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Tratto dal romanzo giallo di Agatha Christie che ha avuto almeno altre 3 versioni cinematografiche: quella del 1945 diretta dal grande René Clair e altre 2 nel 1974 diretta da Peter Collison e nel 1989 diretta da Alan Birkinshaw, questa è diretta da George Pollock inglese, regista ha diretto pochi film (alcuni con protagonista Miss Marple), ma con una lunga carriera di aiuto regista.
8 persone sono invitate da un certo Mr. Owen in un castello isolato su una montagna innevata a cui si accede solamente con una lunga funivia, nel castello non trovano l'ospite, ma solamente un maggiordomo Joseph Grohmann (Mario Adorf) la moglie Elsa (Marianne Hoppe) cuoca, assunti il giorno prima da un'agenzia. Gli ospiti che tra loro non si conoscono, sono: un giudice in pensione Arthur Cannon (Wilfred Hide White), un generale a riposo John Mandrake (Leo Genn), un medico Edward Armstrong (Dennis Price), la segretaria Ann Clyde (Shirley Eaton) che non conosce Owen perché anche lei assunta il giorno prima da un'agenzia, una nota attrice Ilona Bergen (Daliah Lavi), un investigatore privato (Stanley Holloway), una pop star Mike Raven (Fabian), un ingegnere Hugh Lombard (Hugh O'Brian). Durante la cena la voce registrata di Owen li elenca tutti, rivelando per ognuno i crimini e i delitti commessi in passato e rimasti impuniti, il registratore è stato attivato inconsapevolmente da Joseph, si pensa a uno scherzo , ma Raven canticchia ubriaco una filastrocca in cui ci sono 10 piccoli indiani che ad uno ad uno muoiono e confessa il delitto commesso, giusto in un tavolo c'è un piatto di legno con nei bordi le figure in legno, di 10 indiani. Raven è il primo a morire avvelenato da un bicchiere contenete un veleno, così per la notte e il giorno seguente muoiono gli invitati e (ogni volta scompare una figurina di legno di un indiano) fino all'epilogo e alla sorpresa finale.
Il film mi è piaciuto molto, visto anni fa in TV e rivisto ora in dvd, lo ritengo superiore al film di Renè Clair che esagera nel descrivere la storia "leggermente" e quasi comicamente. La vicenda si dipana snellamente, la storia creata da Agatha Chrisie funziona perfettamente, la trama è intricata con tanti personaggi,ma il meccanismo giallo funziona anche qui in modo preciso e lineare. Ritengo che sia stata rispettata la visione morale della scrittrice che era profondamente cristiana, gli invitati confessano (salvo la Clyde) un quadro dei vari delitti i più vari dall'omicidio doloso o colposo al furto, alla menzogna, è una esposizione del male frutto del peccato originale che ha leso l'animo umano, concezione che è presente nell'opera della scrittrice; al riguardo è da ricordare circa la fede della Christie il c.d. "indulto Agatha Christie" concesso da Paolo VI all'Inghilterra nel 1969 di continuare in Inghilterra a celebrare la messa in latino, a seguito di un appello di 57 intellettuali tra cui la Christie.
Ritornando al film il soggetto è stato tradotto in modo corretto nella sceneggiatura, anche se l'ambientazione è diversa, il fatto non impinge nella storia essendo comunque gli ospiti sempre invitati in un posto isolato, in un'atmosfera di prigionieri rinchiusi come in una gabbia, perseguitati da un perfido, misterioso e onnipotente assassino che uccide inesorabilmente una persona dopo l'altra; è da notare che il finale è quello della commedia teatrale curata dalla stessa Christie diverso da quello del romanzo. Certamente il regista ha condotto con mano ferma la storia senza divagazioni, ma creando la giusta suspense nel succedersi di eventi tragici, avvalendosi di un cast di attori di tutto riguardo: 2 americani la pop star Fabian, il prestante Hugh O'Brian attore tv e cinematografico (vari Western: La lancia che uccide, La vergine della valle, Il pistolero), Daliah Lavi bellezza israeliana che ebbe negli anni '60 un decennio di popolarità (2 settimane in un'altra città, Lord Jim, 007 Casinò Royale). Soprattutto emerge la classe di alcuni attori inglesi, come: l'impareggiabile Hyde-White bravissimo attore e caratterista in molti film (Il terzo uomo, Frontiera a Nord Ovest, My Fair Lady) qui astuto e intrigante giudice, Stanley Halloway perfetto detective senza scrupoli, bravo caratterista in molte produzioni (L'incredibile avventura di Mr. Holland, Mary Poppins, Prima Vittoria), ma anchegli altri attori inglesi sono bravi: Leo Genn perfetto arrogante generale (Quo Vadis, Gli avvventurieri di Plymouth, 55 giorni a Pechino) e infine la bellissima Shirley Eaton (Goldfinger in cui intepreta la ragazza uccisa con la vernice d'oro, Sumuro) che affronta egregiamente la parte drammatica di un'innocente accusata ingiustamente.
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