| Titolo originale | Karavan |
| Titolo internazionale | Caravan |
| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Repubblica Ceca, Slovacchia, Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Zuzana Kirchnerová |
| Attori | Anna Gaislerová, David Vostrcil, Juliana Ol'hovà, Jana Plodková, Anna Geislerová Mario Russo (II), Giandomenico Cupaiuolo, Michele Abbondanza, Stefano Cenci, Lea Cirianni, Oscar de Summa, Lady Maru, Maicol Converso. |
| Uscita | giovedì 7 agosto 2025 |
| Tag | Da vedere 2025 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | 3,25 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 gennaio 2026
Un road movie intimo e poetico sul desiderio di libertà, sulle forme imperfette dell'amore, e sulla fatica ma anche la necessità di smettere di sopravvivere e cominciare a vivere. In Italia al Box Office Caravan ha incassato nelle prime 8 settimane di programmazione 5,7 mila euro e 1,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ester, una donna ceca di circa 45 anni, si è occupata per gran parte della sua vita del figlio adolescente David, affetto da disabilità mentale, che non può parlare e ha bisogno di continue attenzioni. La donna è molto legata al ragazzo ma è ormai esausta. Per le vacanze estive viene invitata da alcuni amici in Italia ma il comportamento di David crea numerosi problemi. Dopo l'ennesimo crollo nervoso del ragazzo, la tensione aumenta e le viene chiesto di dormire in una vecchia roulotte parcheggiata in giardino. Per lei è troppo. Non vuole più sentirsi un peso per gli altri. Reagisce così d'impulso, mette in moto il camper e parte assieme al figlio verso il sud del paese. Durante il viaggio il loro destino s'incrocia con quello di Zuza, una ragazza senza fissa dimora che si unisce a loro. E, giunti in Calabria, per la prima volta Ester pensa che la sua vita e quella del figlio possa essere migliore.
C'è un istinto di fuga, di ribellione in Caravan, debutto nel lungometraggio della cineasta ceca Zuzana Kirchnerová che è stato presentato al 78° Festival di Cannes nella sezione Un certain regard.
Si vede nel modo in cui viene inquadrato il paesaggio di questo anomalo e coinvolgente 'viaggio in Italia'. È un film on the road pieno di interruzioni, volontariamente frammentato, ma autentico in un realismo intimo che sottrae il peso della scrittura e sembra girato come se la cineasta avesse in mano una telecamera e filmasse casualmente i momenti più importanti e intensi di un vagabondaggio libero e selvaggio.
Uno dei film di riferimento dichiarati per Zuzana Kirchnerová è Senza tetto né legge di Agnès Varda con cui condivide questo inquieto nomadismo e la mancanza di una destinazione precisa. Come nel caso di Monà (interpretata da Sandrine Bonnaire), anche Caravan fa avvertire sulla pelle il disagio, l'oppressione, la ricerca disperata/sognata di un'esistenza diversa della protagonista. Parte come un film di famiglia basato sull'esperienza diretta della cineasta; quando lo ha scritto infatti, era una madre single di due figli, uno dei quali disabile e aveva un desiderio irrefrenabile di scappare, anche soltanto per respirare.
Quella è stata proprio la base di Caravan che sottolinea principalmente il contrastato rapporto madre-figlio. Da una parte c'è il suo amore incondizionato, dall'altro le difficoltà e il disagio che provoca la sua presenza a cominciare dalla crisi di David a casa di amici. Non amplifica il suo comportamento. Mostra piuttosto i dettagli e le conseguenze delle sue azioni come le schegge di vetro sul piede di una bambina.
Nelle inquadrature strette tra madre e figlio, Kirchnerová mostra questo senso di oppressione. Poi gli orizzonti si aprono e il film respira maggiormente proprio nel corso del viaggio e culmina in una scena di sesso fisicamente liberatoria.
In un approccio quasi semi-documentaristico e supportato dalla convincente prova di Anna Gaislerová nei panni di Ester, Caravan mette a fuoco il peso degli obblighi ma anche l'intensità dei legami familiari che la cineasta aveva già affrontato in Bába, primo premio della Cinéfondation al Festival di Cannes del 2009. Talvolta è tentato da virate simboliche forse anche evitabili (il mare, i vetri, l'arcobaleno), ma nel suo fragile equilibrio c'è anche la forza di un dramma umanista che riesce a toccare le corde giuste.
Il film tratta un argomento delicato,molto scomodo e fuori dalla logica spensierata del godiamoci la vita.I personaggi sono diversi per ruolo e carattere,si assomigliano tutti per i dubbi e la difficoltà a creare legami solidi.L'unica che riesce ad uscire dalla inconsistenza dei legami è la madre che trae energia dal suo ruolo.Film interessante che non si dimentica.
Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2025, Caravan è un esordio che, come accaduto per il recentemente distribuito Shayda di Noora Niasari, elabora uno spunto autobiografico (la regista, Zuzana Kirchnerová, è realmente madre di un ragazzo con disabilità intellettiva) e vi costruisce un'impalcatura estetica basata su una narrazione a maglie larghe e uno stile che innerva [...] Vai alla recensione »