| Titolo originale | The Better Sister |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, Thriller |
| Produzione | USA |
| Regia di | Leslie Hope, Azazel Jacobs, Craig Gillespie |
| Attori | Elizabeth Banks, Jessica Biel, Kim Dickens, Matthew Modine, Gloria Reuben Corey Stoll, Lorraine Toussaint, Michael Harney, Frederick Weller, Bobby Naderi, Gabriel Sloyer, Katie Kreisler, Maxwell Acee Donovan, Paul Sparks, Janel Moloney, Giullian Yao Gioiello, Hale Lytle, Iliana Garcia, Guy Messenger, Alex Anagnostidis, Swanmy Sampaio, Ethan Herschenfeld, John Palacio, Jackie Martling, Donna Glaesener. |
| MYmonetro | Valutazione: 1,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
|
|
Ultimo aggiornamento giovedì 29 maggio 2025
La serie è basata sul libro dell'autrice di bestseller Alafair Burke e racconta di tutte quelle cose orribili capaci di allontanare due sorelle e, alla fine, di farle riavvicinare. La serie ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award,
|
CONSIGLIATO NO
|
Chloe e Nicky Taylor sono due sorelle profondamente diverse per stile di vita, temperamento e scelte morali: la prima (Jessica Biel), impeccabile nell'aspetto e nel controllo, incarna una perfezione costruita sulla rimozione; la seconda (Elizabeth Banks) è invece impulsiva, disordinata, incline al disastro, ma capace di autentici slanci emotivi. Le due si trovano improvvisamente costrette a riannodare i fili di un rapporto spezzato da anni di rancori, incomprensioni e segreti, in seguito all'omicidio del marito di Chloe, Adam (Corey Stoll).
Adattamento del romanzo "The Better Sister" di Alafair Burke, Sorelle sbagliate si muove con disinvoltura tra i territori del crime, del drama familiare e del legal thriller.
La serie, disponibile su Prime Video e articolata in otto episodi, vede le due attrici co-protagoniste anche in veste di produttrici esecutive e contrappone l'affermata caporedattrice di una rivista di successo, Chloe, a Nicky, ex alcolista dal passato turbolento e il volto segnato da una vita ai margini. Il tutto è complicato da una figura maschile centrale: Adam, vittima del racconto e marito di Chloe, ma anche ex compagno di Nicky e padre biologico di Ethan, adolescente problematico cresciuto sotto la tutela della zia, madre adottiva che lo ha strappato a quella naturale in nome di una stabilità solo apparente.
Già da questa descrizione è evidente come il cuore pulsante della serie non risieda tanto nel mistero sull'identità dell'assassino, quanto nell'indagine emotiva e relazionale tra due donne che si sono allontanate nel tentativo, opposto, di sopravvivere ai traumi condivisi. Entrambe figure ambigue, vittime e carnefici in egual misura, la loro interazione restituisce il conflitto profondo tra apparenze e verità. Ma la storia è tutt'altro che complicata, anzi: quelle che avrebbero potuto essere ottime premesse di approfondimento - il rapporto tra sorelle, quello tra madre biologica e adottiva, il ruolo materno - vengono sistematicamente accantonate per concentrarsi su un polo attrattivo (e maggiormente vendibile): l'uomo.
Sorelle sbagliate è, innanzitutto, una serie che, in piena inflazione di prodotti seriali in streaming, torna prepotentemente a modelli produttivi che ricalcano le strategie e le modalità della televisione tradizionale, riproponendo qui schemi narrativi tipici del TV movie americano, sebbene in formato seriale: una narrazione semplice, lineare, ma soprattutto pericolosamente stereotipata, pensata per garantire un facile accesso (e una altrettanto facile uscita) allo spettatore generalista.
Non a caso, il racconto si apre come un classico whodunit: Chloe trova Adam morto nel salotto della loro casa, pugnalato dopo una serata di gala. Le indagini, guidate dalla detective Nancy Guidry (Kim Dickens), conducono rapidamente all'arresto di Ethan, ma il ritorno in scena di Nicky introduce dubbi, costringe tutti i personaggi a confrontarsi con colpe, omissioni e rivelazioni scomode, complicando l'intreccio all'inverosimile. Il passaggio dal mystery al procedural legale viene così forzato per condurci a udienze in tribunale che si trascinano tra cliché e colpi di scena prevedibili, fino a una risoluzione finale necessaria.
Come in un classico film per la TV, gli elementi di tensione vengono mescolati all'approfondimento psicologico, con un risultato diseguale: la dinamica tra le due sorelle viene compromessa dal contorno investigativo, popolato da personaggi secondari dimenticabili e da sottotrame che non aggiungono nulla di significativo alla vicenda principale.
La serie appartiene a quella categoria di adattamenti letterari che funzionano meglio nel ritrarre i legami familiari che nell'intessere una trama gialla. Se da un lato il confronto tra sorelle rappresenta il vero cuore pulsante del racconto, dall'altro il mistero dell'omicidio perde mordente episodio dopo episodio. E in questo pasticcio, centrale - appunto - emerge la figura dell'uomo, punto di riferimento costante di un racconto di donne che parlano di uomini. Una scelta narrativa che, purtroppo, riduce le protagoniste a ruoli reattivi rispetto all'azione maschile, ostacolando ogni reale emancipazione del loro punto di vista. In un prodotto che si presenta come storia di donne e sorelle, la loro agency rimane subordinata a un universo maschile che continua a definire senso e direzione degli eventi. Così facendo, la rappresentazione femminile finisce per risultare piuttosto convenzionale.
Un altro dramma patinato che promette più di quanto riesca a mantenere e che, nel tentativo di bilanciare elementi familiari e thriller, finisce per ricalcare schemi narrativi del passato, offrendo un prodotto accessibile, ma privo di quella radicalità o originalità necessarie per distinguersi davvero. Guardabile, e facilmente dimenticabile.