| Anno | 2019 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia, Francia |
| Durata | 81 minuti |
| Regia di | Jacopo De Bertoldi |
| Attori | Thomas Shince, Fernando Cittadini . |
| Distribuzione | ZaLab |
| MYmonetro | 2,82 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 4 maggio 2020
Cosa accomuna Fernando, romano cresciuto dalla zia siciliana e Shince, autentico romano di origine indiana? Il cricket!
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CONSIGLIATO SÌ
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Fernando è un ragazzo che vive con la zia perché la madre ha dovuto scegliere di dedicarsi alla nonna che vive in Sicilia. Shince è il suo migliore amico ed è romano a tutti gli effetti anche se di origine indiana. Entrambi crescono nella zona di Piazza Vittorio ed amano lo stesso sport: il cricket.
I cinefili più appassionati probabilmente avranno visto il film Lagaan - C'era una volta in India, della durata di quasi quattro ore, al cui interno si assiste, quasi in tempo reale, ad una partita di cricket che ha un significato sociale. Gli indiani la giocano contro i colonialisti inglesi che impongono loro il lagaan (una tassa sul raccolto). Se vinceranno non dovranno pagare. Torna alla memoria questo film spettacolare del 2001 vedendo questo documentario che, di fatto, ci racconta di una passione sportiva ma va oltre vedendo nel cricket un'occasione di rapporto interculturale in costante evoluzione nonostante difficoltà e distacchi.
Seguiti da quando erano bambini, Fernando e Shince provano con le loro vite che la convivenza può trasformarsi in solida amicizia nonostante tutto (ivi compresa la zia che si esprime come una razzista dichiarando di non esserlo).
Nel tentativo di conoscere le proprie radici Shince comprende che l'India non è il luogo in cui vorrebbe vivere pur avendola in precedenza sognata (e un po' mitizzata). Entrambi hanno il problema del lavoro e vivono l'eterno conflitto tra ciò che piace fare e ciò che 'si deve' fare.
De Bertoldi li segue con la partecipazione di chi comprende un percorso difficile e complicato, forse più difficile da capire delle regole del cricket, che porta però a crescere e a prendere coscienza che, alla fine, non sono solo le circostanze esterne a forgiare il carattere ma anche le scelte individuali che non possono e non devono mai essere delegate.
Per quanto il documentario stia ripensando il rapporto realtà-finzione, sperimentando nuove forme di ibridazione, si fa comunque fatica a considerare il film di Jacopo de Bertoldi in questi termini. L'impressione di fronte a questo racconto di formazione di due romani "d'adozione" (Ferdinando, arrivato dalla Sicilia, e il suo amico indiano Shince) accomunati dalla passione per il cricket, è che il [...] Vai alla recensione »