Regista statunitense. Di origine ucraina, inizia la sua carriera presso la Paramount, senza abbandonare però gli studi universitari (di matematica e fisica). Passa alla regia nel 1935 con The Hawk (Il falco) e nel 1939 dirige Television Spy. Dopo alcuni film del tutto anodini coglie il segno con Tragico oriente (1943), un'opera di propaganda in pieno clima di guerra, percorsa tuttavia da un profondo spirito antitotalitario, che già annuncia il suo forte impegno democratico. Arriva al successo con L'ombra del passato (1945), un thriller crudo e asciutto, tratto da Addio, mia amata di R. Chandler, che porta per la prima volta sullo schermo il «private eye» Marlowe. Si misura ancora con un noir tirato allo spasimo – Missione di morte (1945), che racconta l'inseguimento di un collaborazionista – che risulta denso di accenti politici e attira i sospetti della già costituita Commissione per le attività antiamericane del senatore McCarthy. Dopo aver diretto Anime ferite (1946), che affronta il doloroso nodo del ritorno a casa dei reduci della guerra, gira Odio implacabile (1947), sulla stessa falsariga tematica, resa tuttavia più aspra e complessa da una denuncia del razzismo. Sembra troppo per il maccartismo dilagante e D., malgrado abbia già abbandonato il partito comunista, viene denunciato, condannato e incluso nella famigerata Lista nera. Lascia quindi gli Stati Uniti per l'Inghilterra, dove dirige Vendico il tuo peccato (1948), un altro thriller di notevole fattura, e Cristo fra i muratori (1949), un'opera intrisa di spirito umanitario e realizzata con un notevole equilibrio stilistico. Rientrato negli States, riesce faticosamente a riprendere l'attività, non prima di essersi deciso a firmare contro il suo ex partito. In Nessuno mi salverà (1952) e I perseguitati (1953) cerca di mantenere un livello dignitoso, ma il suo impegno civile appare ormai di maniera, privo di profondità estetica e di autentico interesse tematico, come del resto avverrà nelle sue opere successive, con l'eccezione, di La fine dell'avventura (1955), in cui tenta di affrontare una complessa materia morale. Dirige in seguito numerosi altri film, tra cui La lancia che uccide (1954), L'ammutinamento del Caine (1954), L'avventuriero di Hong Kong (1955), L'albero della vita (1957), I giovani leoni (1958), L'uomo che non sapeva amare (1964), Alvarez Kelly (1966). Trova un notevole guizzo creativo con Ultima notte a Warlock (1959), un western interpretato da H. Fonda e da A. Quinn, giocato su un esplicito rapporto di amore-odio tra i due protagonisti.

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