| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 83 minuti |
| Regia di | Karen Di Porto |
| Attori | Ricky Memphis, Denise Tantucci, Liliana Fiorelli, Nico Di Renzo, Fabrizio Nardi (II) Bianca Nappi, Cyro Rossi, Nino Frassica, Urbano Barberini, Emanuela Fresi, Bruno Pavoncello, Andrea Planamente. |
| Uscita | giovedì 11 giugno 2026 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Europictures |
| MYmonetro | 3,44 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 13 giugno 2026
La storia di un personaggio che è il simbolo di un'epoca perduta di sogni, fallimenti, mirabile arte di arrangiarsi. In Italia al Box Office Il grande Boccia ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 5,1 mila euro e 3,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Tanio Boccia, definito 'il peggior regista del cinema italiano', viene colto nell'anno 1964 dove riesce a girare, praticamente in contemporanea, quattro film che non avranno successo perché le sale verranno dominate da un film del tutto nuovo come concezione e realizzazione: Per un pugno di dollari.
Karen Di Porto realizza un film in cui si avverte tutta la tenerezza verso un'epoca che non ha vissuto ma che sa come portare sullo schermo.
Alla sceneggiatura di questo film hanno lavorato due professionisti (uno dei quali con più di 50 script alle spalle) come Massimo Gaudioso e Andrea Tufo. È però indispensabile per la riuscita di un film che una sceneggiatura (anche la migliore) trovi alla regia chi ne sappia interpretare anche nei dettagli lo spirito. È ciò che accade con Karen Di Porto che sa cogliere fin nei minimi particolari il 'clima' di quel fare cinema che non era solo di Boccia. Gli stessi Franchi e Ingrassia in quel 1964 girarono più di 20 film.
Già il titolo, che echeggia quello del coheniano Il grande Lebowski, ci immette in un'atmosfera "larger than life" e quella di Boccia in fondo lo è stata. Lo stesso Sergio Leone affermava che facesse dei miracoli. I quali consistevano nell'arte dell'arrangiarsi sfruttando dei filoni (quello dei cosiddetti 'sandaloni' per i più raffinati tradotto in 'peplum' e quello avventuroso caricato di retorica) con titoli che avevano talvolta un che di surreale, così come le trame che nascevano lungo la lavorazione.
Stiamo parlando de Il dominatore del deserto, I predoni della steppa, La valle dell'eco tonante e, soprattutto, di Maciste alla corte dello Zar nel quale recita, nel ruolo di Sonia, una giovane Ombretta Colli (presente anche ne I predoni della steppa) che avrà modo di mostrare successivamente il suo valore diretta da Petri, Magni e Scola. Un suo dialogo può dare un'idea degli script di Boccia: Sonia: "Portami con te, ti prego". Maciste: "Non può essere, Sonia. La mia vita è difficile. Piena di pericoli. Ti amo ma non posso chiederti di fare questo sacrificio". Sonia: "Non importa. Condividerei qualsiasi cosa con te". Maciste: "Va bene. Vieni. "
Ricky Memphis regala al suo personaggio un'interpretazione che crea il giusto mix tra cialtronaggine creativa, tenerezza e fiducia nei propri mezzi che Boccia doveva necessariamente avere per portare a termine i suoi progetti.
Quello che oggi si realizza con un click su una tastiera all'epoca necessitava, soprattutto in carenza di budget, di improvvisazione e del fare appunto di necessità virtù. La scena del piano sequenza è estremamente efficace nel restituire esattamente quel 'fare cinema' di cui Karen Di Porto sa padroneggiare la narrazione.
La storia del cinema italiano conserva, accanto ai nomi consacrati e alle opere entrate nel canone, una zona più polverosa, febbrile, quasi clandestina, fatta di teatri di posa attraversati in fretta, conti non pagati, scenografie riciclate, comparse convocate all'ultimo momento, cavalli presi in prestito, costumi troppo larghi e sogni sistematicamente più grandi del denaro disponibile.