Adele H., una storia d'amore

Film 1975 | Drammatico +16 110 min.

Titolo originaleL'histoire d'Adèle H.
Anno1975
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata110 minuti
Regia diFrançois Truffaut
AttoriIsabelle Adjani, Bruce Robinson, François Truffaut, Sylvia Marriott, Roger Martin, Ruben Dorey, Joseph Blatchley, Carl Hathwell, Ivry Gitlis, Cecil de Sausmarez, Raymond Falla, Madame Louise, Jean-Pierre Leursse, Louise Bourdet, Clive Gillingham, Ralph Williams, Thi Loan N'Guyen, Edward J. Jackson, Aurelia Mansion, David Foote, Jacques Fréjabue, Chantal Durpoix, Geoffrey Crook .
TagDa vedere 1975
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,82 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di François Truffaut. Un film Da vedere 1975 con Isabelle Adjani, Bruce Robinson, François Truffaut, Sylvia Marriott, Roger Martin, Ruben Dorey, Joseph Blatchley, Carl Hathwell, Ivry Gitlis, Cecil de Sausmarez, Raymond Falla, Madame Louise, Jean-Pierre Leursse, Louise Bourdet, Clive Gillingham, Ralph Williams, Thi Loan N'Guyen, Edward J. Jackson, Aurelia Mansion, David Foote, Jacques Fréjabue, Chantal Durpoix, Geoffrey Crook. Titolo originale: L'histoire d'Adèle H.. Genere Drammatico - Francia, 1975, durata 110 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,82 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: "Mi piacciono le storie normali, ma c'è anche una traccia di melodramma nei miei film. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai David di Donatello.

Consigliato assolutamente sì!
3,82/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,23
CONSIGLIATO SÌ

François Truffaut a proposito del suo cinema dichiarò: "Mi piacciono le storie normali, ma c'è anche una traccia di melodramma nei miei film. Oggi più nessuno osa amare Dickens, oppure I miserabili". Ed è così: in molte sue opere torna a rivivere il melodramma: in L'histoire d'Adèle H più che in altre. La storia di Adèle, figlia non riconosciuta del grande romanziere ottocentesco Victor Hugo, è una storia d'amore e d'avventura in piena regola che ha come interprete una giovanissima e intensissima Isabelle Adjani, che il regista aveva visto in televisione e subito volle per questo suo film. La sceneggiatura fu tratta dalla biografia di Adèle di Frances Vernon Guille, una studiosa americana che aveva trovato il diario della figlia di Hugo in una libreria di New York. Truffaut usò i diari come spunto, distaccandosi in molti episodi dal testo per accrescere il carattetere spettacolare della vicenda. Il film è il racconto di una storia d'amore finita e del sentimento ossessivo che non dà pace alla ragazza e la spinge fino alle Barbados per riconquistare il fatuo tenente Pinson, un giovane ufficiale altezzoso che non l'ama più e la respinge. Adèle, ossessionata dall'idea fissa del matrimonio e alla ricerca di una sistemazione stabile dopo l'abbandono della casa paterna, individua nel giovane Pinson il soggetto per realizzare queste aspettative. E allora lo cerca, gli si offre, si dispera, ricorre alla finzione, al ricatto, alla menzogna pur di riconquistare il suo affetto. Il fermo rifiuto dell'uomo non fa che alimentare il desiderio fino a quando questo si trasforma in dolore fisico, malattia e infine follia. Truffaut ha paragonato la parabola di questa donna a un "pezzo musicale per un solo strumento". In realtà il film è la metafora della spasmodica ricerca della identità di una donna respinta prima da un padre ingombrante ed estraneo (nel film non compare mai ma è sempre presente nei dialoghi e nei ricordi) e da un amante egoista e vanitoso. La ragazza troverà un equilibrio nel distacco totale da Pinson e dal padre, rifugiandosi nella solitudine più estrema: tra sé e gli amati/odiati uomini viene posto un abisso non colmabile: la follia. Si tratta di un raffinato studio di Truffaut su una monomania. Il film è, infatti, incentrato quasi interamente sulla giovane protagonista. Sono innumerevoli i primi piani del bellissimo volto dell'Adjani, colto nelle differenti espressioni e nelle diverse sfumature della pelle, degli occhi e dei capelli. Ambientato prevalentemente in atmosfere notturne, prevale il buio, il silenzio e si percepisce continuamente l'alitare della morte. Proprio per queste atmosfere Truffaut venne definito "il poeta del melodramma crepuscolare".

winner
miglior attrice straniera
David di Donatello
1976
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 6 ottobre 2012
Antonio Canzoniere

A metà dell'800, Adèle, figlia di Victor Hugo, arriva in Canada ad Halifax sotto falso nome. Il motivo scatenante del suo viaggio? L'amor fou per Pirson, militare stanziatosi in America che l'ha lasciata incosciente dell'amore della donna, che lo seguirà fino alle Bardabos fino alla pazzia, quella vera...Attingendo ai diari di una piccola grande donna, Truffaut continua la sua crescita stilistica (iniziata [...] Vai alla recensione »

lunedì 12 dicembre 2011
fedeleto

Adele e' una donna innamorata che fugge dalla francia e dalla famiglia per andare in america dove vuole stare vicino all'uomo con cui  un tempo condivideva il suo amore.Non avra' mai una possibilita' di ricambiato amore e finira' con l'impazzire .Adele h,tratto dalle memorie della figlia di victor Hugo,e' una storia d'amore(come suggerisce il titolo) monotematica,e [...] Vai alla recensione »

sabato 23 luglio 2011
dounia

La vita di Adele H. non è stata facile perché si scontra con un mondo inadeguato a cogliere certi problemi. Il suo caso non è capito bene neanche oggi perché tante volte non viene compreso nella maniera appropriata. Il regista Francois Truffaut che ha letto i diari, scoperti nel 1955, di Adele H. quando scrive al fratello, ha saputo far emergere un film dove trasforma cose non vere in reali.

mercoledì 31 agosto 2011
Francesco2

Film modesto e riuscito maluccio. Non perché freddo, come ha scritto qualcuno, ma proprio perché riuscito maluccio. Tra i pochi motivi di interesse, la "paradossalità" del personaggio principale: la sua follia la spinge ad essere subdola, a ricorrere ad espedienti come l'ipnosi che un "Illusionista" dovrebbe praticare all'uomo cui lei anela. Un momento divertente, dove Truffaut oltretutto sembra farsi [...] Vai alla recensione »

domenica 22 ottobre 2017
Francis Metal

Tratto dalla vera storia della figlia di Hugo. Mi comunica un misto di tristezza, tenerezza e inquietudine. Una bella donna innamorata, ma non ricambiata e impazzisce. Quanta pena che mi fa questo personaggio, soprattutto perché è una stora vera.

venerdì 17 ottobre 2014
petitbijou

Quella di Adele è una storia silenziosa, come silenziosa fu la sua morte, un silenzio che solo i suoi diari avrebbero potuto tradurre e a cui decide di dare voce uno dei più grandi della nouvelle vogue. La storia di Adele è la storia di un amore senza amore, di una dolce, tragica illusione che dalla fantasia degenera in follia e poi in malattia; di un sogno non corrisposto e dunque solitario; di [...] Vai alla recensione »

Frasi
Bisogna fare le piccole cose come se fossero grandi. Io so che le battaglie morali si combattono da soli...
Una frase di Adele Hugo (Isabelle Adjani)
dal film Adele H., una storia d'amore
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giovanni Grazzini
Il Corriere della Sera

Oggi andiamo sul sicuro. Se non ci inganniamo, Adele H. piacerà molto al pubblico che cerca registi di polso, e moltissimo agli amici del cinema classico. Il nuovo film di Truffaut ci sembra infatti fra le cose più belle della stagione: non soltanto per la sua straordinaria eleganza di linguaggio, ma anche per l'intelligenza con cui fra le righe propone riflessioni sul problema della libertà femminile [...] Vai alla recensione »

Tullio Kezich
Il Corriere della Sera

Adele Hugo, la figlia del grande Victor, è un personaggio rimasto fino a poco fa nascosto tra le pieghe della storia. L’ha riportato in luce una studiosa americana, Frances Vernor Guille, che si è applicata a un’impresa difficilissima: quella di decifrare il fluviale manoscritto del diario di Adele, tenuto quasi costantemente nella sua lunghissima vita (1835-1915) in maniera crittografica e spesso [...] Vai alla recensione »

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