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Uscito nel 1990 è un thriller drammatico tratto dal romanzo di Scott Turow, regista Alan J. Pakula, noto regista che ha diretto diversi film, specie thriller/polizieschi, alcuni di notevole succcesso (Una squillo per l'ispettore Klute, Il rapporto Pelikan, L'ombra del diavolo).
[Spoiler] New York 1989, Rusty Subich (Harrison Ford) è il vice procuratore capo distrettuale, braccio destro del procuratore capo Raymond Horgan (Brian Dennehy) che ha servito fedelmente per 12 anni, nella Procura c'è agitazione tra 10 giorni c'è l'elezione del nuovo Procuratore Capo e Horgan nei sondaggi è in svantaggio inoltre nella notte è stata uccisa trovata con la testa spaccata, una giovane assistente procuratore: Carolyn Polhemus (Greta Scacchi). Horgan affida il caso a Subich che voleva rifiutarlo, ma è stato obbligato, Subich aveva avuto una focosa relazione clandestina con la donna, che poi lo aveva mollato anche perché lo aveva utilizzato per impratichirsi del lavoro ed ha capito che non diverrebbe procuratore capo, la relazione aveva messo in crisi il matrimonio con la moglie Barbara (Bonnie Bedella) che era ancora innamorata di lui. Subich scopre che dall'ufficio di Carolyn era sparito un fascicolo "B" concernente i casi di corruzione nel settore pubblico, scopre che il fascicolo lo ha ripreso Horgan che confessa di avere avuto una relazione di 3 mesi con Carolyn nel periodo in cui era stata assunta proveniente dall'ufficio libertà vigilata del Tribunale. A farla breve è accusato dell'omicidio, anche se non ci sono prove della relazione clandestina, nell'abitazione di Carolyn è stato trovato un bicchiere con la sua impronta, inoltre è stato trovato un diaframma con pomata spermicida dal fluido si arriva al sangue di tipo A quello di Subich, che viene difeso da un bravo avvocato Sandy Stern (Raul Julià) che scopre che il Giudice che presiede il processo Larren Lyttle, anni prima in crisi per il divorzio, si era fatto corrompere da un criminale per concedere la libertà vigilata e aveva fatto da tramite Carolyn. Però non c'è bisogno di utilizzare questo caso, il bicchiere non viene più trovato, quanto al diaframma si scopre che Carolyn 6 anni prima si era fatto legare le tube, essendo sterile non poteva avere usato il diaframma; il giudice in assenza di prove revoca l'inchiesta e congeda la giuria. Colpo di scena finale: Subich scopre in cantina un martello insanguinato con i capelli biondi (Come Carolyn), la moglie confessa di averla uccisa e di avere seminato delle prove contro di lui, sperando che lui capisse che era stata lei (!) e si riavvicinasse.
Il film non mi ha molto convinto, la trama è interessante e coivolgente, la vicenda è ben costruita almeno fino al finale, il quale è veramente a sorpresa quando tutto sembrava risolto, però ci sono alcune criticità: Pakula è regista in gamba nei thriller però questo film presenta delle criticità: non c'è una tensione sufficiente la vicenda si svolge lentamente specie nella fase processuale del Tribunale, in altri termini c'è poca suspense; il grande Hitchcock riteneva che tutti i film raccontassero storie inverosimili, ma qui il il finale a sorpresa è veramente illogico non si capisce la motivazione della moglie, appare del tutto irreale quello che ha commesso, anche perché il film non approfondisce i rapporti esistenti tra i 2 coniugi. Inoltre c'è il problema della recitazione, non tutti gli attori sono altezza del personaggio che interpretano, specie Harrison Ford che per gran parte del film ha un'aria attonita, ritornando a "Hitch" questi prediligeva gli attori che si esprimevano con gli occhi e non con la mobilità facciale, purtroppo Ford rimane con gli occhi spenti per gran parte del film e non ha neppure mobilità facciale; anche Greta Scacchi si esprime con una modestissima interpretazione nella parte di una maliarda "mangia uomini" in ordine: Little, Horgan, Subich, non salva la situazione i 2 nudi che offre allo spettatore (un seno e un lato B integrale). Invece ottime le prestazioni di Brian Dennehy un stimato attore e caratterista (Rambo, Silverado, Cocoon) perfetto Procuratore cinico e carrierista (sulla politicizzazione dei P.M. ne sappiamo qualcosa anche da noi) nonché di Raul Julià nella parte di un legale astuto ma che non è scorretto. In conclusione un thriller discreto che presenta alcune criticità anche forse per una sceneggiatura non del tutto all'altezza del romanzo.
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