| Anno | 2013 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Paul Schrader |
| Attori | Lindsay Lohan, James Deen, Nolan Gerard Funk, Tenille Houston, Amanda Brooks Gus Van Sant, Jim Boeven, Jarod Einsohn, Danny Wylde, Victor of Aquitaine, Philip Pavel, Lily LaBeau, Thomas Trussell, Alex Ashbaugh, Chris Schellenger, Lauren Schacher, Diana Gitelman, Andres De La Fuente (II), Josh Laurence, Steven Aripez, Adams Brady, Leslie Brady, Tina Carranza, Catherine Castillo, Kamal T. Cooper, Evan Deverian, Lucy Donovan, Jeremy Feit, Amanda Gaulick, Melissa Goette, Eric Gruber, Annette Grubin, Ashli Haynes, Michelle LaRue, Daniel Martinez (III), Hayley McCune, Kayla Summers. |
| Uscita | giovedì 14 novembre 2013 |
| Distribuzione | Adler Entertainment |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,08 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 19 novembre 2013
Da una sceneggiatura di Bret Easton Ellis e Paul Schrader un film indipendente sulle dinamiche dell'amore in un gruppo di ragazzi trasgressivi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Razzie Awards, In Italia al Box Office The Canyons ha incassato 99 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Da circa un anno Tara fa coppia con Christian, ricco produttore cinematografico, mantenuto dal padre con un fondo fiduciario in cambio di una seduta alla settimana dall’analista. Quando Christian accetta di ingaggiare Ryan, aspirante attore e fidanzato della sua fedele assistente, non sa che Tara condivide un passato con Ryan che forse non si è mai chiuso. Il sospetto porta Christian ad innescare una spirale di ricatti e vendette.
L’incontro tra la cinepresa di Paul Schrader e la penna di Bret Easton Ellis non poteva che avvenire attorno ad un microcosmo di giovani rampanti tristi e violenti, apparentemente fermo agli anni Ottanta, alla piscina delle ville e agli incontri sessuali di una volta soltanto, fissati per rimandare la noia da protagonisti costantemente altalenanti tra lo status di oggetto e di soggetto, di viventi e di larve. Ogni occasione è buona per loro, anzi necessaria, per ribadire il proprio potere sull’altro, sia quello derivante dai soldi o dall’ascendente sessuale. Tuttavia non lo è per dare sostanza e vita ad un film, che resta spoglio e catatonico come il paesaggio umano che giudica e contempla.
Le grandi sale cinematografiche sono chiuse, deserte, abbandonate, gli schermi si sono fatti esigui e domestici come quelli del telefonino e della tv e gli spettacoli non possono che assomigliarsi tutti, nella loro ristrettezza morale, nel loro linguaggio ridotto ai minimi termini. Schrader racconta ancora la sua storia, ribadisce la sua teoria, ma il suo cinema questa volta non si distingue, non pulsa, non respira.
Tra recitazioni amatoriali e sequenze amatorie senza il minimo brivido voyeuristico, l’unica verità del film è incarnata in Lindsay Lohan e da lei è fisicamente impossibile staccare gli occhi. Solo la sua rovina fisica è in grado di rievocare quella rima che in “Meno di zero” di Ellis si veniva a creare tra l’apatia e un sentimento molto più potente, forse il più potente di tutti, ovvero la tristezza. Il personaggio di Tara non sa cosa sia il diritto costituzionale americano alla felicità, è qualcosa che si perde in un passato remoto, nonostante la giovane età. Ma la sua forza non nasce dal film,bensì viene interamente da fuori, da una sofferenza reale, che il regista ha gioco facile a catturare (e in questo caso il voyeurismo c’è, eccome) ma in fondo non sa far fruttare.
Allora mettiamo subito in chiaro diverse cose: il regista di questo film è lo sceneggiatore di Taxi Driver e Toro Scatenato, oltre che il regista di American Gigolo: non stiamo parlando di uno Scorsese ma pur sempre di un uomo che ha realizzato (e collaborato a realizzare) film cult nella storia del cinema; seconda cosa, l'unica cosa bella e rilevante di questo film è Lindsay Lohan. [...] Vai alla recensione »
«The Canyons» di Paul Schrader ha molte qualità che hanno bisogno, più che di una decodifica, di uno slancio razionale dello spettatore/osservatore. Il film, presentato a Venezia, è stato girato a basso costo con la collaborazione decisiva del co-sceneggiatore Brett Easton Ellis, ed è centrato sul fragile thrilling di degradati personaggi dell'odierna Los Angeles.