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Io e Caterina
Un film di Alberto Sordi.
Con Alberto Sordi, Rossano Brazzi, Catherine Spaak, Edwige Fenech, Valeria Valeri.
continua»
Commedia,
durata 105 min.
- Italia, Francia 1980.
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Riccone borghese acquista un sofisticato robot femminile e si sbarazza in un colpo solo di moglie, amante e colf. Ma anche il robot ha le sue pretese. A. Sordi produttore-regista-sceneggiatore rende un cattivo servizio a Sordi attore, sciupando un bel soggetto di Rodolfo Sònego che trasforma in un bieco e sciapo apologo maschilista. |
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DVD | Io e CaterinaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 1 giugno 2005
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Mentre la comicità italiana si degrada fino ai livelli di Fantozzi, Alberto Sordi che dal dopoguerra la porta invece avanti con un disegno intelligente e preciso anche in cifre di storia del costume, si ripresenta al suo tradizionale appuntamento natalizio con una commedia, anzi, un apologo che, pur non trascurando l’allegria, ha propositi e impegni particolarmente meditati. Il tema è la condizione dell’uomo nell’universo femminile di oggi, lo spunto è il ricordo di un suo fortunatissimo film di venticinque anni fa, Il seduttore, in cui il protagonista si divideva felicemente fra tre donne, una moglie, un’amica, un’amante, moltiplicando, con quella divisione, le proprie gioie. » |
di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
E dàgli all'uomo italiano, che vuole tutte le donne ai suoi piedi, la moglie, l'amante, la segretaria, e se quelle si ribellano piagnucola e strilla, salvo tornare a ingannarle facendo l'occhio da pesce. L'ultimo tipo di carognetta, uscito dalle meningi di Rodolfo Sonego e Alberto Sordi, si chiama Enrico, direttore commerciale d'una ditta esportatrice di vino. Riccone, ha una moglie che rifiutandosi di continuare a servirlo ha aperto un negozio e ormai fa vita indipendente, e un'amante (la propria segretaria d'ufficio) stufa d'essere sfruttata e insofferente della sua viltà. » |
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Quello che i settimanali di pettegolezzi chiamano «lo scapolo d’oro del cinema -italiano» è anche misogino? Il sospetto, che serpeggia nell’ormai imponente bibliografia della critica sordiana, diventa certezza di fronte a una «meraviglia del possibile» come Io e Caterina. Qui Rodolfo Sonego, il più valente architetto dell’ormai trentennale «progetto Sordi», immerge il suo eroe in un’atmosfera da fantascienza. Giunto all’età in cui i figli se ne sono andati, prossimo al bilancio dell’esistenza, l’industriale romano Enrico Melotti soffre perché le donne che Io circondano non lo trattano come un interlocutore privilegiato: la segretaria-amante Catherine Spaak è stanca di sotterfugi, la moglie Valeria Valeri si è buttata nel commercio e trascura il focolare domestico, perfino la cameriera tratta il padrone dall’alto in basso. » |
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