| Anno | 2026 |
| Genere | Biografico |
| Produzione | Argentina |
| Durata | 35 minuti |
| Regia di | Javier van de Couter |
| Attori | Moria Casà¡n, Sofía Gala, Griselda Siciliani, Cecilia Roth, Adriana Ferrer Juan Pablo Mirabelli, Olivia Nuss, Eugenia Alonso. |
| Tag | Da vedere 2026 |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento martedì 8 settembre 2026
La vita e la carriera artistica di Ana María Casanova conosciuta come Mora Casàn, una celebrità del mondo dello spettacolo argentino.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ana Maria Casanova, detta Moria Casàn, è la regina dell'ego, della contraddizione e dell'autodeterminazione fisica e artistica in questa serie docu-fiction, che parte dal racconto del suo incontro con il teatro e dalla separazione da un violento uomo di cui è promessa sposa.
Netflix produce e distribuisce questo racconto postmoderno e dal linguaggio sincretico, trattandosi di un'autobiografia in cui la protagonista si narra attraverso la finzione del biopic in tutte le sue sfaccettature.
Gli elementi di maggior interesse sono sicuramente i continui passaggi da una forma narrativa più lineare e quasi di ricostruzione documentaristica delle tappe del successo della protagonista, ai momenti in cui esplodono coreografie da musical, con transizioni dal montaggio frenetico che riguardano una certa spregiudicatezza nell'incentrare la propria vita sul corpo, sul sesso e sull'immagine di sé da donare completamente al pubblico. Come ai nostri tempi, lo scalpore e la contraddizione, che la protagonista incarna senza colpa o alcunché da nascondere, vengono continuamente generati dall'esasperata voglia di essere sé stessi senza accontentare nessuno, in particolare nessun uomo, e la disperata ricerca di donarsi completamente, appunto anima e corpo, a qualsiasi essere ci sia davanti a sé.
Il risultato raggiunge sicuramente lo scopo di impattare fortemente l'attenzione dello spettatore, mettendolo di fronte a crisi di aspettative e di convenzioni sociali, ma anche di identità, come quella che affronta con gioia e dolore Moria.
La ballerina e attrice rappresenta così, in un racconto molto viscerale e al contempo esasperatamente estetizzante, un'icona, un simbolo di libertà che talvolta, per non dire spesso, passa soprattutto dalla privazione della libertà stessa. Uno dei più grandi e ancora attuali misteri del nostro essere umani, individui con la necessità di essere approvati socialmente. L'esempio più interessante è proprio raccontato esplicitamente dalla protagonista, che nel momento dell'ascesa sente che il pubblico ha bisogno di qualcosa di nuovo e più di ogni altra cosa lei vuole darglielo, ricorrendo così ad importanti interventi di chirurgia estetica su tutto il corpo (interventi che torneranno anche in seguito).
Oltre dunque ad una messa in discussione di valori tipici della donna di spettacolo fino a quel momento, c'è anche un racconto quasi storico e sociopolitico di come sono cambiati usi e costumi, gusti, idee sul matrimonio, sulla ricerca di una stabilità basata sul predominio maschile e sull'intrattenimento come semplice linguaggio di base, che si sviluppa molto attraverso la televisione e lo stimolo di istinti primordiali. Anche qui, dunque, tutto molto controverso e discutibile, non per questo poco interessante o facilmente giudicabile.
Irriverenza, totale espressione, contraddizione e dedizione verso il pubblico. Questa è Moria.
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