| Titolo originale | The Offering |
| Anno | 2023 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Oliver Park (I) |
| Attori | Nick Blood, Emm Wiseman, Allan Corduner, Paul Kaye, Jodie Jacobs Daniel Ben Zenou, Jonathan Yunger, Velizar Binev, Nathan Cooper, Yonko Dimitrov. |
| Uscita | giovedì 23 febbraio 2023 |
| Distribuzione | Vertice360 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,53 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 21 febbraio 2023
Il figlio del direttore di un obitorio chassidico torna nella casa di famiglia insieme alla moglie incinta. Il suo obiettivo è quello di riconciliarsi con il padre. In Italia al Box Office The Offering ha incassato 329 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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L'anziano Yosille, profondamente turbato per la scomparsa della moglie, approfondisce le sue conoscenze esoteriche e tenta l'evocazione di uno spirito che riporti in vita la consorte. Ma qualcosa va storto e Yosille si uccide con un pugnale per cercare di evitare guai peggiori. Arthur, accompagnato dalla moglie incinta Claire, torna nella casa di famiglia per ritrovare l'anziano padre Saul e riallacciare i rapporti, chiusi in modo turbolento.
Saul è contento di rivedere il figlio e accoglie con calore anche la nuora. Heimish, collaboratore di Saul (che gestisce in casa un'agenzia di onoranze funebri), è più sospettoso sulle reali intenzioni di Arthur. Quando scopre che Arthur è in gravi difficoltà economiche ed è venuto soprattutto per indurre il padre a mettere la propria casa a garanzia di un prestito, Heimish lo rivela a Saul turbandolo profondamente. Ma c'è qualcosa di peggio: nel locale delle pompe funebri di casa c'è il cadavere di Yosille e lo spirito maligno che ha evocato non lo ha abbandonato.
Cupo e oscuro, immerso nei densi umori della tradizione e nelle tenebre di demoni antichissimi, il film trova la sua forza principale nella suggestiva ambientazione all'interno della comunità ebraica, che fornisce un supporto importante di originalità e credibilità, come già nel recente The Vigil.
La lunga fase preparatoria e descrittiva che ci conduce dentro il particolare ambiente - la casa di famiglia, in sostanza - nel quale il protagonista rientra accompagnato da una moglie non ebrea (e quindi in sostanza estranea, ma non ostile né osteggiata) è condotta con attenzione e cura per i dettagli e per l'approfondimento di psicologie e personaggi. Il rapporto conflittuale tra Arthur e suo padre è descritto senza abuso di luoghi comuni, ma con un buon equilibrio che distribuisce in modo credibile torti e ragioni e manifesta le buone intenzioni di ciascuno, minate però dalla reticenza di Arthur a svelare la sua reale situazione al padre.
La seconda parte del film, nella quale si sviluppano in modo più dinamico le conseguenze delle premesse e si dà spazio alle manifestazioni ultraterrene dello spirito maligno è forse più ordinaria, mettendo in scena, sia pure sempre con un'apprezzabile dignità anche spettacolare, il consueto armamentario di quel genere di horror che fa di case infestate, spiriti feroci e possessioni la sua materia principe. In alcuni casi il clima inquietante è ben reso - come nella scena dello specchio, con le figure immobili nella "realtà" e normalmente animate nel suo riflesso nello specchio - in altri casi l'immaginario sa più di già visto e la creatura maligna, utilizzata comunque in modo saggiamente parco, tradisce in parte una certa carenza di inventiva e di budget.
L'insieme di rivolgimenti, colpi di scena e spiazzamenti che caratterizza soprattutto la parte conclusiva del film mantiene una buona vivacità del racconto e riesce a non annoiare, ma raramente sorprende, rimanendo dentro la tradizione specifica del genere senza particolari innovazioni narrative.
Claustrofobico e genuinamente sinistro, il film è molto attento alla valorizzazione degli ambienti (ottima la fotografia di Lorenzo Senatore), con la vecchia casa onusta di ricordi del passato e il sotterraneo con la grande stanza della preparazione mortuaria a fornire lo sfondo adatto a una vicenda nella quale la luce della speranza fatica a fare capolino. Oliver Park dirige con buona personalità, aiutato da un valido cast nel quale spiccano soprattutto le convincenti prove di Nick Blood e Allan Corduner, nei ruoli rispettivamente del figlio che aspira alla riconciliazione e del padre che la desidera quanto e più di lui.
A parte la fotografia del nostro Lorenzo Senatore, che ci regala qualche immagine suggestiva, come quella iniziale dell’interno di una stanza che si scopre pian piano illusoria perché rispecchiata in una pozza d’acqua, l’efficacia della scenografia di Philip Murphy nel ricostruire gli ambienti lugubri di una vecchia villa con obitorio annesso nel sotterraneo, il film nel complesso è una delusione [...] Vai alla recensione »
Arthur va a trovare il padre Saul per riconciliarsi con lui. Non è puro affetto filiale: Arthur sta co' le pezze ar... Lo accompagna la moglie Claire incinta. Veniamo al punto. Saul ha una agenzia di pompe funebri e col nuovo cadavere c'è un demone, e viene liberato. N'altro demone: il cinema non si stanca mai di proporne. Un demone ebraico, Abyzou, e la famiglia è chassidica, e questo è l'elemento [...] Vai alla recensione »