Mama, I'm Home

Film 2021 | Drammatico 104 min.

Regia di Vladimir Bitokov. Un film con Ksenia Rappoport, Yuriy Borisov, Aleksandr Gorchilin, Natalya Pavlenkova, Ekaterina Shumakova. Titolo originale: Mama, ya doma. Genere Drammatico - Russia, 2021, durata 104 minuti.

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Russia. Tonya rifiuta di credere alla notizia della morte del figlio in guerra e inizia a indagare. Un giorno un giovane si presenta alla sua porta dicendo di essere proprio lui, suo figlio.

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Una grande protagonista interpretata con intensità le ipocrisie delle Russia contemporanea.
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 9 settembre 2021
Recensione di Giancarlo Zappoli
giovedì 9 settembre 2021

Tonya è un'autista d'autobus in una cittadina della ex repubblica sovietica Cabardino-Balcanica. È in attesa del ritorno del figlio che si è arruolato come contractor in Siria. Quando le viene comunicata la notizia della sua morte e della mancanza di resti, lei, grazie ad un dettaglio, si rifiuta di credervi ed inizia una propria battaglia con chi cerca, secondo il suo avviso, di ingannarla.

Vladimir Bitokov, al suo secondo lungometraggio, affronta il tema delle menzogne di Stato in una Russia non più comunista (anche se sul muro di un edificio riemerge un ritratto di Stalin) ma ancora perfettamente addestrata a mentire pur di nascondere realtà spiacevoli.

Per il governo russo nessun proprio cittadino è presente sul suolo siriano come combattente e quindi quando la verità emerge deve essere conculcata con onorificenze e denaro. Ma Tonya, un bel personaggio interpretato con intensità da Ksenia Rappoport, non è una donna disposta a cedere e, alla guida del suo autobus, come gli eroi dei film western sul loro cavallo, non retrocede di un passo.

La sceneggiatura di Maria Izyumova tesse intorno a lei una rete di complicità che hanno lo scopo specifico di farla ritenere pazza nella sua ostinazione che rende però inutile ogni tentativo di metterla a tacere. Man mano che il film procede si rafforza l'idea che Bitokov voglia suggerirci che la nuova Federazione Russa abbia conservato molti dei lati oscuri del regime precedente.

L'idea di aprire il film (e di ritornare sull'argomento in più occasioni) con un edificio storico in totale degrado, per il quale si attende l'autorizzazione per procedere con la ristrutturazione, assume valore metaforico descrivendo un degrado valoriale che affonda le radici in un passato a cui non si può ridare solo una novità di facciata. Sarebbe necessario un intervento radicale.

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