| Titolo originale | Triple Nine |
| Anno | 2016 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 125 minuti |
| Regia di | John Hillcoat |
| Attori | Casey Affleck, Chiwetel Ejiofor, Anthony Mackie, Aaron Paul, Clifton Collins Jr. Norman Reedus, Teresa Palmer, Michael Kenneth Williams, Gal Gadot, Woody Harrelson, Kate Winslet, Luis Da Silva Jr., Michelle Ang, Hakim Callender, Natalie Pero, E. Roger Mitchell, Eric Maldonado. |
| Uscita | giovedì 21 aprile 2016 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | M2 Pictures |
| MYmonetro | 3,18 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 21 luglio 2017
John Hillcoat affronta una storia d'azione ambientata tra la strade più violente di Atlanta. In Italia al Box Office Codice 999 ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 539 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Michael e la sua banda sono capaci di colpi grossi: sono ex militari e poliziotti corrotti, addestrati, armati, senza scrupoli. La russa Irina, però, li tiene in pugno, e questa volta l'unico modo per accontentarla sembra essere quello di far scattare un 999. Solo uccidendo un agente, infatti, e sfruttando il richiamo di tutte le volanti sul luogo, Michael e i suoi avranno tutto il tempo di andare a segno altrove. Se poi quell'agente è Chris, nuovo del reparto e nipote del capo, ancora meglio. O forse no. Forse qualcosa andrà storto, in maniera del tutto imprevedibile, perché così è la vita e così funziona il buon cinema.
Se si eccettua il passo falso di Lawless, gangster movie letterario sporcato di western e di melodramma, Hillcoat è apparso da subito un regista da tenere d'occhio, uno capace di sorprendere. In fondo, oggi si può dire che è servito anche il passo falso, perché è lì che Hillcoat ha cominciato a guardare a Mann come modello, ma è solo con Codice 999 che quello sguardo ha trovato il fuoco. E non è questione di imitazione, per nostra fortuna, ma di ritmo e di mestiere.
C'è un piacere speciale nel venire acchiappati dentro un ingranaggio filmico che non s'inceppa e Hillcoat ci regala questo giro di giostra, sulle strade di Atlanta, dove i personaggi sono tanti e ognuno ha la sua faccia pubblica e il suo retroscena privato, ma qualche volta il bene sta dalla parte di chi ha il caos in casa e il male assoluto è biondo e furbo come Kate Winslet, qualche volta, cioè, quando è la volta buona come questa, sai forse cosa succederà ma non puoi dire come.
Ritmato dal montatore di Zero Dark Thirty e musicato da Atticus Ross (produttore dei Nine Inch Nails), Codice 999 è un solido e "atmosferico" cop-movie, che ha i suoi punti di forza nel cast e nella scrittura, oltre che in una regia che garantisce controllo, coerenza e personalità. Il cast, che appare perfetto, è curiosamente frutto di una serie di defezioni che ne hanno modificato i connotati (Shia LaBeouf doveva stare al posto di Casey Affleck, Cate Blanchett della Winslet), mentre la sceneggiatura di Matt Cook (che esce dal cassetto della "Black List" di Hollywood) è di quelle silenziosamente preziose, che sembrano tutta azione e zero psicologia ma hanno un'anima più ingombrante del previsto. Dentro questa girandola di violenza e paura, che s'inpenna attorno ad una vita sola da salvare, una vita "qualunque", c'è l'ironia del destino, la dolenza del noir e la fotografia in movimento di un pezzetto di mondo, piccolo come un quartiere, che il buon cinema sa rendere (in) grande.
Il genere noir non regala film con una cadenza esasperante (come invece i cinecomic), ma quando nelle sale si proietta un film con toni cupi e reali l'aspettativa degli amanti è molta. Triple 9 porta sul grande schermo star delle serie TV (Norman Reedus, Aaron Paul), e star del cinema (Kate Winslet, Woody Harrelson, Antony Mackie), ponendo un insieme gigante di personaggi e storie che si [...] Vai alla recensione »
Gangster russi sionisti definiti "La versione ebrea di Cosa Nostra" ordinano super rapina in quel di Atlanta, Georgia. Partecipano sbirri corrotti e criminali indolenti. L'azione violenta influenzerà vita pubblica e privata dei coinvolti. Grande cast, struttura corale e delirio di onnipotenza per un noir metropolitano più spietato e pessimista rispetto al riferimento Heat (1995) di Mann.