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lizzy
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sabato 16 febbraio 2019
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senza un difetto, come il primo allunaggio...
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Il Primo Uomo...
Beh...direi che se esiste la perfezione film come questi ne sono un piccolo esempio.
Ammetto che avevo sottovalutato Gosling in passato, ma dopo il capolavoro "Blade Runner 2049" l'ho proprio rivalutato e questo ultimo lavoro me lo ha definitivamente inserito nel mio personale elenco di mostri sacri del cinema.
Il film scorre come acqua su un vetro...nessun inciampo, nessun sussulto.
Le atmosfere ci stanno tutte...dall'incredibile silenzio del vuoto spaziale allo stesso, ma drammatico, silenzio per la morte della figlia.
Gosling/Armstrong ha una invidiabile capacità di mantenere i nervi saldi e uno stato d'animo coerente anche a fronte di gravi difficoltà e Gosling/Attore centra in pieno l'obiettivo di ridarci un comportamento del genere.
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Il Primo Uomo...
Beh...direi che se esiste la perfezione film come questi ne sono un piccolo esempio.
Ammetto che avevo sottovalutato Gosling in passato, ma dopo il capolavoro "Blade Runner 2049" l'ho proprio rivalutato e questo ultimo lavoro me lo ha definitivamente inserito nel mio personale elenco di mostri sacri del cinema.
Il film scorre come acqua su un vetro...nessun inciampo, nessun sussulto.
Le atmosfere ci stanno tutte...dall'incredibile silenzio del vuoto spaziale allo stesso, ma drammatico, silenzio per la morte della figlia.
Gosling/Armstrong ha una invidiabile capacità di mantenere i nervi saldi e uno stato d'animo coerente anche a fronte di gravi difficoltà e Gosling/Attore centra in pieno l'obiettivo di ridarci un comportamento del genere.
Il film non ha orpelli inutili, non ha effetti "particolari", ma ci riporta nell'epopea della conquista dello spazio come se non ne fossimo mai usciti.
Il sacrificio umano, la voglia di riscatto, la sfida, la protesta popolare...ci sta tutto e bene nel tempo in cui il film ci rapisce per portare anche noi...fin sulla luna.
Ammettiamolo...il tutto poteva terminare anche prima dello sbarco...ma comunque è apprezzato il sipario, anche se breve, ma intenso, lasciato all' operazione stessa di allunaggio.
Ottima la ricostruzione, ottime le riprese: sembrava di esser li anche io.
E vogliam parlare della colonna sonora? Belle musiche, mai fastidiose, che spesso lasciano il passo a nessun suono o a atmosfere del caso.
Proprio un gran film. Come non se ne vedono spesso.
E come,. ahimè, gli Italiani non sanno fare, limitati ormai come sono alle commedie agrodolci nazionalpopolari o a qualche farsa nonsense.
Anche se....in fondo l'America è un po' Italia, no?
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giancarloelle
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domenica 13 gennaio 2019
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gosling
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la scena Kubrickiana dello spazio... quei secondi di silenzio assoluto.. ma ci saranno veramente andati sulla luna?..a parte ciò Gosling si conferma un grande attore..film poco filo americano..meno male!
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sabato 1 dicembre 2018
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bello
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Un tuffo nel passato..alle origini di un sogno cosi grande...lo spazio
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emanuele 1968
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venerdì 30 novembre 2018
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molto bello
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( 4,5 ) Tra creduli e increduli del fatto, Armstrong restera un mito per sempre nella storia. Bella e non facile la riscrostruzione, qualche inquadratura da mal di mare che non condivito, forse avrei aggiunto piu immagini dell'epoca, belle le contestazioni sui soldi pubblici, bello lo sguardo fisso riflesso alla luna, 95% dei presenti attenti silenziosi e incollati alla poltrona, penso sia un ottimo film.
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exleon32
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lunedì 19 novembre 2018
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non la solita americanata!
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Sono andato a vedere questo film sull'onda delle ottime recensioni e ne sono uscito davvero soddisfatto.
In pochi film sono riuscito a vedere un tale equilibrio tra drammaticità ed adrenalina ottima anche la caratterizzazione dei personaggi,sublime la regia sopratutto nelle scene aereo spaziale.
Non mi dilungo troppo è un gran bel fim andate a vederlo!
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lunedì 19 novembre 2018
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noiosi silenzi
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il protagonista dice 4 parole in tutto il film il film è noioso Ho rischiato di addormentarmi 10 volte Sinceramente consiglio di non andare a vederlo
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esmith29
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martedì 13 novembre 2018
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questione di prospettiva
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"Quanto è importante la missione sulla luna? " il regista rappresenta due concetti che racchiudono altrettante risposte: è tanto importante quanto riuscire a vedere le cose con un altra prospettiva; è tanto importante quanto dimostrare che si è in grado, che si è all'altezza della sfida, e possibilmente farlo prima dei russi. Io in questo film ci ho trovato un'epoca, l'America e quella capacità, quella dote, sempre meno diffusa, di voler andare oltre. La storia è affascinante e il racconto ricco di spunti. Mi è rimasta un'immagine in testa: i figli di amstrong che nel tempo libero, aspettando notizie del padre, fanno un puzzle. Si parla di un uomo, di un primato, ma anche di società.
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"Quanto è importante la missione sulla luna? " il regista rappresenta due concetti che racchiudono altrettante risposte: è tanto importante quanto riuscire a vedere le cose con un altra prospettiva; è tanto importante quanto dimostrare che si è in grado, che si è all'altezza della sfida, e possibilmente farlo prima dei russi. Io in questo film ci ho trovato un'epoca, l'America e quella capacità, quella dote, sempre meno diffusa, di voler andare oltre. La storia è affascinante e il racconto ricco di spunti. Mi è rimasta un'immagine in testa: i figli di amstrong che nel tempo libero, aspettando notizie del padre, fanno un puzzle. Si parla di un uomo, di un primato, ma anche di società... Se non si fosse capito, lo consiglio molto. ES
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inesperto
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lunedì 12 novembre 2018
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man on the moon
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Il film ha una cupezza particolare, a volte solo in sottofondo, altre volte espressa chiaramente. Lo spazio dedicato al viaggio "alla Apollo 13" è ridotto per dare rilevanza all'aspetto psicologico della famiglia Armstrong durante tutti gli anni del programma spaziale precedenti all'allunaggio. Mille asperità in tutte le fasi di preparazione e numerosi incidenti, troppo spesso mortali, hanno accidentato la strada verso la storia di Neil Armstrong (e Buzz Aldrin). Straordinaria la prova della splendida Claire Foy, ne ha fatta di strada la streghetta de L'ultimo dei templari.
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freerider
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lunedì 12 novembre 2018
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bellissimo film, la riconferma di damien chazelle
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Una seconda visione del film, che mi ha procurato un’emozione anche più profonda della prima e mi ha consentito di cogliere molti dettagli che mi erano sfuggiti, mi dà la soddisfazione di poter dire che "First Man" è un bellissimo film e che Damien Chazelle è ufficialmente portatore di un autentico talento che sarà un piacere poter seguire nel tempo.
Il regista trentatreenne orchestra un film misurato e appassionante, che concilia umanità e grandiosità del racconto frenando ogni eccesso melodrammatico per lasciare intatto il potenziale insito nello sviluppo stesso della storia, che infatti cresce lentamente e si sprigiona con grande forza e suggestione nel finale.
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Una seconda visione del film, che mi ha procurato un’emozione anche più profonda della prima e mi ha consentito di cogliere molti dettagli che mi erano sfuggiti, mi dà la soddisfazione di poter dire che "First Man" è un bellissimo film e che Damien Chazelle è ufficialmente portatore di un autentico talento che sarà un piacere poter seguire nel tempo.
Il regista trentatreenne orchestra un film misurato e appassionante, che concilia umanità e grandiosità del racconto frenando ogni eccesso melodrammatico per lasciare intatto il potenziale insito nello sviluppo stesso della storia, che infatti cresce lentamente e si sprigiona con grande forza e suggestione nel finale. Assolutamente giustificati e opportuni tutti i 140 minuti di durata che non solo non mi sono minimamente pesati, ma che ho trovato evidentemente funzionali a restituire l’importanza di tutta la progressione (in termini di prove, fallimenti, correzioni di tiro, sacrifici e progressi lungo 8 anni di programmi di volo umano nello spazio) che ha costituito, per accumulo di conoscenza ed esperienza, la lunga e sofferta genesi della missione vincente Apollo 11.
Come nel precedente Lalaland, lavoro fruibile sia a livello di puro piacere che in una dimensione più profonda e riflessiva, anche con "First Man" Damien Chazelle si rivolge indistintamente a tutti gli spettatori ma offrendo loro un’opera autentica e senza ombra di ruffianerie, non vuole arroccarsi nel cinema d’autore, inteso nel senso difficile ed egocentrico del termine, ma si pone come obiettivo un altissimo livello qualitativo, è così che ci consegna un film aperto, vivo (largo ma accorto uso della camera a mano nei passaggi più intimisti del film), ricco di dettagli anche tecnici che aumentano la vicinanza dello spettatore con la realtà della vicenda ma costantemente filtrato da una sensibilità spiccata e profondamente contemporanea.
Insomma Chazelle ha stile, passione e tatto nel plasmare una materia già nota ma non per questo meno complessa e non dimentica di calarla correttamente nel contesto sociale e storico che l’ha accolta. E nel cercare la chiave di volta che concilia spettacolarità e dimensione umana, si è inteso alla perfezione non solo con Ryan Gosling, Claire Foy e con tutto il notevole cast ma ha anche ritrovato feeling con il compositore Justin Hurwitz, le cui partiture sono parte integrante delle scene e del carattere del film (molto delicata la traccia sentimentale della colonna sonora, ma va menzionato anche l’incalzante tema modulare-ossessivo che accompagna l’allunaggio, pezzo di forte magnetismo, seguito con grande effetto dal silenzio assoluto).
"First Man" è un film che non assomiglia a nessun altro precedente nel genere, ma che in fondo forse somiglia al suo protagonista Neil Armstrong: grandissima preparazione tecnica e controllo assoluto della strumentazione e dei nervi, e sopra questo una marcia in più in termini di aspirazioni, capacità, audacia.
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umberto
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giovedì 8 novembre 2018
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first man
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Uno degli eventi più importanti del secolo scorso viene portato sul grande schermo da Damien Chazelle con uno stile che potrebbe spiazzare chi si aspetta un film incentrato sugli aspetti prettamente tecnici che hanno portato a questa grande conquista. Questi ultimi rimangono ai margini della storia, che viene sviluppata sulla personalità e le emozioni dei protagonisti nel vivere il susseguirsi delle varie vicende. A questo riguardo, molto buone le interpretazioni di Ryan Goslin e di Claire Foy. Meravigliosa la fotografia in stile anni Sessanta e la regia che favorisce il punto di vista dei piloti rispetto alle inquadratura ampie. Questo coinvolge in pieno lo spettatore e gli fanno volare i 141 minuti di durata del film.
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Uno degli eventi più importanti del secolo scorso viene portato sul grande schermo da Damien Chazelle con uno stile che potrebbe spiazzare chi si aspetta un film incentrato sugli aspetti prettamente tecnici che hanno portato a questa grande conquista. Questi ultimi rimangono ai margini della storia, che viene sviluppata sulla personalità e le emozioni dei protagonisti nel vivere il susseguirsi delle varie vicende. A questo riguardo, molto buone le interpretazioni di Ryan Goslin e di Claire Foy. Meravigliosa la fotografia in stile anni Sessanta e la regia che favorisce il punto di vista dei piloti rispetto alle inquadratura ampie. Questo coinvolge in pieno lo spettatore e gli fanno volare i 141 minuti di durata del film.
Voto: 9
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