| Titolo originale | De Chaque Instant |
| Titolo internazionale | Each and Every Moment |
| Anno | 2018 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Francia, Giappone |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Nicolas Philibert |
| Tag | Da vedere 2018 |
| Distribuzione | Wanted |
| MYmonetro | 3,27 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento sabato 30 maggio 2020
Il duro percorso di studio di un gruppo di infermiere. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Cesar, In Italia al Box Office In ogni istante ha incassato 23 .
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CONSIGLIATO SÌ
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Ogni anno numerosissimi giovani uomini e donne si iscrivono all’Institut de Formation en Soins Infirmiers per accedere a un tirocinio pluriennale. Nicolas Philibert li segue dai primi apprendimenti teorico-pratici fino al confronto diretto con la malattia e il dolore.
Per chi non conosce il cinema di Philibert è necessaria una premessa. Ogni suo documentario è frutto di un lungo lavoro di osservazione e di inserimento nelle realtà la cui vita andrà a sintetizzare nella durata della proiezione.
Le riprese del montaggio definitivo hanno pertanto la ‘verità’ di una telecamera ormai non più percepita come tale dai soggetti ripresi ma come parte ‘naturale’ del contesto. Ecco quindi scorrere davanti ai nostri occhi un processo di conoscenza che coincide con un’acquisizione di consapevolezza e maturità che non sono solo tecniche ma profondamente umane. Mentre si assiste alle varie fasi del percorso di queste ragazze e ragazzi il pensiero non può non andare alla situazione mondiale attuale e al ruolo fondamentale che in essa hanno svolto gli infermieri. La riconoscenza loro dovuta talvolta ha tracimato in retorica, atteggiamento del tutto alieno a Philibert che, così facendo e girando in tempi lontani dalla pandemia, rafforza e non diminuisce la sensazione nello spettatore dell’importanza di questa professione. Lo sguardo del regista è attento a cogliere in ogni situazione (nelle istruzioni su come fare una puntura così come nel prelievo di sangue fatto a una paziente silente ma evidentemente tesa) tutta l’attenzione che chi si sta specializzando mette in un lavoro che richiede la giusta misura di coinvolgimento e distacco. La scelta di seguire l’apprendistato, di vedere come insieme alle nozioni operative si lavori sulla preparazione psicologica e poi il mostrare come si debba tener conto delle varie sensibilità quando si procede alla valutazione dopo la sperimentazione in corsia, ci permette di comprendere meglio in cosa consista l’essere infermiere. Ci penseranno poi gli anni e magari anche una certa consuetudine con la manifestazione del dolore altrui ad indurire o a rendere ancora più sensibili i vari soggetti. Quel che è certo è che, dopo aver visto questo documentario, la prossima volta che avremo a che fare con un’infermiera o un infermiere li guarderemo con occhi diversi.
Se non fosse stato presentato nel 2018 a Locarno, sorgerebbe il sospetto che la prima sequenza del film di Nicolas Philibert afferisca all'emergenza sanitaria in corso, con la macchina da presa che insiste su due mani insaponate, le indicazioni di un medico che suggerisce a un gruppo di aspiranti infermiere e infermieri come detergersi con il gel, la verifica successiva con uno scanner agli ultravioletti. [...] Vai alla recensione »