| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Svezia |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Daniel Espinosa |
| Attori | Meninet Abraha, Hilyam Weldemichael, Claudia Potenza, Luca Massaro, Emanuele Vicorito Pino Torcasio. |
| Uscita | giovedì 18 luglio 2024 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Europictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,20 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 16 luglio 2024
Almaz in Libia era conosciuta come la spietata Madame Luna. Giunta in Italia potrà riscattare il proprio passato. In Italia al Box Office Madame Luna ha incassato 17,2 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Una giovane donna eritrea giunge in Calabria con un gruppo di migranti. Parla molte lingue ed è abile nel sottrarsi ai controlli più stretti. Si chiama Almaz ma una ragazzina, Eli, la conosce con un altro e ben più temibile nome: Madame Luna. Era colei che in Libia teneva sotto controllo le vite di coloro che cercavano di raggiungere l'Europa. Ora è in Italia a condividerne la sorte. Ma ha gli strumenti per emergere e tornare ad opprimere i propri simili. Fino a quando?
Uno sguardo esterno ci mostra ciò che la civile Italia finge di non conoscere.
Ci voleva un regista svedese per raccontare lo sfruttamento dei migranti clandestini in Italia nei campi e nell'edilizia, proponendoci un personaggio femminile sfaccettato in un film che esce a pochi giorni di distanza dalla tragedia dell'orrore che ha visto un immigrato indiano morire privo di soccorsi affinché non si andasse a perseguire chi lo teneva in una condizione lavorativa peggiore della schiavitù. Gli 'invisibili', così vengono definiti, sono tali per chi nega l'evidenza.
Espinosa ne mette a nudo l'esistenza e lo fa senza fare sconti a nessuno. A partire da quelli che, prendendo a prestito il termine dal secondo conflitto mondiale, operano come collaborazionisti. Almaz è eritrea, parla italiano, inglese, francese e alcune lingue africane. Ha quindi la possibilità di farsi strada anche in Italia dopo essere stata costretta a lasciare la Libia (ne scopriremo a un certo punto la ragione). La criminalità organizzata, con meccanismi abili nello sfruttare gli stanziamenti statali a proprio vantaggio, la ingaggia e la inserisce nel suo mondo in cui servono braccia da sfruttare e nient'altro di più.
Il regista è molto abile nel pedinare la sua protagonista togliendo progressivamente e in modo mirato i veli che occultano il suo presente e il suo recente passato. Almaz diventa passo dopo passo, scena dopo scena, inquadratura dopo inquadratura, la spietata Madame Luna che la giovane Eli ben conosce ma della quale finisce per avere bisogno.
Ai maschi in questo film sono affidati i ruoli più grezzi, quelli che implicano l'uso dell'intimidazione, siano essi poliziotti o malviventi. Le donne stanno al centro della narrazione e, da un certo punto in poi, alle due protagoniste si aggiunge Nunzia, vero boss della criminalità che sfrutta la manovalanza ed è attratta dalla personalità di Almaz che vede come molto simile a se stessa. Espinosa, grazie all'intreccio delle loro vite, può tornare a riflettere su un tema che lo tocca anche sul piano personale: è possibile la redenzione? Può chi si è macchiato di gravi crimini trovare nel proprio intimo quel barlume di umanità che gli consenta di compiere il primo passo verso una vita vissuta in modo diverso? Grazie alla grande versatilità espressiva di Meninet Abraha riesce a porci il quesito in maniera credibile senza cadere mai nella lettura retorica di una possibile conversione. Madame Luna e il suo agire non possono essere cancellati ma Almaz potrebbe forse riuscire a tornare quella di un tempo ulteriormente anteriore. Ma non è facile.
Ci si attenderebbe un altro film con, sullo sfondo, un'altra drammatica storia di immigrazione, tutta da raccontare tra approdi calabresi e tragedie personali, solitudine e maltrattamenti. Ma questo film, nato da una coproduzione a più voci che vede insieme capitali svedesi, lussemburghesi, americani e soldi pubblici delle locali Film Commission calabrese e siciliana, sa sorprendere raccontando un'altra [...] Vai alla recensione »