Rossano BrazziData nascita: 18 Settembre 1916 (Vergine), Bologna (Italia)Data morte: 24 Dicembre 1994 (78 anni), Roma (Italia) |
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Affermatosi in teatro a partire dal 1939, divenne negli anni del dopoguerra uno dei più il volto del cinema italiano più conosciuto nelle star system. Lavorò moltissimo a Hollywood nella seconda metà degli anni Cinquanta interpretando pellicole importanti come Tre soldi nella fontana (1954) di Jean Negulesco; La contessa scalza di Joseph Mankiewicz; South Pacific ( 1958) di Joshua Logan. Più interessante fu però Tempo d'estate (1955) di David Lean, dove, sullo sfondo di Venezia, Brazzi si confronta alla pari con Katharine Hepburn. Attore internazionale, ha proseguito la carriera senza mai partecipare a film di vero spicco.
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Io e Caterina
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Genere Commedia, - Italia, Francia 1980. |
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Piccole donne [2]
Genere Commedia, - USA 1949. |
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La contessa scalza
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Genere Drammatico, - USA 1954. |
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Un colpo all'italiana
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Genere Avventura, - Gran Bretagna 1969. |
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Eran trecento... (La spigolatrice di Sapri)
Genere Storico, - Italia 1952. |
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Il film di Michael Mann Nemico pubblico, con Johnny Depp nella parte di John Dillinger, è nelle sale italiane da venerdì, nel frattempo Michele Placido si appresta al primo ciak del suo nuovo Vallanzasca, storia del criminale che non è proprio arbitrario definire il Dillinger milanese.
Dillinger&Vallanzasca: banditi eroi.
Che il cinema, e non solo, subisca lo charme del cattivo, dell'antagonista, sta nelle regole. È uno charme accreditato, che viene da lontano. Il primo motore, la prima definizione può essere il cosiddetto fascino di satana. Ha radici antiche, appunto, nella tragedia greca che ha creato precedenti imprescindibili, duemilacinquecento anni fa. Poi risalendo c'è stato un altro grande motore, il romanzo gotico che determinava un'evoluzione importante, estetica naturalmente ma anche sociale e morale, il tutto su una piattaforma di qualità letteraria, riconosciuta, garante, storicizzata. Una corrente prevalente fa risalire il gotico, e tutto ciò che ne consegue, a un trattato del 1757 dello scrittore (e politico) inglese Edmund Burke che rivedeva il concetto classico del sublime, codificato nel terzo secolo dal filosofo greco Longino, di fatto capovolgendolo: detto in sintesi non è il bello che davvero ci affascina, ma l'orrendo. Con tutte le evoluzioni che potevano derivarne. A cominciare dal concetto dell'eroe, che perde fascino e diventa banale: è molto più interessante l'antagonista, il cattivo, l'antieroe. Due capisaldi decisivi letterari, figli del nuovo sublime sono "Frankenstein" di Mary Shelley, del 1817, e "Dracula" di Bram Stoker, del 1897. Tutta "roba da cinema", sappiamo.
| Piccole donne [2] (1949) | Conflitto finale (1981) |
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