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mercoledì 16 agosto 2017

Bengt Ekerot

Altri nomi: Bengt Ekeroth
Data nascita: 8 Febbraio 1920 (Acquario), Stoccolma (Svezia)

Data morte: 26 Novembre 1971 (51 anni), Stoccolma (Svezia)
Biografia Filmografia Critica Premi Articoli e news Trailer Dvd Frasi celebri
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dal film Il settimo sigillo (1957) Bengt Ekerot è La morte
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Bengt Ekerot

lunedì 17 luglio 2017 - A dieci anni dalla scomparsa, allo Spazio Oberdan di Milano un omaggio in sette film al maestro del cinema svedese.

Giubileo di Ingmar Bergman, dieci anni dopo

Pino Farinotti cinemanews

Giubileo di Ingmar Bergman, dieci anni dopo Bengt Ekerot, chi era costui? Davvero non so in quanti risponderebbero a questa domanda, eppure trattasi di uno dei nomi più importanti della storia del cinema.
Una volta partecipavo a un convegno, qualcuno lanciò l'idea di scegliere un fotogramma, uno solo, che rappresentasse tutto il cinema. Di tutti i paesi, di tutte le epoche. Fra le tante proposte alla fine si impose l'immagine del Settimo sigillo in cui Max Von Sidow gioca a scacchi con la morte. Ebbene Ekerot è la morte. Parto dunque da quell'icona, dalla luce contrastata, suggestiva, espressionista, col mare, le nubi incombenti, gli scacchi bianchi e neri, le figure metafisiche dell'umano e del sovrumano. Dunque: Ingmar Bergman uno dei più grandi artisti, al di là del cinema, del novecento.
A dieci anni dalla morte è in corso, allo Spazio Oberdan, una retrospettiva fino al 30 luglio, che propone sette titoli: Monica e il desiderio (1952), Sorrisi di una notte di mezza estate (1955), Il settimo sigillo (1956), Il posto delle fragole (1957), Luci d'inverno (1961), Il silenzio (1962), Sussurri e grida (1972). Bergman è trasversale rispetto a tutte le culture e ai Paesi e non c'è dubbio che sia stato riferimento dei registi più importanti. Insieme a un cartello di maestri che possono essere contati sulla dita di una sola mano. Una citazione: Woody Allen in Manhattan nel suo pronunciamento "vale la pena di vivere per.." cita i film svedesi che non possono che essere quelli di Bergman. Autore, di perfetta cultura nordica protestante, ha raccontato quel dolore, quel mistero e quel sentimento. Dove la felicità era un'opzione praticamente irraggiungibile. Lo svedese, longevo, vorace nella sua ricerca e con un'energia infinita, tutto ha affrontato e raccontato. Per ragioni di spazio sono costretto a sintesi estreme. Parto da due "assoluti", titoli che fanno parte di tutte le classifiche nobili del cinema: Il settimo sigillo è un caposaldo di rappresentazione epica e di calligrafia cinematografica. Il paesaggio, la morte, la storia, le battaglie perdute, il mito, il dubbio su dio, la paura che "dopo" tutto sarà annullato.

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