| Titolo originale | Sinners |
| Anno | 2025 |
| Genere | Horror, Azione, Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 137 minuti |
| Al cinema | 26 sale cinematografiche |
| Regia di | Ryan Coogler |
| Attori | Michael B. Jordan, Hailee Steinfeld, Miles Caton, Jack O'Connell (II), Wunmi Mosaku Jayme Lawson, Omar Benson Miller, Delroy Lindo, Lola Kirke, Li Jun Li (II), Deneen Tyler, Christian Robinson (II), Theodus Crane, Gralen Bryant Banks, Buddy Guy, Ricardo Vargas (II), Michael A. Newcomer, Jermaine McTizic, Aadyn Encalarde, Saul Williams, Andrene Ward-Hammond, Tenaj L. Jackson, David Maldonado, Sam Malone, Nathaniel Arcand, Nicoye Banks. |
| Uscita | giovedì 17 aprile 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 3,44 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 24 aprile 2025
Cercando di lasciarsi alle spalle le loro vite travagliate, due fratelli gemelli tornano nella loro città natale alla ricerca di un nuovo inizio. Il film ha ottenuto 15 candidature a Premi Oscar, 7 candidature e vinto 2 Golden Globes, 13 candidature e vinto 3 BAFTA, Il film è stato premiato a National Board, 17 candidature e vinto 4 Critics Choice Award, 1 candidatura a Writers Guild Awards, 1 candidatura a Directors Guild, 2 candidature a CDG Awards, 1 candidatura a Producers Guild, a AFI Awards, 5 candidature a The Actor Awards, I peccatori è 29° in classifica al Box Office. lunedì 2 marzo ha incassato € 3.192,00 e registrato 169.372 presenze.
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CONSIGLIATO SÌ
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Smoke e Stack sono due fratelli che pur di lasciare il Mississippi hanno affrontato le trincee europee della Grande Guerra e hanno cercato di farsi strada nella malavita di Chicago. Tornati nella regione natia con un discreto bottino e con abbondanti alcolici, comprano da un uomo - sospettato di far parte del klan - un edificio che vogliono trasformare in un locale di musica e gioco per la popolazione nera della zona. Si affidano al cugino Sammie, un prodigio con la chitarra, inoltre reclutano il musicista Delta Slim e trovano l'aiuto anche di alcuni immigrati cinesi. La festa notturna innesca una gioia contagiosa, ma presto si avvicinano tre bianchi che chiedono di poter entrare in modo molto insistente. Sarà presto chiaro che i tre non sono quello che sembrano...
Una blues-folk-rock opera che slitta verso l'horror e l'azione, con un accompagnamento musicale sempre più marcato. Ryan Coogler firma insieme al musicista Ludwig Göransson il suo film più originale.
Fieramente di genere, ma un piglio molto personale, che per altro si distanzia dalle mode del momento (ossia il "realismo isterico" e il surreale di marca A24), I peccatori è un crescendo incessante di musiche che si incontrano, si scontrano, e si fondono ai suoni dell'azione violenta così come al ballo dei corpi. Corpi che esibiscono una spiccata sensualità, così come le parole usate nel descrivere il sesso sono spudoratamente esplicite, dando al film una carnalità quasi tangibile, che ne giustifica il titolo. I peccatori si oppongono infatti a una chiesa che li vuole castigati e obbedienti, docili come piace ai padroni delle terre ai tempi del segregazionismo, delle leggi "Jim Crow". È a loro che risponde come un grido di ribellione la gioia di "peccare": di ballare, di cercare piacere in modi che non hanno a che fare con la riproduzione, di giocare, di bere e via dicendo, perché implicitamente il vero inferno è già lì sulla Terra, tra le piantagioni di cotone, la persecuzione e la miseria.
Che il film prenda uno sviluppo sovrannaturale non è uno spoiler, viene anzi annunciato già nel prologo, dedicato alle leggende di varie popoli dove la musica ha un potere trascendentale ma può pure attirare i demoni. E la musica accoglie generi inattesi: inizia e si chiude sul blues ma in mezzo è attraversata da altre sonorità e quelle nere si trovano assediate prima da canti irlandesi e poi da una sorta di metal sinfonico. Una scelta tanto sfacciata e sorprendente quanto energica e originale. La regia e il montaggio danzano a ritmi a volte placidamente insidiosi e spesso invece forsennati o irruenti, in un assedio che più volte viene fragorosamente interrotto prima del faccia a faccia finale. La musica non si spegne nemmeno quando iniziano i titoli di coda, che anzi danno solo il via al vero epilogo del film. Sarebbe un crimine raccontarlo, quindi ci limitiamo a dire che se da una parte può essere un eccesso didascalico - quasi Coogler volesse chiarire in modo del tutto esplicito il senso del suo film - dall'altra è però un colpo di coda. Riscrive quel che poteva passare per una risoluzione convenzionale sui toni, ancora una volta, di un dolente blues.
Coogler si avvale di un ottimo cast, spesso chiamato a performance canore o di danza. Tanto che non è la doppia performance di Michael B. Jordan (interpreta i due gemelli) a emergere, ma sono soprattutto l'esordiente Miles Caton, la nemesi Jack O'Connell e, in una scena di ballo indimenticabile, Jayme Lawson. Ha una forte presenza anche Wunmi Mosaku, black mama in contatto con gli spiriti e interesse romantico fuori dalle convenzioni per uno dei due gemelli Jordan. Più sexy che mai è poi Hailee Steinfeld, in controcasting rispetto ai ruoli cui ci aveva abituato di teenager deliziosamente a modo, in un film come Bumblebee e nelle serie Dickinson e Hawkeye. Michael B. Jordan ha soprattutto il merito di saper rendere facilmente distinguibile per la mimica facciale e del corpo i due gemelli Stack e Smoke: un'impresa non trascurabile. Che ciò nonostante siano gli altri a rubargli spesso la scena, non fa che testimoniare il valore di un cast in stato di grazia.
Quando un giorno si studierà la fine dell'impero americano, le ultime stagioni degli Oscar verranno citate (e neppure analizzate, perché sarebbe dedicargli pure troppo impegno) come evidenti espressioni di una decadenza rabbiosa, virulenta, gratificata dall'incapacità di mettere insieme un discorso, un racconto, qualsiasi retaggio di quella che un tempo arcaico si chiamava [...] Vai alla recensione »
Al crocevia fra l'autore che cerca di esprimere un punto di vista personale con le proprie opere e l'abile regista di mestiere che accetta di confrontarsi con i filoni più in voga del mercato si pone la parabola di Ryan Coogler. Alla luce di questo nuovo I peccatori, si fa infatti più urgente rivedere la sua produzione, i Creed e i due Black Panther, come operazioni di mimesi con cui entrare nel sistema [...] Vai alla recensione »