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Brother
Un film di Takeshi Kitano.
Con Takeshi Kitano, Omar Epps, Claude Maki
Giallo,
durata 110 min.
- USA, Giappone, Gran Bretagna 2000.
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![]() Yakuza sbarca a Los Angeles
Valeria Mannelli
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Brother, nono film del giapponese Takeshi Kitano, vincitore nel 1997 del Leone d'oro a Venezia con Hana-Bi - Fiori di fuoco, è la storia di Yamamoto, membro della Yakuza, a cui è stata sterminata la famiglia in Giappone dalle bande rivali, che decide di andare in America a trovare suo fratello Ken, arrivato negli States per motivi di studio, diventato nel frattempo piccolo spacciatore di droga. L'imperscrutabile Yamamoto, pur non conoscendo una sola parola d'inglese, decide di unirsi al fratello e al suo clan, per assumere il controllo del traffico della droga a Los Angeles. Il potere della nuova famiglia, da lui costituita, viene però fortemente contrastato dalle altre associazioni mafiose della città. Inizia una vera e propria guerra tra i clan, che sfocierà in un incredibile massacro. Tornato al suo genere preferito, dopo la parentesi di L'estate di Kikujiro (film di tutt'altro genere e natura), presentato nell'edizione del festival di Cannes '99, Kitano vuole mostrare come i patti di sangue della Yakuza siano in un certo senso più forti e profondi dei vincoli tra fratelli veri. Per il proprio signore e i componenti della "famiglia" si è pronti a togliersi la vita senza ripensamenti. I membri della Yakuza non pensano due volte a tagliarsi un dito o ad estrarsi le budella, pur di mostrare la propria lealtà. Brother, è il primo film di Kitano girato negli Usa. |
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Brother – “fratello di sangue e non”
sabato 20 settembre 2008
di Chesko
Il grande Takeshi Kitano ci porta alla scoperta della yakuza dove i patti di sangue tra i membri sono più forti che in altre associazioni mafiose. Ognuno è pronto a sacrificare, sigillando con il proprio sangue, anima e corpo al proprio capo e ai propri adepti in segno di legame eterno. A Tokyo, durante la continua lotta tra bande rivali, si mettono male gli affari per Yamamoto costretto a cambiare identità e a trasferirsi negli States da suo fratello Ken. A Los Angeles si inserirà immediatamente continua » |
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di Lietta Tornabuoni La Stampa
Gran film, violenze feroci: facce che esplodono ai colpi di pistola, disegnando sulla parete grandi fiori rosso sangue; bastoncini infilati nelle narici e spinti con una manata verso l'alto, sino a perforare il cervello; teste mozzate; falangi del mignolo recise col coltello e offerte al boss in segno di pentimento d'una mancanza di rispetto (secoli fa, era un uso e un rito dei samurai). Nel suo primo film realizzato fuori del Giappone, il grande Takeshi Kitano (regista, protagonista, produttore, sceneggiatore) racconta di uno yakuza che arriva a Los Angeles in cerca del fratello, dopo l'annientamento della sua famiglia mafiosa in una guerra tra bande a Tokyo, e che si trova a battersi insieme con una specie di amico per la supremazia nel traffico della droga in città. » |
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