| Anno | 2022 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Wilma Labate |
| Attori | Silvia D'Amico, Simone Liberati . |
| Tag | Da vedere 2022 |
| Distribuzione | Cinecittà Luce |
| MYmonetro | Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni. |
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Ultimo aggiornamento martedì 15 novembre 2022
Il film racconta la contraddittoria e intensa vita insieme di Edda Mussolini e suo marito Galeazzo Ciano.
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CONSIGLIATO SÌ
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Edda Mussolini figlia primogenita del Duce sposa Galeazzo Ciano, figlio dell'ammiraglio Costanzo il 24 aprile 1930. Da quel momento i due diventano una delle coppie più in vista del regime ma anche due personalità che vedono la Storia da prospettive diverse che finiranno con l'avvicinarsi solo dinanzi alla tragedia.
Una ricostruzione documentata e drammaturgicamente efficace di una vita di coppia che non è come quella di tanti perché vissuta nelle stanze del Potere.
Così recitava l'art. 241 del Codice Penale fascista: "Chiunque commette un fatto diretto a sottoporre il territorio dello Stato o una parte di esso alla sovranità di uno Stato straniero, ovvero a menomare l'indipendenza dello Stato, è punito con la morte. " È sulla sua base che Galeazzo Ciano il 10 gennaio 1944 viene condannato alla pena capitale che verrà eseguita il giorno dopo. È proprio con le immagini della fucilazione (che si ricordano come drammaticamente presenti nel film di Carlo Lizzani Il processo di Verona e che qui vengono giustamente riproposte per le nuove generazioni) che si apre questo interessante lavoro di Wilma Labate che, grazie alla performance in perfetto equilibrio tra passato e presente di Silvia D'Amico e Simone Liberati, ricostruisce la vita privata e pubblica della coppia. Ogni parola che viene pronunciata, o scritta al computer nel mix tra le due epoche, proviene dai diari di lui o da quanto dichiarato da lei. Ne esce un ritratto complesso e al contempo estremamente lucido di dinamiche che vedono coinvolti i sentimenti più comuni di un uomo e una donna (affetto filiale, amore, dissimulazione, tradimenti, litigi) con quelli di chi, per ragioni di parentela o di ruolo politico, può influenzare le sorti di un intero Paese. Il rapporto con Mussolini per Edda è quello della figlia a lui più vicina che finirà con l'essere quella che più si troverà ad odiarlo. Quello di Ciano è quello del genero che non lo segue nell'abbacinata ammirazione per Hitler e che cercherà di dissuaderlo dall'entrare in guerra senza peraltro riuscirvi. Le immagini di alta qualità che accompagnano e documentano gli interventi di Edda e Galeazzo forniscono un contributo essenziale sul piano cinematografico ad un testo, scritto da Labate e Attene, che è già pronto per essere portato sui palcoscenici per la qualità della scrittura e per il contributo che offre alla ricostruzione di una memoria che va più che mai ravvivata e condivisa. Tra i tanti aspetti che emergono della personalità di Mussolini ne spicca uno che non viene spesso sottolineato da chi intende riscrivere la Storia in modo parziale e che ne contraddice l'assunto. Il Duce non arrivò alle leggi razziali senza convinzione e solo per allinearsi al nazismo (il che sarebbe già di per sé più che grave) ma diffidava da sempre degli ebrei che considerava tra i suoi maggiori nemici. È ciò che emerge dalle affermazioni di Edda, ancor più che da quelle del marito, gettando una luce, se non nuova per gli storici certamente fautrice di occasioni di riflessione per un pubblico più vasto.
È il 10 gennaio 1944 il giorno in cui Galeazzo Ciano viene condannato a morte, sentenza che viene portata a compimento il giorno successivo tramite fucilazione. A partire da questo evento, e dal suo filmato d'archivio, Wilma Labate (La ragazza ha volato, Arrivederci Saigon) ricostruisce la storia della coppia Ciano/Mussolini. Attraverso le parole dei dettagliati diari di lui, delle dichiarazioni ufficiali [...] Vai alla recensione »