| Anno | 2025 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Giappone |
| Regia di | Hideo Jojo |
| MYmonetro | Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 25 aprile 2025
Un timido assistente sociale si innamora di una ragazza madre dal passato oscuro ed entra in un vero incubo.
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CONSIGLIATO SÌ
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Il timido Sasaki lavora come assistente sociale e ogni giorno visita presunti malati che richiedono il sussidio statale nonostante l'alta probabilità che stiano fingendo. Nel suo ufficio ci sono la collega Miyata, che lo invita a smascherare i bugiardi, e il losco Takano, che richiede prestazioni sessuali alla madre single Aimi, in cambio naturalmente del sussidio. Coinvolto suo malgrado da Miyata nel tentativo di far licenziare Takano, Sasaki conosce Aimi e poco alla volta entra nella sua vita e nella complessa relazione che lega la donna a un boss mafioso e a una sua ex collega in un hostess club. Nel caldo torrido di un'estate giapponese, l'esistenza di Sasaki diventerà una vera e propria discesa agli inferi.
A partire dall'immagine di un piede che schiaccia una cicala morta, il thriller di Jojo Hideo ridefinisce il modo in cui il cinema giapponese racconta l'estate, portando letteralmente alla luce del sole gli oscuri risvolti di una possibile storia d'amore.
Il protagonista Sasaki è il classico uomo medio giapponese, aria anonima, ordinario nel vestire, sudato per via del calore, ligio al dovere e alle regole imposte dal suo lavoro, naturalmente incapace di imporsi sugli altri, dai clienti ai colleghi.
I personaggi che gli ruotano attorno, dalla perspicace Miyata al corrotto Takano fino all'oscura Aimi e ai piccoli mafiosi che lo tormentano, esprimono ciò che per lui non è naturale, a cominciare ovviamente dalla capacità di confessare il suo amore per Aimi e la sua bambina fino all'espressione di una rabbia violenta che nel finale assume dimensioni parossistiche.
Dal sole a picco della prima sequenza, come se ci si trovasse in un neo-noir americano anni '90, si passa alla simbolica pioggia torrenziale del pre-finale, con l'esplosione di tutta l'energia repressa nelle quasi due ore di film.
La tensione in A Bad Summer, in realtà, è già tutta nelle sequenze iniziali, con l'umile Sasaki costretto ad avere a che fare con un cliente truffatore, il laido Takano che approfitta di Aimi e la stessa ragazza (interpretata dalla giovane star Kawai Yuumi), bellissima e imperscrutabile, disposta a subire passivamente le attenzioni dell'assistente sociale e degli ex datori di lavoro: gli elementi di un noir sudato e malsano ci sono già tutti, come poi diventerà sempre più evidente nel corso del film, con i tanti personaggi tutti coinvolti nella vicenda e chiamati a raccolta nel luogo centrale del racconto (la casa di Aimi), fino all'inevitabile risoluzione finale.
Regista esperto nel rielaborare il genere (come nel dramma adolescenziale On the Edge of Their Seats e nel mélo Love Nonetheless), e in passato anche autore di film per adulti, Jojo Hideo è abile soprattutto nello sfruttare le atmosfere malsane del suo film, che si impongono proprio per la loro evidenza e per l'insistenza della messinscena (sono tanti, ad esempio, i piani d'ambientazione che sottolineano il clima soffocante, il sudore, la luce abbagliante).
Mossi, insomma, come in un noir, da forze superiori alle loro volontà, i protagonisti di A Bad Summer trovano nell'ambiente che li contiene e li inghiotte - e qui invece è il caso di dire, come in un melodramma - il riflesso del loro mondo interiore, trovando ciascuno una traiettoria di salvezza o annientamento. Allo spettatore non resta che seguire una deriva già scritta, prevista, prevedibile, e innegabilmente efficace.
Il timido Sasaki lavora come assistente sociale e ogni giorno visita presunti malati che richiedono il sussidio statale nonostante l’alta probabilità che stiano fingendo. Quando conosce e si innamora di Aimi, legata a un boss mafioso, l’esistenza di Sasaki diventerà una vera e propria discesa agli inferi.
A partire dall’immagine di un piede che schiaccia una cicala morta, il thriller di Jojo Hideo ridefinisce il modo in cui il cinema giapponese racconta l’estate, portando letteralmente alla luce del sole gli oscuri risvolti di una possibile storia d’amore. Dal sole a picco della prima sequenza, come se ci si trovasse in un neo-noir americano anni ’90, si passa alla simbolica pioggia torrenziale del pre-finale, con l’esplosione di tutta l’energia repressa nelle quasi due ore di film.
Mossi, insomma, come in un noir, da forze superiori alle loro volontà, i protagonisti di A Bad Summer trovano nell’ambiente che li contiene e li inghiotte il riflesso del loro mondo interiore, trovando ciascuno una traiettoria di salvezza o annientamento. Allo spettatore non resta che seguire una deriva già scritta, prevista, prevedibile, e innegabilmente efficace.