| Anno | 2021 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 97 minuti |
| Regia di | Lamberto Sanfelice |
| Attori | Niels Schneider, Daniela Vega, Matilde Gioli, Aurora Onofri, Stefano Di Battista Marta Pozzan, Aurora Onofri, Maurizio Urbani, Yuri Perrone, Tatiana Mogavero, Enrico Rava, Kateryna Aresi. |
| Uscita | giovedì 17 giugno 2021 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,01 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento giovedì 17 giugno 2021
Louis è un jazzista di talento che ha ormai dimenticato i suoi sogni e vive a distanza le relazioni umane. In Italia al Box Office Futura ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 11,6 mila euro e 2,5 mila euro nel primo weekend.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Louis guida un taxi notturno e accompagna Lucìa, una trans cilena, nelle tappe di spaccio di droga attraverso una Milano senza nome. Louis, cresciuto a Parigi e è figlio di un celebre musicista jazz, ha ereditato dal padre tanto il talento musicale quanto la paura di non esserne all'altezza. Per questo, invece di dedicarsi anima e corpo alla carriera di trombettista, compie quelle scorribande notturne che gli procurano il denaro per mantenere l'ex moglie Valentina e la figlia Anita, anche lei dotata di grandi capacità musicali al pianoforte. Riuscirà Louis ad uscire dai giri sordidi della droga, fare onore al suo genio artistico e ritrovare il dialogo con Anita e Valentina?
Dopo il debutto con il lungometraggio Cloro, unico film italiano selezionato al Sundance Film Festival nel 2015, Lamberto Sanfelice torna al grande schermo con Futura, coproduzione franco-italiana che conferma il suo innegabile talento per la regia, un talento fortemente pittorico e ispirato all'arte figurativa in generale, qui anche coadiuvato dalla bellissima fotografia di Luca Bigazzi.
Il problema è che il film viaggia su un doppio binario narrativo che finisce per risultare irreconciliabile: da un lato c'è la storia del rapporto di Louis con la passione musicale e il suo ruolo di figlio abbandonato e padre inadempiente; dall'altro quella dei traffici della droga e della trans Lucìa, che è anche una cantante lirica e vive con sofferenza la lontananza da un figlio cui non ha mai rivelato la sua nuova identità.
La prima storia è realizzata con notevole sensibilità drammaturgica ed estetica, anche grazie alla bella interpretazione del sassofonista Stefano Di Battista e alla colonna sonora composta a quattro mani dallo stesso Di Battista e da Enrico Rava. Futura ricorda The Eddy di Damien Chazelle per il genuino amore delle atmosfere jazz e per la trama che coinvolge un padre e una figlia separati e uniti dalla musica.
Anche in Futura la forza comunicativa del suono e delle immagini basta a raccontare un percorso intimo e potente, fatto di condivisione profonda e di rifiuto delle convenzioni. Bella e poetica anche l'idea di dare a Massimo Urbani, ottimo sassofonista jazz realmente esistito e scomparso per overdose di eroina, il "ruolo immaginario" del padre di Louis. Anche la Milano raccontata per immagini da Sanfelice è insolita nei suoi contrasti e nelle sue ambiguità.
La seconda storia invece, fra club techno e spacciatori da casting central, non solo è molto meno credibile della prima, ma è ridondante e distoglie dalla rarefatta essenzialità della prima. Si distingue solo Daniela Vega, l'attrice transessuale già protagonista di Una donna fantastica, di grande istinto e classe. Ma la premessa stessa dello spaccio via taxi e lo sviluppo di questa seconda trama, dialoghi compresi, appartengono a un altro film, molto meno raffinato e intelligente del primo.
Cosa pensano oggi i giovani italiani? Quali prospettive hanno per il futuro? Che tipo di società immaginano? Tre registi italiani attraversano il Paese in cerca di un "archivio" futuro che spieghi l'oggi con gli occhi e la testa di chi avrà un domani. Sulla scia di Comencini, Soldati e soprattutto Pasolini, la cui eco di "Comizi d'amore" è piuttosto evidente, pur nella diversità dell'approccio dei [...] Vai alla recensione »