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Pleasantville
Un film di Gary Ross.
Con Jeff Daniels, J.T. Walsh, Joan Allen, William H. Macy, Tobey Maguire.
continua»
Commedia,
Ratings: Kids+16,
durata 124 min.
- USA 1998.
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![]() Un simpatico affresco sulla televisione del tempo andato, rivisitata con lo sguardo disincantato di uno spettatore moderno
Giancarlo Zappoli
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Stati Uniti. Oggi. Grazie a un strano telecomando il giovane David, insieme a sua sorella, finisce nel mondo di "Pleasantville", una sitcom anni Cinquanta che segue con passione. A Pleasantiville non piove mai, il termometro è fisso sui 23°, non si sa cosa sia il sesso e i pompieri si preoccupano solo di salvare gatti incapaci di scendere dagli alberi. Ma l'arrivo dei due ragazzi, non avvertiti inizialmente come corpi estranei dai personaggi della soap, cambia molte cose. Al laghetto degli innamorati si comincia a baciarsi per davvero. Una brava madre di famiglia scopre l'orgasmo al punto di far incendiare un albero e, soprattutto, il colore comincia ad ottenere cittadinanza. È una vera e propria rivoluzione, stimolante per alcuni e inaccettabile per altri. Uscito dopo The Truman Show, Pleasantville ne integra l'assunto. Seppure con qualche lungaggine di troppo, Gary Ross costruisce un simpatico (ma non indolore) affresco sulla televisione del tempo andato, rivisitata con lo sguardo disincantato di uno spettatore moderno. In questa Rosa purpurea del Cairo unidirezionale (chi sta 'fuori' può entrare ma chi sta 'dentro' non può uscire) l'ipocrisia perbenista degli anni Cinquanta viene ridicolizzata con bonomia apparente. Perché nel sottotesto non si dimentica di ricordare che le 'cacce alle streghe' hanno inizio spesso in quegli ambienti ovattati e osservanti delle buone maniere in cui, una volta aperta la porta del bagno, non si trova il water. Perché nessuno ha così 'bassi' bisogni a Pleasantville! |
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premi nomination |
Premio Oscar 0 4 |
Paura del diverso, paura del possibile
venerdì 12 giugno 2009
di Fabrizio Cirnigliaro
Pleasantville. Tutto è perfetto in questa cittadina, piacevole, ma se David (Tobey Maguire) si ambienta subito, la sorella Jennifer (Reese Whiterspoon) incomincia a comportarsi seguendo il proprio istinto e i propri desideri, dando cosi inizio ad una piccola rivoluzione che stravolgerà la vita di tutti i concittadini. Il film è uscito nelle sale cinematografiche lo stesso anno di The Truman Show, ma mentre questa è stato acclamato e osannato dalla critica, Pleasantville è stato un po' snobbato, continua » |
Il mondo è una pezza a colori
venerdì 29 maggio 2009
di doryan gray
Ritengo ke sia un film tutt'altro ke banale anzi cela un significato assolutamente realistico ke non si astiene dal mettere in mostra il finto perbenismo di una plebe ottusa,ke è rispettosa degli pseudo valori e di una c.d. morale sol perchè non ha mai avuto il vero piacere di vivere,giacchè esistere non significa necessariamente vivere e di conseguenza percepire emozioni ed acquisire esperienze.Un'esistenza siffatta è pari al nulla,un luogo ke non diviene non puo' avere spessore ma solo superficiali continua » |
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| David | |
| Nessuno ha stabilito come si deve vivere | |
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DVD | PleasantvilleUscita in DVD
Disponibile on line da martedì 9 novembre 1999
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
È un film incantevole, Pleasantville (città piacevole), opera prima dell'americano Gary Ross: un po' a colori e un po' in bianco e nero, un po' nel nostalgico presente e un po' nel passato mistificato, intelligente, spiritoso, affollato di ragazzi. Divertente, ma non superficiale: senza parere riflette su conservazione e progresso, su immobile continuità e difficile divenire, sulla scelta tra non-vita indolore ed emozionante vita rischiosa, persino sulla nascita dell'intolleranza. Come Alice di Lewis Carroll che attraversa lo specchio ed entra in un altro mondo, un ragazzo americano e sua sorella attraversano lo schermo televisivo ed entrano nel 1958 a Pleasantville, il luogo immaginario dove si svolge la soap opera televisiva preferita, seguita puntata dopo puntata, conosciuta a memoria. » |
di Luigi Paini Il Sole-24 Ore
Pleasantville, ovvero la sorella quasi gemella di Seahaven, la linda cittadina-set del Truman Show di Peter Weir. Due luoghi speculari: maritini che vanno in ufficio felici dopo abbondanti colazioni, mogliettine sempre sorridenti che tirano a lustro le ordinatissime dimore. I figli, poi, sono il ritratto di mamma e papà. Nessuna trasgressione, casa, scuola e palestra. Ma c'è un ma: Pleasantville (è anche il titolo del film di Gary Ross) è un luogo ancora più strano, se possibile, di Seahaven: non vi sono, alla lettera, i colori. » |
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
«Nella nostra città sta succedendo qualcosa», dice allarmato Big Bob (J. T. Walsh) a tre o quattro membri esimi della comunità. Essendo il chairman o presidente della Camera di commercio - il sindaco, nella versione italiana -, sa bene che niente è successo mai, a Pleasantville. A garantirne l'immobilità, le sue strade sono circoli viziosi: là dove finiscono, eternamente ricominciano. Niente c'è fuori della città, se non un'assoluta impossibilità. Dentro, tutto è stato sempre omogeneo, trasparente, perfetto. » |
La vita è una soap opera meravigliosa
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
"Pleasantville", gentile ma polemica favola pirandelliana sulla falsità della tv. La vita è una soap opera meravigliosa. Nella provincia americana del '58 il giovane Tobey Maguire si appresta a una maratona tv della sitcom "Pleasantville" di cui è fanatico, ma per opera di un magico riparatore di apparecchi (lo impersona Don Knotts, un popolare comico del video) vi precipita addirittura dentro come "Alice nello specchio". Ereditato il ruolo di protagonista della trasmissione, il ragazzo non ha difficoltà a pilotare l’impreparata sorella Reese Whiterspoon fra ambienti e personaggi che lui conosce a menadito. » |
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