirano per Hollywood. Mentre sono in fase preparatoria diversi remake americani di horror di produzione nipponica (a uno sta lavorando il maestro del genere Wes Craven), fa da apripista all'ondata The Ring, rifacimento di un cult-movie per pochi intimi diretto da Hideo Nakata. Il soggetto riguarda una videocassetta assassina (no, non si tratta di un film natalizio con Boldi e De Sica...), contenente strane immagini apparentemente indecifrabili. Salvo che chi la guarda ha solo sette giorni di vita. » |
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di Pier Maria Bocchi Film TV
Lo sceneggiatore Ehren Kruegen è riuscito in quel compito difficilissimo che dovrebbe essere la meta principale di ogni remake che si rispetti: l’adattamento, Perché se è vero che il Ring americano è molto simile a quello giapponese (alla base, sempre il romanzo di Suzuki Koji), è nel contempo anche diversissimo, al di là delle vere e proprie aggiunte o sottrazioni. La stessa sequenza iniziale ne è la conferma: identica situazione in entrambi, ma il contesto ambientale e “culturale” è differente. » |
di Valerio Guslandi Panorama
Negli Stati Uniti, solo nel primo weekend, ha incassato 15 milioni di dollari, E ha tenuto col fiato sospeso migliaia di spettatori usando tre semplici oggetti: un televisore, un videoregistratore e un telefono. Oggetti normali, trasformati negli strumenti di un incubo sottile, spietato e senza scampo, in un film che è diventato in brevissimo tempo un cult, ha inaugurato il filone degli horror psicologici e ha fatto guadagnare all’autore del romanzo omonimo cui si ispirava, Koji Suzuki, una fortuna. » |
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