| Anno | 2025 |
| Genere | Azione, |
| Produzione | USA |
| Durata | 103 minuti |
| Regia di | Potsy Ponciroli |
| Attori | Alan Ritchson, Shailene Woodley, Pablo Schreiber, Ben Foster, Lionel Boyce Ben McKenzie, Amer Chadha-Patel, Rafael Cebrián, Peter Epstein, Dominic Bogart, Scott Vogel, Oleg Prudius, Iván Amaro Bullón, Mister Fitzgerald, James Blake Carrington, Elliott Mayer, Vivia Font. |
| Distribuzione | Vertice360 |
| MYmonetro | 1,84 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento domenica 31 agosto 2025
Un uomo pianifica la propria vendetta dopo esser stato mandato in galera ingiustamente.
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CONSIGLIATO NO
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Nella Detroit di fine anni settanta, John Miller cerca di affrancarsi da un passato fatto di giri di droga e ambienti criminali. Sembra riuscirci grazie anche all'incontro con Sophia, una cameriera che gli ruba il cuore e con la quale l'uomo vorrebbe sposarsi. Ma Reynolds, il trafficante da cui l'ha difesa una sera nel vicolo dietro a un locale, non ha intenzione di farsi da parte e incastra Miller con l'aiuto di un poliziotto corrotto, condannandolo a venticinque anni di carcere e riprendendosi la donna. Dall'interno di una cella, Miller inizia a progettare il suo piano di vendetta.
Dimenticabile action in salsa anni settanta, la terza regia di Potsy Ponciroli riprende l'essenzialità violenta del suo esordio, Old Henry, che era un western crepuscolare senza tanti fronzoli ma non privo di una sua dignità.
Stavolta però - dopo l'intermezzo della commedia con Greedy People - il regista si lega mani e piedi al gimmick di una storia raccontata interamente senza dialoghi, affidandosi al posto loro a una ricca playlist musicale di sottofondo e ai ralenti diffusi.
Peccato che nell'entusiasmo della trovata formale, gestita in modo peraltro non malvagio a livello filmico, ci si sia dimenticati di tutto il resto: è vero che i dialoghi in un film di genere sono spesso triti e ritriti, ma nel silenzio della loro assenza si amplifica enormemente il vuoto di una vicenda che vive di cliché, ultraviolenza e poco altro.
L'energumeno riformato e incastrato (l'Alan Ritchson che ha trovato un certo successo con la serie di Reacher ma che ha bisogno di personaggi in grado di corrispondere alla sua taglia, non di scomparirgli dentro), lo sbirro corrotto, il boss malvagio (uno spreco di buoni caratteristi come Schreiber e Foster) sono tutti personaggi dal piattume che diventa purtroppo risibile.
Ancora peggiore è il classico ruolo femminile che riduce Shailene Woodley a essere letteralmente strattonata via da un uomo all'altro, e poi viceversa. Il tutto in nome di un'idea che non è nemmeno originale rispetto al periodo; il fatto che Ponciroli sia riuscito a fare un Silent night migliore di Silent night dice però più sul tardo periodo di carriera di John Woo che sui propri meriti.
Storia trita e ritrita, personaggi tagliati con l'accetta, questo film sembra non meritare molte parole se non si considera che gli autori lo hanno preso come un divertissement: e se facessimo un film d'azione molto adrenalinico senza nessun dialogo, visto che spesso in quei film i dialoghi sono men che mediocri? L'operazone è divertente e ben fatta tecnicamente e, tutto sommato, [...] Vai alla recensione »
Ancora una volta, dopo il western Old Henry presentato a Venezia 2021, a sparigliare le carte di una programmazione veneziana inevitabilmente seriosa e a volte un po' faticosa ci pensa Potsy Ponciroli, regista a stelle e strisce che si diverte a plasmare i generi, cercando declinazioni magari non nuove ma quantomeno inusuali. Ed è proprio questo il caso del poliziesco neonoir Motor City, quasi del [...] Vai alla recensione »
"I love you!", "I loved her", "I still do" sono le uniche tre linee di dialogo di questo Motor City. Il nuovo film di Potsy Ponciroli, infatti, propone un orizzonte narrativo talmente tanto stereotipato e inscritto nell'immaginario del cinema hollywoodiano da permettersi di omettere qualsiasi orpello verbale salvaguardando la piena comprensione della storia.
Un breve prologo (capiremo presto che sarà anche il primo epilogo) di cafonaggine inaudita - un omone getta dal tetto di un hotel un corpo moribondo senza gamba sopra al cofano di un'auto in corsa, con conseguente tamponamento e immancabile intruppata all'idrante che si tramuta in geyser - ci introduce al nuovo film di Potsy Ponciroli, Motor City, action ospitato in Venezia Spotlight alla 82° Mostra, [...] Vai alla recensione »