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Bruno Mattei

Bruno Mattei. Data di nascita 30 luglio 1931 a Roma (Italia) e muore il 21 maggio 2007 all'età di 75 anni ad Ostia (Italia).

Ha diretto più di 50 film, ma sul suo curriculum compaiono diversi lavori: regista, montatore, sceneggiatore, montatore del suono, attore, produttore, aiuto regista. Aveva cominciato da ragazzino, poi quando aveva scelto la strada del regista si era arrangiato da solo, sperimentando, ingegnandosi, appassionandosi al cinema. Tantissimo. È riduttivo dire che a 80 anni suonati si considerava ancora un giovincello, ma nel corso di tanti, intensi anni, si è applicato alla settima arte (a modo suo, magari con scenografie di cartone), ribadendo che nonostante la bassa qualità dei suoi film, tutti violenza e sesso, una lista impressionante, ciò che gli interessava non era il valore e la notorietà delle sue opere, quanto "fare semplicemente cinema". E i suoi film sono rimasti a noi, singolari lavori che non sono stati premiati neanche dal pubblico.
Bruno Mattei, nato e cresciuto a Roma, figlio di un montatore cinematografico, all'età di 20 anni, comincia a lavorare come assistente di suo padre, impegnandosi come aiuto montatore in pellicole di Sergio Grieco come Non è vero... ma ci credo (1952) e Tua per la vita (1954). Dopo aver collaborato anche con Fernando Cerchio (Lulù, 1953), arriva finalmente a fare il montatore in numerosi film di Nick Nostro (primo fra tutti Il sangue e la sfida, 1962), Roberto Bianchi Montero, Jesus Franco, Sergio Sollima, Joe D'Amato e altri autori tedeschi. Fra l'altro, si impegna anche come montatore del suono nel peplum di Guido Malatesta Maciste contro i mostri (1962).
È il 1970, quando decide di passare alla regia, esordendo con il film Armida, il dramma di una sposa, sotto il nome di Jordan B. Matthews. Particolarmente attratto da tematiche horror, si specializza in film a bassissimo budget, quasi sempre stroncati dalla critica: KZ9 - Lager di Sterminio (1977) e L'altro inferno (1980, che firma con il nome di Stefan Oblowsky). Si lancia nel genere erotico con Cuginetta... amore mio! (1976, copia carbone italiana del film francese Autista per signore) e Cicciolina amore mio (1979, sotto il nome di Jimmy B. Matheus), ma anche in pellicole che risentono fortemente dell'influenza de Il portiere di notte e Salon Kitty, come Casa privata per le Schultz Staffeln (1977) o di peccaminose storie religiose come La vera storia della monaca di Monza (1980).
Grazie alle numerose pellicole soft-core (sua ancora finanziaria di salvezza), e alla collaborazione con Claudio Fragasso (con il quale sognava di creare una piccola casa di produzione stile Hammer), dirige il suo capolavoro (se così si può dire) il film Virus (L'inferno dei morti viventi) (1980), storia di una multinazionale in Nuova Guinea che, per far fronte al problema della sovrappopolazione del Terzo Mondo, trasforma tutti in zombi antropofagi. La pellicola è firmata con il nome di Vincent Dawn, ma numerose sono anche le incursioni in altri generi come: lo spaghetti-western con À l'est du Rio Concho (1976, come Gilbert Roussel) e il documentario porno composto da Le notti porno del mondo (1977), Emmanuelle e le porno notti nel mondo n.2 (1978), Sexual Aberration - Sesso perverso (1979) e Sesso perverso, mondo violento (1980). Tripudi di sadismo, perversioni, abusi sessuali.
Ogni tanto compare anche in alcuni suoi film o in quelli dei suoi amici, per esempio per Lucio Fulci con Zombi 3 nel ruolo di un soldato. Fra l'altro, questo fu un set particolarmente controverso dato che la direzione del film doveva essere affidata solo ed esclusivamente a Fulci, il quale però, per dissidi sulla sceneggiatura, venne licenziato e il completamento della pellicola venne affidato proprio a Mattei.
Di sua unica mano, appartengono al filone erotico lesbico Caligola e Messalina (1982), a quello apparentemente "serio", invece, Emanuelle fuga dall'inferno (1983), Copgame (1988, con il nome di Bob Hunter), Belle da morire (2001) e Capriccio veneziano (2002), tutte pellicole girate in una manciata di settimane, sfruttando spesso lo stesso set e lo stesso cast artistico, nel rispetto della regola principale dei film di serie B: "produci il massimo con il minimo sforzo". Qualche escursione sul thriller si ha con Violenza in un carcere femminile (1982), Attrazione pericolosa (1993), Omicidio al telefono (1994) e Gli occhi dentro (1994), questi ultimi con l'attore (o presunto tale) Antonio Zequila. Rimasugli di peplum riemergono ancora nel 1982 con Nerone e Poppea e I magnifici gladiatori del 1983. Il ritorno all'horror si ha nel 1984 con Rats - Notte di terrore (1984, le cui scenografie sono le stesse del capolavoro C'era una volta in America di Sergio Leone), poi ancora il tardo-western con Bianco Apache (1986) e la sfida con la fantascienza con Robowar - Robot da guerra (1988) e un terribile Terminator II (1990). Dopo le pellicole d'avventura Trappola diabolica (1988) e Nato per combattere (1989), si spinge con più voga nel genere erotico con Desideri (1990) e firma persino una commedia Tre pesci, una gatta nel letto che scotta (1990). Arriva nel nuovo millennio con pellicole horror come Mondo cannibale (2003) e Nella terra dei cannibali (2005), poi però il 21 maggio 2007 viene ricoverato in un ospedale romano in seguito a dei forti dolori addominali , dopo essere andato in coma, non si è più risvegliato. È la fine del suo curriculum sterminato, composto da pochissimi titoli con il suo vero nome che vengono rammentati con un'immortale pateticità, nonostante la genuinità e la creatività che l'ha distinto.

Ultimi film

Erotico, ( - 2002), 85 min.
Drammatico, ( - 2000), 100 min.
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