Il caso Spotlight

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Un film di Tom McCarthy. Con Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery.
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Titolo originale Spotlight. Thriller, Ratings: Kids+13, durata 128 min. - USA 2015. - Bim Distribuzione uscita giovedì 18 febbraio 2016. MYMONETRO Il caso Spotlight * * * - - valutazione media: 3,12 su 83 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

Un'inchiesta contro la pedofilia e l'omertà Valutazione 4 stelle su cinque

di andrejuve


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martedì 15 marzo 2016

“Il caso Spotlight” è un film del 2015 diretto da Tom McCarty. A Boston all’interno della redazione della testata giornalistica “The Boston Globe” è presente una sezione, chiamata Spotlight, composta da quattro giornalisti, Walter Robinson, Michael Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll, i quali si occupano del giornalismo di inchiesta, compiendo delle vere e proprie investigazioni grazie alla loro forsennata ricerca della verità e all’utilizzo di fonti attendibili. Siamo nell’anno 2001 e subentra un nuovo direttore del giornale di nome Marty Baron il quale, dopo aver letto una notizia degli anni ’80 scritta dalla sezione Spotlight relativa a diversi abusi sessuali compiuti da un prete di Boston nei confronti di alcuni soggetti minorenni e notando che non ci sono stati nel corso degli anni ulteriori approfondimenti, ordina ai quattro di indagare più a fondo su questa problematica. I membri di Spotlight contattano il procuratore Eric Macleash e l’“avvocato della Chiesa” Jim Sullivan senza però ottenere alcuna significativa informazione. Riescono però ad incontrare Phil Saviano, il rappresentante dell’organizzazione dei “sopravvissuti delle vittime dei preti”, che racconta delle storie inquietanti affermando che siano 13 i preti coinvolti all’interno di questa vicenda di pedofilia, dichiarando inoltre che il cardinale Bernard Francis Law, a conoscenza di queste spaventose verità, abbia sempre taciuto cercando di impedire che venisse macchiato il nome della Chiesa. Si scopre inoltre che i preti accusati di aver compiuto molestie sessuali sui minori sono stati più volte trasferiti da parte della curia, giustificando tali spostamenti attraverso l’attribuzione di malattie mentali e prevedendo per loro un trattamento terapeutico specifico all’interno di una casa di cura. Michael Rezendes incontra anche Mitchell Garabedian, l’eccentrico avvocato che difende molte delle vittime di questi atroci abusi sessuali, cercando di ottenere informazioni preziose. L’avvocato dichiara che presso il Tribunale ci sono dei documenti secretati che potrebbero rivelare sconvolgenti verità e per desecretarli è necessario sollevare un’istanza al giudice. Michael successivamente  riesce a contattare uno degli psichiatri delle case di cura e quest’ultimo sorprendentemente afferma che questo preoccupante fenomeno è molto più vasto di quanto si pensi, in quanto i preti coinvolti potrebbero essere addirittura 90. Sacha Pfeiffer intanto raccoglie le testimonianze delle vittime di pedofilia mentre Walter Robinson cerca di persuadere Jim Sullivan ed Eric Macleash affinché rivelino alcuni particolari che potrebbero rivelarsi decisivi per chiarire i contorni della vicenda. A causa della delicatezza dell’argomento non sarà semplice condurre questa inchiesta tanto importante quanto per molti scomoda e pericolosa. La pellicola, attraverso il racconto di fatti realmente accaduti, focalizza l’attenzione nei confronti di una triste e terrificante realtà come quella della pedofilia all’interno della Chiesa. Quest’ultima rappresenta una vera e propria istituzione paragonabile a quella statale, ma portatrice di una forza condizionante molto più elevata nei confronti della popolazione. Infatti la Chiesa ha da sempre influenzato la società, riuscendo a manipolarne il pensiero e a plasmare le coscienze dei fedeli, i quali si attengono ai dettami e ai principi considerati sacri ed inviolabili. L’importanza della religione è ancora più preminente all’interno di contesti disagiati a causa delle difficoltà economiche o famigliari. In queste realtà la Chiesa rappresenta un punto di riferimento fondamentale e costituisce l’unica strada da intraprendere per sfuggire alla delinquenza, alla violenza e al degrado. Alcuni componenti dell’istituzione religiosa, con particolare riferimento ai preti i quali creano un legame molto stretto e diretto con la comunità, approfittano di questa situazione, abusando della loro autorità attraverso il compimento di condotte disumane, immorali e becere nei confronti di soggetti indifesi e psicologicamente deboli come lo sono i bambini. E’ spiazzante pensare che tali azioni riluttanti vengano giustificate dagli stessi carnefici dietro un’improbabile dimostrazione di affetto e di benevolenza attuata in nome di Dio. Questi abusi inquietanti, spaventosi ed ingiustificabili vengono accettati dalle vittime le quali assumono un atteggiamento di sottomissione e di soggezione nei confronti di persone che non vogliono deludere e che pensano di poter ricompensare e ringraziare per la loro solidarietà accettando le richieste più perverse, schifose e ripugnanti. Di conseguenza si assiste ad un disarmante e dilagante senso di omertà che pervade sia il mondo ecclesiastico che la collettività, la quale non vuole scalfire il ritratto della Chiesa, dubitando della sua purezza, della sua integrità e della sua immacolatezza. All’interno di questo contesto costellato dalla paura, dal timore e dalla manipolazione della verità il grande rischio è quello di vedere sminuiti o ancora peggio insabbiati degli episodi riprovevoli e indignanti. Il tutto spesso viene ridotto ad un evento isolato e sporadico che può essere risolto rimuovendo quella che viene definita una semplice “mela marcia” da eliminare dal cesto. In realtà l’occasionalità dell’episodio non lo rende meno grave o preoccupante. Infatti le conseguenze nei confronti dei destinatari di queste violenze non sono solo fisiche ma soprattutto psicologiche, in quanto le maggiori ripercussioni si manifestano a livello mentale, provocando uno stato di depressione, di sconforto e di auto incolpazione per quanto avvenuto. L’innocenza dei bambini viene violata in tenera età e questo avvenimento inevitabilmente condiziona negativamente l’intera esistenza, conducendo in determinate circostanze al ricorso a gesti estremi a causa dell’incapacità di reagire e di costruire una vita serena e priva di un peso cosi gravoso. Anche i preti stessi, costretti ad attenersi ad un ipocrita voto di castità, nutrono a livello psicologico la necessità infantile di ricercare un contatto fisico e questo senso di debolezza lo esternano nei confronti di soggetti impotenti ed ingenui. Tutto questo sconvolgente quadro viene perfettamente dipinto dai quattro giornalisti che con dedizione, coraggio e perseveranza hanno deciso di fare chiarezza all’interno di una vicenda purtroppo realmente accaduta e per troppo tempo oscurata e sottovalutata. Il giornalismo diventa quindi l’unico strumento utile e necessario per cercare di raccontare la verità obiettiva e, per quanto possibile, priva di pregiudizi o di condizionamenti. Grazie alla sua grande forza divulgativa questo mezzo di comunicazione assume un ruolo fondamentale e alimenta lo spirito critico del popolo. Per creare un sentimento di sdegno e di rigetto negli animi della popolazione è necessario rivelare una realtà priva di qualsiasi tipo di filtro, in modo che ognuno sia in grado di maturare una propria opinione in merito alla vicenda raccontata. Lo spettatore è immerso all’interno dell’inchiesta calandosi perfettamente nei panni dei giornalisti e delle loro difficoltà nel riuscire a comprendere pienamente i risvolti di fatti che hanno sempre rappresentato un tabù mai del tutto sfatato. La forza delle parole e dei racconti dei personaggi coinvolti è più inquietante e toccante di qualsiasi tipo di immagine, proprio come le frasi di inchiostro stampate sopra un foglio di carta, le quali sono tanto distaccate e fredde quanto efficaci e toccanti. Molte sequenze dialogate si caratterizzano per la loro crudezza e per la loro incisività. La ricerca della verità risulta quanto mai complessa nell’ambito di un contesto in cui si tende a manipolare la realtà e a mutarla a proprio piacimento. Gli ostacoli aumentato nel momento in cui gli stessi operatori della legge scendono a compromessi con il mondo ecclesiastico, attraverso il ricorso a reciproci favori e vantaggi. La Chiesa possiede una forza persuasiva talmente considerevole da poter insidiarsi all’interno di molti settori della società incidendo in relazione a molte decisioni soprattutto a livello politico. Quindi per molti risulta controproducente incrinare i rapporti con la Chiesa generando dissensi o incomprensioni, in quanto dovranno sempre essere riconoscenti per i continui benefici ricevuti. Si assiste ad una sorta di meschino e disumano ricatto. Le alte cariche ecclesiastiche cercano di celare ed offuscare tutto quanto per evitare di correre il rischio di perdere il consenso popolare. Per fortuna qualche barlume di umanità sparsa nel mondo è ancora presente e consente di far emergere sensi di colpa e rimorsi di coscienza che conducono all’ammissione di gesti orribili e spaventosi. I protagonisti riescono a trasmettere il senso di inquietudine che li assale ogni volta in cui vengono a conoscenza di dettagli sconcertanti, ma allo stesso tempo devono cercare di mantenere un certo livello di professionalità per non lasciarsi trascinare e sopraffare dalle emozioni. Le storie devono essere raccontate per come sono accadute realmente e non in base alla percezione che ognuno ha di essa. Questa storia doveva assolutamente essere narrata a costo di risultare impopolari o di essere emarginati gradualmente. Il coraggio di queste persone si mescola al loro dovere. Un dovere al quale colpevolmente non avevano adempiuto anni prima quando episodi dello stesso tipo erano stati relegati ai margini ed erano stati trattati all’interno di pochi ed insignificanti articoli privi di rilevanza. Tutto questo avviene in quanto l’obiettivo dei giornali è sempre quello di vendere il maggior numero di copie possibile, preferendo trattare argomenti di minore importanza ma che coinvolgono maggiormente i lettori, piuttosto che affrontare tematiche rilevanti e profonde ma prive di appiglio. Quindi emerge anche una sorta di autocritica che rende i personaggi della vicenda degli esseri umani e in quanto tali propensi a commettere errori. Nessuno viene elevato ad eroe o paladino della giustizia perché il loro lavoro consiste proprio nella divulgazione dell’informazione volta al miglioramento e al cambiamento della società in cui viviamo. La bravura del regista a mio avviso consiste nell’essere riuscito per quanto possibile a non additare il mondo ecclesiastico rischiando di creare pregiudizi troppo generalizzati, ma ricorrendo alla cronaca imparziale che dà voce ai fatti realmente accaduti. Il fenomeno della pedofilia, con particolare riferimento alla Chiesa, è molto più frequente di quanto si possa immaginare e purtroppo ancora oggi rappresenta una problematica di stretta attualità. E’ inevitabile che lo spettatore maturi giudizi negativi e accusatori, ma la pellicola non eccede mai e non crea una forte sensazione di odio nei confronti della Chiesa che, pur coi suoi difetti, è capace di fornire esempi di altruismo e solidarietà sinceri e privi di qualsiasi interesse economico o politico. Il film si caratterizza per la sua brillante sceneggiatura originale, premiata con la statuetta dell’Oscar quest’anno, intrisa di dialoghi profondi, diretti e riflessivi. Lo spettatore è fortemente coinvolto e le parole incisive e taglienti prevalgono sull’azione. La regia è volutamente sobria e lineare. La colonna sonora sottolinea il senso di incertezza e di incredulità che aleggia all’interno della redazione. Tra i difetti del film a mio parere è da ravvisare il fatto che è stato dedicato poco spazio alla caratterizzazione dei personaggi a causa anche del loro vasto numero. Il giornalista Matt Carroll, rispetto agli altri, viene relegato eccessivamente ai margini. Inoltre viene affrontato marginalmente il punto di vista e la prospettiva dei componenti dell’Arcidiocesi di Boston forse per sottolineare maggiormente la loro omertà e la loro volontà di insabbiamento. Sarebbe stato interessante approfondire le loro considerazioni e le loro giustificazioni. Per il resto il film è bello ed incarna perfettamente i canoni del genere del film di inchiesta, effettuando riferimenti anche alla storica pellicola intitolata “Tutti gli uomini del Presidente”. Il film è stato premiato nella recente cerimonia degli Oscar come miglior film grazie anche alla delicatezza dell’argomento trattato. Ottime le interpretazioni attoriali tra i quali spiccano su tutti Mark Ruffalo, candidato al premio Oscar come migliore attore non protagonista, Michael Keaton, Stanley Tucci e Rachel McAdams , candidata come migliore attrice non protagonista. Un film assolutamente da vedere perché coinvolgente e significativo.

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